✕

Così le piogge intense aumentano l'inquinamento da microplastiche

Un sacchetto di plastica sui fondali marini 

Gli eventi estremi favorirebbero il trasporto delle particelle nei fiumi, alimentando l’inquinamento degli oceani. Secondo il team di ricercatori internazionaliil fenomeno colpisce dove è carente la gestione dei rifiuti

2 minuti di lettura

Le violente piogge convogliano grandi quantità di microplastiche nei fiumi, alimentando così l’inquinamento degli oceani. A lanciare l'allarme è oggi un nuovo studio pubblicato su Science da un team di ricerca internazionale, guidato dall'Università di Pechino, secondo cui appunto durante gli eventi di precipitazioni intense i fiumi giocherebbero un ruolo molto più cruciale di quanto si pensasse in precedenza, diventando una sorta di “scivolo” per la plastica diretto verso il mare. Non solo: ad essere più interessati da questo fenomeno sarebbero i Paesi del Sud globale, caratterizzati da un elevato consumo di plastica e da una gestione dei rifiuti non adeguata, e che per questo rappresentano la quasi totalità del problema.

Il ruolo cruciale dei fiumi

Le microplastiche, ricordiamo brevemente, sono ormai diffuse praticamente ovunque nell'ambiente e rappresentano una minaccia per gli ecosistemi, per la qualità dell'acqua e, potenzialmente, anche per la salute. Ogni anno, decine di milioni di tonnellate di microplastiche entrano nell'ambiente e gran parte di questo materiale raggiunge infine gli oceani. Sebbene sappiamo che i fiumi rappresentino una via di trasporto fondamentale per queste particelle dalle regioni interne alle acque costiere, le stime dell'inquinamento globale da microplastiche nei fiumi variano notevolmente a causa di metodi di campionamento non uniformi e della poca comprensione di come le precipitazioni ne influenzino il trasporto. Per quantificare con maggior precisione la dimensione del fenomeno, i ricercatori hanno messo a punto un nuovo modello che si serve dell'apprendimento automatico e che ha permesso loro di produrre stime più precise delle concentrazioni di microplastiche nei fiumi e del loro trasporto verso gli oceani.

Gli eventi estremi

Gli autori hanno così potuto stimare che nel 2022 i fiumi del mondo avrebbero trasportato circa 263 mila tonnellate di microplastiche verso gli oceani. Dallo studio, inoltre, è emerso che il 96% del flusso globale sarebbe riconducibile al Sud globale, con il Sud-est e l'Est asiatico responsabili da soli di oltre la metà di questo totale. Ma non finisce qui: i ricercatori si sono accorti che le precipitazioni intense possono provocare vere e proprie “ondate” di microplastiche che convogliano nei fiumi, con un improvviso aumento di trasporto di plastica. In altre parole, quindi, i risultati mettono in evidenza come eventi estremi di pioggia possano aumentare sostanzialmente il trasporto di microplastiche nei fiumi, in particolare nelle regioni con un elevato utilizzo di plastica e una cattiva gestione dei rifiuti.

Oltre al clima, l'azione dell’uomo

Un fenomeno, quindi, che è sensibile ai cambiamenti climatici e che potrebbe intensificarsi con la crescente frequenza e intensità degli eventi estremi, come appunto le forti piogge, creando potenzialmente picchi di inquinamento di breve durata ma altamente concentrati nei fiumi e negli ambienti marini. Il problema, ribadiscono gli autori, non riguarda solamente il clima: i risultati, infatti, mettono in evidenza come eventi estremi di pioggia possano aumentare sostanzialmente il trasporto di microplastiche nei fiumi, ma che a pesare maggiormente sulle differenze geografiche sono soprattutto le attività antropiche, come l'elevato uso della plastica e la cattiva gestione dei rifiuti.