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e ben ritrovati su London Eye, l’occhio di Repubblica su Londra, il Regno Unito e anche l’Irlanda.
Almeno stavolta non sono esplosi riots devastanti come quelli di due anni fa dopo la strage di ragazzine a Southport. Ma l’Inghilterra è tornata ad alta tensione dopo l’omicidio di un ragazzo bianco, il 18enne Henry Nowak, da parte di un 23enne sikh di origine indiana, Vickrum Digwa, a Southampton. È un’uccisione tragica come tutte, ma diversa dagli altri, perché ha scatenato la furia della destra di Farage, le proteste a Southampton infiammate dal criminale di estrema destra Tommy Robinson (11 poliziotti feriti e una decina di arrestati) e un grido sempre più virale sui social: “White Lives Matter”, ovvero anche “le vite dei bianchi contano”.
Ovviamente si tratta di una risposta a Black Lives Matter, il movimento per i diritti dei neri innescato dal brutale omicidio di George Floyd nel 2020 da parte della polizia di Minneapolis. Uno degli elementi sconvolgenti della storia di Nowak è che il ragazzo ha più volte ripetuto agli agenti “I can’t breathe”, non posso respirare. Ossia le stesse, identiche parole di Floyd. Ma Nowak è stato ammanettato nonostante fosse in fin di vita per poi spirare su un marciapiede, dopo esser stato accoltellato da Digwa, che poi ha riempito di menzogne i poliziotti, dichiarando falsamente di aver subito un attacco razzista da Nowak.
Ma perché questo caso è stato emblematico e ha infiammato la destra e una parte dei bianchi inglesi, dopo che la settimana scorsa sono state rilasciate le immagini delle bodycam degli agenti? Lo ha spiegato, a modo suo, Nigel Farage: "Queste sono le immagini più sconvolgenti di discriminazione che vedrete mai. Un ragazzo bianco ammanettato da agenti di polizia più preoccupati da un’accusa di razzismo che da un omicidio. Questo deve rappresentare un punto di svolta. Anche le vite dei bianchi contano”. Insomma, gli agenti, seguendo i protocolli anti-razzismo cui sono sottoposti, avrebbero dato priorità all’arresto di Nowak per (false) accuse di razzismo, e non a soccorrerlo.
“Viviamo in una cultura a doppio standard”, continua Farage, “in cui i diritti e gli interessi dei bianchi contano meno di quelli delle minoranze etniche. Negli ultimi decenni, siamo stati sottoposti a un’immigrazione di massa di proporzioni davvero incredibili. Abbiamo introdotto leggi contro i discorsi d’odio, abbiamo adottato un’agenda “Dei” (Diversità, Equità e Inclusione), abbiamo introdotto quella che viene definita discriminazione positiva a favore delle minoranze etniche e a svantaggio dei bianchi le cui famiglie vivono in Gran Bretagna, in molti casi, da secoli. Questo è il pasticcio in cui ci siamo cacciati. Ed è per questo che, per certi versi, ciò che è accaduto quella notte a Southampton forse non dovrebbe sorprenderci nella Gran Bretagna dei due pesi e due misure. Basta con i pregiudizi contro i bianchi".
Farage è stato enormemente criticato perché nel suo discorso ha parlato anche di “rabbia fredda e pura” che proverebbero i bianchi britannici dopo il caso Nowak. Parole che hanno scatenato le polemiche, perché proprio poche ore dopo centinaia di persone, aizzate da Tommy Robinson, hanno provocato una guerriglia fuori dal commissariato di Southampton. Farage lo ha fatto anche per recuperare voti, perché alle elezioni suppletive di Makerfield, dove potrebbe essere scelto paradossalmente il prossimo premier britannico (cliccate qui se vi siete persi le puntate precedenti), c’è un partito ancora più a destra di lui (si chiama Restore Britain). Ma poi ha smentito di voler fomentare disordini, proprio perché ha parlato di rabbia “fredda”.
Una mossa astuta di Farage, per raccattare più voti, o un boomerang? Alcuni sondaggi propendono per la seconda lettura, ma di certo siamo di fronte a una mossa alla Donald Trump, che ha vinto le elezioni 2024 in America puntando soprattutto su un messaggio, rivolto ai bianchi: ovvero, io sono la vostra ultima speranza, prima di essere travolti dai migranti, dagli stranieri e per proteggere i vostri diritti. Attecchirà anche nel Regno Unito?
Lo vedremo presto. Di certo, la destra americana è corsa in sostegno di Farage e di Tommy Robinson: lo hanno fatto il vicepresidente statunitense JD Vance (prendendosi una “sberla” dal premier Starmer), il dipartimento di Stato americano e ovviamente Elon Musk, che ha scatenato una valanga di odio xenofobo su X, come aveva già fatto durante i disordini di Southport. Un rumore bianco populista e nazionalista, che continuerà a lungo sulle due sponde dell’Atlantico. A proposito, leggetevi questo commento, come sempre superlativo, di Ezio Mauro.
Per il resto, domenica c’è stato un importante vertice tra Starmer, Macron, Merz e Zelensky a Downing Street (qui trovate tutto quello che c’è da sapere), il leggendario gatto Larry ha rubato come al solito la scena, e poi ho anche giocato con lui. Ma prima di bussare alla porta Numero 10, domenica ho fatto una chiacchierata con un’altra leggenda, ma del tennis, come Serena Williams, che proprio al torneo di Londra pre-Wimbledon torna a giocare a 44 anni e dopo quasi quattro di assenza e che ha spiegato i motivi (qui la mia domanda anche in video): “Non devo dimostrare niente. Non ho bisogno di vincere. Ma il tennis mi è mancato“.
Inoltre, l’ex principe Andrea è stato fotografato con un enorme livido in viso per motivi ancora oscuri, attenti alle spie di Pechino su LinkedIn, se siete appassionati di calcio inglese e George Best l’ex corrispondente della Gazzetta dello Sport a Londra Stefano Boldrini ha scritto un gran libro, questi saranno alcuni nuovi treni della tube di Londra, alla White Cube di Londra apre una bella retrospettiva di Georg Baselitz appena scomparso e se vi era piaciuto il film “Notte prima degli esami”, il 27 giugno non potete perdere questa maratona al Regent Street Cinema, con la proiezione di “Notte prima degli esami 1 e 2” in onore dei vent’anni dall’uscita, entrambi seguiti da un Q&A e reception con Nicolas Vaporidis (qui tutti i dettagli, anche per comprare i biglietti). A proposito, lo sapevate che Nicolas Vaporidis ora gestisce un ristorante italiano a Londra?
Il pub della settimana è il Molly Mc’s, poco fuori la stazione della metropolitana di Southwark, a Londra. Atmosfera “western irlandese”, cibo Irish-Thai, rispettabile lista birre. Insomma, un locale come pochi.
Mentre il ristorante della settimana è Pellicci, a East London, uno degli storici italiani di Londra - direttamente dalla Toscana - vintage e art deco. È “greasy”, mescola cucina operaia italiana a quella britannica, e non per puristi della cucina. Ma almeno una volta vale.
Se volete scrivermi, la mia mail è a.guerrera@repubblica.it (non rispondete direttamente a questa email perché il messaggio non mi arriverà) mentre qui c'è il mio X e qui il mio Instagram, dove potete seguirmi ogni giorno.
Alla prossima settimana con London Eye,
Antonello Guerrera Corrispondente di Repubblica a Londra