Il buco con l’inclusione intorno. Hanno esordito qualche giorno fa con uno stand alla terza edizione della Cena Straordinaria, adesso i ragazzi di Pitta Pop sono pronti a partire con la loro bottega solidale nel cuore di Catanzaro. Il pane tradizionale dalla forma circolare figurava tra i 12mila finger food con cui si è aperto l’evento nel centro storico del capoluogo calabrese: un’unica grande tavolata di 400 metri con mille commensali, per chiudere la tre giorni tra percorsi di gusto, show-cooking e presentazioni di libri. Il ricavato della cena è stato devoluto proprio a Pitta Pop, locale che di qui a qualche settimana offrirà inserimento lavorativo a ragazze e ragazzi con disabilità o percorsi alternativi alla detenzione: saranno quattro, due in cucina e due in sala, al momento dell'apertura, prevista tra fine ottobre e inizio novembre (il locale è già pronto e in questi giorni stanno iniziando le selezioni).
Per Pitta Pop un assegno da 25mila euro staccato idealmente dagli stellati di Calabria che hanno curato il menu nel capoluogo: Luca Abbruzzino, Antonio Biafora, Caterina Ceraudo, Luigi Lepore, Nino Rossi e Riccardo Sculli, coordinati dal “decano” Antonio Abbruzzino. In un mondo a volte tossico come quello della ristorazione, gli chef calabresi mandano un messaggio di unità e soprattutto solidarietà che va oltre l'alta cucina.Uno spirito di condivisione che animerà anche la bottega: alcuni chef calabresi collaboreranno con Pitta Pop utilizzando farine e impasti sempre nuovi e proponendo ricette a rotazione.
Dal pomodoro gigante alla ‘nduja di tonno, lungo la costa calabrese che è uno scrigno di sapori
Nessuno escluso
Giovanni Nicoletti, presidente della cooperativa Pitta Pop, ci spiega meglio genesi e finalità del progetto: «È un’idea straordinaria. Nasce dall’esperienza di Cena Straordinaria, raccogliendone lo spirito e il desiderio di lasciare qualcosa di concreto alla comunità. Pitta Pop – commenta – fa rima con identità: abbiamo scelto di farla nascere sul corso di Catanzaro, nel cuore della città, partendo da uno dei simboli della nostra tradizione: la pitta. Non soltanto qualcosa da mangiare, ma memoria, famiglia, condivisione e appartenenza».
Ma Pitta Pop fa rima soprattutto con inclusione. «La scelta della cooperativa sociale di tipo B – aggiunge Nicoletti – nasce dalla volontà di offrire opportunità lavorative a persone svantaggiate, perché una comunità cresce davvero quando riesce a non lasciare indietro nessuno. Per noi il lavoro non è soltanto reddito: è dignità, autonomia, relazione e consapevolezza del proprio valore. Pitta Pop vuole partire da qui: dall’identità di Catanzaro e dall’inclusione, per costruire qualcosa che appartenga davvero alla città», conclude.
“Nessuno escluso” è il claim della pitteria popolare. Una storia che merita di essere raccontata: «Una storia che nasce dalla convinzione che il vero valore di una persona – spiegano i promotori dell’iniziativa – non si misuri da ciò che riesce a ricevere dalla propria comunità ma da ciò che sceglie di restituirle. PittaPop è il legame profondo con la nostra terra, con le nostre tradizioni e con quei valori che ci ricordano quanto una comunità sia davvero forte quando sa prendersi cura di ogni suo componente. È un progetto che nasce per dare voce, spazio e opportunità a persone speciali che troppo spesso la società guarda attraverso i loro limiti, dimenticando la straordinaria ricchezza che custodiscono».
Nino Rossi: «Felici di fare squadra»
La Cena Straordinaria in salsa calabrese ha qualche anno in meno della sorella più celebre, quella di Parma arrivata alla settima edizione. Per Catanzaro un altro esame superato dal punto di vista logistico, due settimane dopo il concerto di Jovanotti. Tra i testimonial dell’evento campioni dello sport come Gattuso e Chiellini o volti della tv come Chiara Francini e Pierluigi Pardo.
NinoRossi, mentre e braccia di Qafiz-Aspro nel cuore dell’Aspromonte, spiega meglio lo spirito di squadra tra gli chef calabresi, che non nasce certo oggi: «Sono felicissimo anche per questa edizione della Cena Straordinaria, ora bisognerà trovare nuovi stimoli e nuove nuovi spunti. La nostra capacità di collaborare e di fare cose insieme per vari scopi è qualcosa che nasce nel passato, di preciso nel 2014 tramite Cooking Soon: ci siamo associati ma soprattutto siamo amici reali, nonostante siamo in competizione».
Messaggi che vanno oltre la cucina. In una regione dagli indici di disoccupazione ed emigrazione giovanile da record, gli chef stellati restano e fanno squadra, mentre altre piccole grandi iniziative nascono per coniugare cibo e sociale: quella di Pitta Pop è una scommessa per rendere il lavoro non mera «occupazione ma strumento di dignità, autonomia, relazioni, fiducia in sé stessi e consapevolezza del proprio valore. Il nostro successo non si misurerà nei bilanci o nei numeri ma nei sorrisi ritrovati, nelle autonomie conquistate, nelle famiglie che vedranno nascere nuove speranze e nelle storie che, insieme, saremo riusciti a cambiare».