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Law and the City / Le novità per chi ha il settled o pre-settled status

Law and the City / Le novità per chi ha il settled o pre-settled status

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Negli ultimi giorni molti cittadini europei - inclusi numerosi italiani residenti nel Regno Unito - hanno ricevuto una email dall’Home Office relativa al proprio status nell’ambito dell’EU Settlement Scheme (EUSS). Si tratta di una comunicazione importante, ma non sempre di immediata comprensione. Cosa contiene quel messaggio, perché è rilevante e, soprattutto, quali azioni concrete sono richieste?

Perché l’Home Office ha scritto agli status holders EUSS

L’e-mail è stata inviata a tutte le persone che risultano titolari di settled o pre-settled status. L’obiettivo principale è duplice: da un lato, ricordare l’importanza di mantenere aggiornato il proprio profilo; dall’altro, informare su alcune modifiche rilevanti relativamente ai requisiti di residenza necessari a convertire il pre-settled in settled status e sul meccanismo di concessione automatica dello stesso.

L’importanza di aggiornare il proprio profilo (UKVI account)

Chi ha ottenuto uno status EUSS (pre-settled o settled status) possiede già un account UK Visas and Immigration (UKVI). Non è necessario crearne uno nuovo, ma è fondamentale che i dati contenuti siano corretti e aggiornati.

Dal prossimo anno entra pienamente in vigore l’obbligo di ETA e saranno introdotti controlli aggiuntivi sul diritto a vivere, o anche entrare in UK, già in fase di viaggio.

Chi ha settled o pre-settled status, non deve (e non può) richiedere l’ETA ma deriva il diritto ad entrare in UK dal proprio profilo UKVI. Se i dati del passaporto o del documento d’identità non coincidono con quelli registrati nel UKVI account, si possono verificare ritardi, difficoltà o addirittura il rifiuto all’imbarco da parte del vettore.

È quindi essenziale:

aggiornare l’account se si è ottenuto un nuovo passaporto o una nuova carta d’identità;

farlo prima di presentare una domanda di settled status, se si è titolari di pre-settled status;

se si ha una doppia nazionalità (non britannica) verificare che il documento registrato su UKVI corrisponda a quello utilizzato per viaggiare.

Cambiano i requisiti di residenza per il settled status

Una delle novità più rilevanti riguarda i criteri per passare dal pre-settled al settled status. Home Office ha infatti introdotto una semplificazione significativa, e oggi oltre che sulla base delle precedenti regole, è possibile presentare domanda di settled status anche se:

si è titolari di pre-settled status;

si è vissuto nel Regno Unito per almeno 30 mesi (2 anni e mezzo) nei 5 anni precedenti la domanda;

il primo ingresso nel Regno Unito risale ad almeno 5 anni fa.

Se si rientra nella nuova procedura, non è più necessario giustificare periodi di assenza dal Paese, purché il requisito dei 30 mesi sia soddisfatto. Inoltre, tutte le domande di conversione non ancora decise verranno valutate anche sulla base di queste nuove regole (ne avevamo parlato qui). Questo significa che anche chi in passato aveva subito un rifiuto, o aveva ottenuto un nuovo pre-settled status, potrebbe ora risultare idoneo alla conversione, se soddisfa i nuovi criteri.

La concessione automatica del settled status

È un’altra novità importante: Home Office sta provvedendo a convertire automaticamente alcuni pre-settled status in settled status, tramite riscontri incrociati con i dati fiscali e previdenziali. Gli interessati riceveranno una comunicazione via e-mail.

La conversione automatica al momento riguarda chi:

è cittadino UE o svizzero;

era residente nel Regno Unito entro il 31 dicembre 2020;

risulta aver vissuto nel Paese per 5 anni, con assenze limitate, secondo i registri fiscali o dei benefit.

Dal 2026, anche questo sistema verrà adeguato alla nuova regola dei 30 mesi.

Chi ha i requisiti per la conversione, come avevamo spiegato qui, è comunque invitato ad attivarsi, e così blindare i propri diritti in UK senza aspettare la comunicazione di Home Office.

Chi deve invece presentare domanda

Non tutti i pre-settled status saranno convertiti automaticamente. Devono presentare domanda attiva di settled status, tra gli altri:

coloro i quali non abbiano almeno 30 mesi di dati fiscali;

i familiari non UE o non svizzeri;

i joining family members arrivati dopo il 31 dicembre 2020;

i minori di 18 anni (o i genitori per loro);

coloro i quali si basano su diritti derivati o altre categorie specifiche.

E chi ha la doppia cittadinanza?

Chi nel frattempo è diventato britannico può ignorare questa comunicazione: una volta acquisita la cittadinanza, il suo status EUSS non è più valido in quanto “superato” dalla cittadinanza: per entrare nel Paese dovrà utilizzare il passaporto britannico (o un certificato di diritto di residenza apposto sul passaporto straniero). Per evitare problemi alla frontiera, il consiglio, per i doppi cittadini, è di richiedere quanto prima il passaporto britannico.

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