“La mia battaglia contro i palloncini è iniziata durante un matrimonio sulla spiaggia di Gaeta nel 2019. Bellissima festa, ma ad un certo punto a ogni invitato fu dato un palloncino: avremmo dovuto esprimere un desiderio e poi lasciarlo volare in cielo. Mi avvicinai al palco, presi il microfono e dissi che non andava bene. Avremmo potuto esprimere il desiderio e poi far scoppiare il palloncino, senza mandarlo alla deriva nell’ambiente e quindi in mare. Gli sposi si dissero d’accordo”. Da allora Rosalba Giugni, presidente dell’associazione Marevivo, ha continuato a lottare contro una pratica sempre più diffusa, dai matrimoni ai compleanni, passando per i funerali: lasciar andare in cielo nuvole di palloncini (senza preoccuparsi di dove prima o poi cadranno). Si è rivolta ai direttori dei principali telegiornali (perché non riprendessero il “decollo”, in modo da evitare emulazioni), ma anche a Papa Francesco (neppure Piazza San Pietro è stata risparmiata dal lancio di palloncini). “Purtroppo non abbiamo ottenuto grandi risultati, ma non ci arrendiamo. D’altra parte siamo in un Paese che è sotto procedura d’infrazione (appena inasprita, l’11 marzo scorso, ndr) per non aver recepito correttamente la direttiva europea sulla plastica monouso”.
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“Nel bando usa-e-getta Ue rientra solo l’asta di plastica”
I palloncini non rientrano però nel bando della Ue all’usa e getta. Il testo varato a Bruxelles si limita a vietare le aste in plastica da attaccare ai palloncini come supporto. Pur non essendo fuorilegge, i palloncini andrebbero usati con cautela: secondo le norme Ue i produttori dovrebbero etichettarli con avvertenze che ne illustrino la composizione, il corretto smaltimento e ne scoraggino la dispersione nell’ambiente. C’è chi suggerisce di usare quelli fatti in lattice naturale, piuttosto che in plastiche sintetiche. Ma la biodegradazione richiede comunque tempi lunghi, e nel frattempo la fauna, soprattutto quella acquatica può aver ingerito il palloncino “bio” con conseguenze nefaste.
"Per il mare non è una festa”
“Abbiamo anche coniato lo slogan ‘Per il mare non è una festa’”, racconta Giugni. “Basti pensare che secondo uno studio scientifico, i pezzi di palloncino costituiscono l’80% dei rifiuti trovati all’interno lo stomaco delle tartarughe marine analizzate”. Ma con tutta la plastica che c’è ormai nei mari e negli oceani, perché proprio i palloncini? La risposta l’hanno trovata nel 2019 i ricercatori dell'Università della Tasmania, in Australia, autori di uno studiospecifico, secondo il quale, mentre i frammenti più duri tendono a passare rapidamente attraverso l'intestino, i pezzi più morbidi hanno maggiori probabilità di causare ostruzioni. E così, sebbene la plastica morbida rappresenti solo il 5% della plastica ingerita dagli albatri e da altri uccelli, lo studio aveva rilevato che è responsabile del 40% dei decessi. Ecco perché “i palloncini sono stati identificati come una grave minaccia per gli uccelli marini che, per errore, si nutrono di plastica”.
All’estero qualcosa sta cambiando
Nel 2022 fece notizia negli Usa il “no” ai palloncini da parte dei genitori di Maite Rodriguez, una delle 19 piccole vittime della sparatoria alla Robb Elementary School di Uvalde: chiesero espressamente di non rilasciarli in occasione del funerale e delle commemorazioni. La richiesta era legata alle passioni e ai sogni della bambina: da grande avrebbe voluto fare la biologa marina, amava profondamente l'oceano e la fauna selvatica.
E poche settimane fa nel Regno Unito, Naomi Spittles, venditrice di palloncini e titolare dell'attività Balloons by Naomi a Lincoln, si è rifiutata di esaudire una commessa da 200 palloncini – e un guadagno di circa 600 sterline – destinati a essere liberati in occasione di una commemorazione. "Tutto ciò che sale deve scendere, e i palloncini non vanno in paradiso", ha detto alla Bbc, chiedendo al contempo il divieto del lancio di palloncini in Gran Bretagna.
Le ordinanze dei sindaci in Italia
In assenza di una legge nazionale (o europea) che lo vieti, in Italia sono talvolta le ordinanze dei singoli comuni a impedire il lancio. Sono più di 70 le amministrazioni locali che si sono mosse in questa direzione: da Olbia a Pontinia (Latina), da Ornago (Monza) a Lipomo (Como). “Ci sono tante possibili alternative per festeggiare o commemorare”, spiega Rosalba Giugni. I genitori di Alice Scagni, uccisa dal fratello Alberto il 1° maggio 2022 a Genova, in occasione del primo anniversario hanno scelto di liberare delle farfalle bianche come segno di rinascita e speranza, in contrasto con la tragedia che ha colpito la loro famiglia. Per occasioni meno drammatiche c’è chi propone le bolle di sapone, aquiloni (da recuperare), la piantumazione di alberi o il lancio di petali…
“Anche in molti matrimoni ormai si preferisce il rilascio di palloncini bianchi al posto dei tradizionali riso o confetti”, si rammarica Rosalba Giugni. “Quel giorno a Gaeta iniziammo a invertire la tendenza”. E la coppia? “Sono felicemente sposati e hanno tre figli meravigliosi”.