New York - Secondo il proverbio, è sempre meglio restare soli che andare in giro male accompagnati. Gli Stati Uniti stanno largamente centrando questo obiettivo, se giudicano l’Europa una cattiva compagnia, perché ormai solo l’11% degli abitanti del Vecchio Continente li considera alleati affidabili e raccomandabili, con cui vale la pena di condividere il cammino. Resta poi da capire se la solitudine a cui l’America si sta condannando le convenga davvero, e soprattutto promuova i suoi interessi nazionali, ma questa sarebbe una domanda da porre a chi la guida e agli elettori che scelgono la leadership. La brutta notizia viene da uno studio condotto dall’European Council on Foreign Relations, secondo cui "solo l'11% degli europei nei 15 paesi coinvolti considera gli Stati Uniti un alleato. Si tratta del minimo storico, in calo rispetto al 16% di sei mesi prima e al 22% del novembre 2024". Scorrendo lo studio si legge che "nella maggior parte dei paesi oggetto del sondaggio - fatta eccezione per la Bulgaria - si ritiene che le relazioni tra gli Usa e l’Europa miglioreranno, una volta terminato il mandato del presidente Donald Trump". L'indagine è stata condotta nel maggio 2026, rilevando le opinioni di cittadini dai 18 anni in su in Austria, Bulgaria, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito.
Usa verso l’autonomia ma per le ragioni sbagliate
Il problema non sono i cambiamenti strategici necessari per adeguarsi alle nuove dinamiche geopolitiche globali, ma l’atteggiamento del capo della Casa Bianca, che sta spingendo il Vecchio Continente verso l’autonomia per le ragioni sbagliate. Una svolta che alla fine potrebbe risultare dannosa per gli stessi interessi nazionali dell’America: "Una casa vulnerabile - dice lo studio - necessita di buone difese. Gli europei ne sono ampiamente consapevoli. In generale, sono favorevoli a un aumento della spesa per la difesa, a una deterrenza nucleare europea indipendente e a un approccio orientato all'acquisto di prodotti europei per le forniture militari (sebbene su quest'ultimo punto le opinioni di tedeschi e italiani siano piuttosto divise)".
La speranza di un ritorno alla normalità
Il cambiamento nella percezione degli Usa ha una causa precisa: "Ciò riflette la prospettiva europea: i cittadini sanno di dover fare di più per la propria sicurezza, ma si aspettano comunque un ritorno alla normalità nelle relazioni transatlantiche dopo Trump. La maggioranza ritiene che il rapporto ‘probabilmente migliorerà’, una volta conclusa la sua presidenza". In altre parole Donald ha fatto danni, ma gli europei ancora sperano che non siano definitivi. Il 53% dei cittadini della Germania si aspetta il miglioramento delle relazioni quando lui non sarà più alla Casa Bianca, così come il 63% in Francia, il 56% in Italia, il 60% in Spagna e il 56% Gran Bretagna. Nello stesso tempo però il 32% degli europei considera invece irreparabile il danno provocato da Trump, anche perché ha il sostegno di parecchi americani. Così almeno la pensano il 27% degli italiani e il 26% dei britannici. Se uno fa la somma, si capisce perché ormai solo l’11% degli europei consideri gli Stati Uniti un alleato. Non si comprende invece cosa ci guadagni l’America ad essere tanto impopolare e isolata, ma così hanno deciso la sua leadership e la maggioranza degli elettori.