Sassonia, in piazza tra i militanti Afd. “L’uomo più pericoloso può andare al potere”
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniNaumburg, protesta contro un comizio dell'Afd
HALLE (SASSONIA-ANHALT) – Un’ora e mezza di fila per un selfie con “l’uomo più pericoloso della Germania”. Ulrich Siegmund ride di gusto: un suo fan gli ha portato l’ormai famosa copertina dello Spiegel. Una prima pagina che ha suscitato enormi polemiche, soprattutto a Est dove il più prestigioso settimanale tedesco è ancora considerato “wessi”, occidentale. Leggi: supponente e paternalista. La tesi dello Spiegel, però, è inoppugnabile: i modi charmant e il sorriso da “perfetto genero” del candidato dell’Afd in Sassonia-Anhalt nascondono una rete di neonazisti e progetti talmente radicali che rischiano di sovvertire la democrazia. A Röblingen, dove siamo venuti a vedere Siegmund dal vivo, anche Björn è in fila con la copia di un settimanale che non comprerebbe mai e che a Est è già un oggetto di culto: «Ci ha regalato una valanga di voti», ruggisce il perito chimico cinquantenne tra una sigaretta e l’altra.
HALLE (SASSONIA-ANHALT) – Un’ora e mezza di fila per un selfie con “l’uomo più pericoloso della Germania”. Ulrich Siegmund ride di gusto: un suo fan gli ha portato l’ormai famosa copertina dello Spiegel. Una prima pagina che ha suscitato enormi polemiche, soprattutto a Est dove il più prestigioso settimanale tedesco è ancora considerato “wessi”, occidentale. Leggi: supponente e paternalista. La tesi dello Spiegel, però, è inoppugnabile: i modi charmant e il sorriso da “perfetto genero” del candidato dell’Afd in Sassonia-Anhalt nascondono una rete di neonazisti e progetti talmente radicali che rischiano di sovvertire la democrazia. A Röblingen, dove siamo venuti a vedere Siegmund dal vivo, anche Björn è in fila con la copia di un settimanale che non comprerebbe mai e che a Est è già un oggetto di culto: «Ci ha regalato una valanga di voti», ruggisce il perito chimico cinquantenne tra una sigaretta e l’altra.
A una settimana da un’elezione che potrebbe cambiare la Germania, la febbre intorno allo spitzenkandidat dell’Afd è alle stelle. La folla aspetta paziente di stringergli la mano, le casse sparano brani di propaganda, “Vaterland” e “Alice fuer Deutschland”, i rumorosi brindisi con boccaloni di birra si mescolano ai teschi delle SS e a simboli nazi-occultisti come il sole nero, che si scorgono sui polpacci, sulle nuche, sugli avambracci. È pieno di famiglie con bambini. Ma ormai nessuno copre i simboli nazisti, la differenza rispetto a un paio di anni fa è che l’estremismo è ostentato. Del resto, dall’entourage di Siegmund ci fanno sapere che Giorgia Meloni è considerata «destra annacquata», «un anti-modello». Eppure, negli ultimi due anni nell’Afd c’era stata una lunga discussione sulla possibile “melonizzazione”, insomma sull’opportunità di imboccare una strada più moderata. «Adesso “melonizzazione” è una parolaccia», tagliano corto i fedelissimi di Siegmund. È un capitolo chiuso: la radicalizzazione paga.
E in effetti. Neanche la notizia che il braccio destro di Siegmund, Patrick Harr, e un altro suo fedelissimo, Laurens Nothdurft, erano dirigenti della Heimattreue Deutsche Jugend (Hdj), l’organizzazione erede della Gioventù hitleriana, fucina di neonazisti per decenni e vietata nel 2009, ha spaventato gli elettori. Né il blitz della polizia tra alcuni candidati di primo piano, accusati di far parte della setta neorurale e ultranazionalista Artgemeinschaft - proibita anch’essa. Neanche le frequentazioni di Siegmund con gli Identitari o la vicinanza a note stirpi völkisch hanno mosso un voto. L’Afd continua a veleggiare al 40% da mesi, venti punti avanti alla Cdu guidata dal governatore uscente, Sven Schulze.
Intercettiamo il politico cristiano-democratico a Halle, antica perla del commercio del sale, fiera della sua anseaticità. È una serata di imprenditori locali organizzata sul fiume. A Repubblica, Schulze dice chiaramente che «non ci alleeremo con l’Afd», che il cordone sanitario «non cadrà». Ma il principale sfidante di Siegmund non nasconde il suo malumore verso Berlino: l’impopolarità del governo Merz, i suoi errori «assurdi» hanno dominato la campagna elettorale, «hanno pesato sugli umori degli elettori». E avverte: Siegmund ha idee «pericolose, rischiamo la catastrofe».
Già adesso, ci confida anche il candidato della Spd e vicegovernatore della Sassonia-Anhalt, Armin Willingmann, «i migranti stanno seduti sulle valigie, pronti a scappare; le università ricevono risposte interlocutorie quando cercano di attirare talenti dall’estero e gli imprenditori sono angosciati». Barba bianca, una cattedra in economia, Willingmann ricorda un altro dettaglio inquietante. Le relazioni pericolose dell’Afd regionale con la Russia. L’uomo che ne ha scritto il programma e che potrebbe assumere il potente ruolo di ministro dell’Istruzione, Hans-Thomas Tillschneider, ha rapporti talmente stretti con Mosca da indurre il ministero dell’Interno federale, nei mesi scorsi, a lanciare l’allarme. In futuro, ogni informazione sensibile girata alla Sassonia-Anhalt rischia di finire direttamente al Cremlino. «Perciò minacciano di tagliarci fuori», sottolinea Willingmann.
Anche per il resto, è sufficiente leggere il programma per capire la carica eversiva di questa Afd. Vuole cacciare i capi dei servizi segreti regionali, rei di aver definito il partito “di estrema destra”. E promette di disdire il contratto con la radiotelevisione pubblica. Intende mobbizzare i migranti con la “remigrazione” - tanto che nelle parrocchie sono già in allerta: l’Afd ha detto chiaramente che non accetterà l’asilo ecclesiastico e che taglierà i fondi a tutte le chiese. Anche se i migranti sono di competenza nazionale e non regionale, l’Afd può rendergli la vita un inferno. A partire dalle ronde private, dalle milizie di “difesa civica” che intende promuovere, con scopi del tutto oscuri. E vuole ribaltare l’istruzione con un segregazionismo che colpirà non solo i migranti ma anche i disabili. L’Afd punta all’omogeneità sociale e culturale - un agghiacciante deja vu, per la Germania. E il laboratorio sarà la Sassonia-Anhalt.
In tutto il Paese, stanno aumentando però le adesioni alle iniziative che ne chiedono la messa al bando. Alla manifestazione organizzata sabato a Halle dai comitati “Afd-Verbot” intercettiamo una prima, buona notizia in questa cupa campagna elettorale. L’iniziativa “taktischwaehlen.de” (“voto tattico”), sta funzionando. L’idea, ci spiega Patrycja Lewkow, studentessa di Jena, è semplice quanto efficace: più partiti riusciranno a superare la soglia del 5% per entrare nel parlamentino regionale, meno probabilità ci saranno che l’Afd conquisti la maggioranza dei seggi per governare da sola. Sui social è partita una campagna a tappeto, ma gli attivisti hanno invaso anche le strade: «Abbiamo bussato a 30mila porte, stiamo convincendo tante persone a votare per i Verdi o per la Spd, entrambi a rischio esclusione. Se riescono a entrare in parlamento, la possibilità che l’Afd conquisti la maggioranza assoluta dei seggi crolla dal 71% al 13%». Dall’ultimo sondaggio sembra funzionare: l’Afd è scesa lievemente, al 40%; la Cdu è salita al 23%. Ma soprattutto: la Spd è schizzata al 9%, un numero che non vedeva da tre anni. Anche i Verdi sono al sicuro, al 6%.
L’unica variabile impazzita che rischia di rovinare tutto è la rossobruna Sahra Wagenknecht. Al momento è data al 3% e sarebbe fuori. Ma se superasse il 5%, ha già detto che garantirà l’appoggio esterno all’Afd. Nello scenario peggiore, sarà Wagenknecht a incoronare il primo governatore di estrema destra dal 1945.
Al corteo anti-Afd incontriamo Max Schneller, star su Instagram col profilo “maximal.demokratisch”, 17enne militante della Linke che si impegna contro le destre dai tempi di scuola - ed è stato mobbizzato da insegnanti che simpatizzavano apertamente per l’Afd. Più tardi ha dovuto sospendere un apprendistato per le minacce sempre più pesanti che gli arrivavano da quegli ambienti. È in psicoterapia da mesi, ed è protetto dalla polizia. Ma non molla: mentre il corteo intona “Bella ciao” ci spiega che «promuovere valori umanistici e democratici è diventato ormai un problema, qui in Sassonia-Anhalt». Su Ulrich Siegmund ha un’opinione senza sfumature: «Posterboy-Faschist». Non ha bisogno di traduzioni.