Economia A&F

Pensione insufficiente? La carta della previdenza complementare

Pensione insufficiente? La carta della previdenza complementare

Ancora non si riescono a garantire assegni adeguati alle esigenze della terza età. Le opportunità offerte dai fondi, tra incentivi fiscali e crescita dei mercati finanziari

2 minuti di lettura

Già oggi l’Italia è tra i Paesi con la più alta incidenza della spesa previdenziale rispetto al Pil, cioè alla ricchezza prodotta ogni anno nel Paese. Una situazione destinata a consolidarsi ulteriormente tra bassa natalità e allungamento della vita media. È chiaro che una dinamica di questo tipo renderà sempre meno in grado di garantire vitalizi pubblici adeguati ai futuri pensionati. Da qui la necessità di accelerare sul fronte della previdenza complementare, facendo anche leva sulle agevolazioni fiscali previste dal legislatore.

Una parabola difficile da sostenere

Secondo analisi dell'Istat, entro il 2050 il numero di pensionati supererà quello degli occupati, con circa un pensionato ogni lavoratore, creando una situazione insostenibile. Diverse proiezioni indicano che i giovani di oggi andranno in pensione non prima di 74 anni, con una continua riduzione degli assegni medi. Di positivo c’è che le adesioni alla previdenza complementare sono in crescita, a dimostrazione di un’aumentata sensibilità al tema da parte dei lavoratori. Anche se i numeri restano bassi, con aderenti che superano di poco un terzo dei lavoratori attivi.

L’importanza della cultura previdenziale

È fondamentale innanzitutto conoscere gli strumenti a disposizione, per poter puntare a scelte consapevoli. «I piani di previdenza complementare consentono ai partecipanti di personalizzare le proprie scelte di investimento e di adattare il piano alle loro esigenze specifiche», ricorda Marco Basilico, Responsabile Direzione Istituzionali e Previdenza di Arca Fondi Sgr. «A differenza del sistema pubblico, che ha regole standardizzate, i Fondi Pensione offrono maggiore flessibilità nella gestione delle risorse ad esempio tramite il sistema degli anticipi. Inoltre il risparmio previdenziale opportunamente investito in panieri di attività finanziarie (azioni, obbligazioni e private assets) ampi e diversificati, può crescere significativamente nel tempo, portando all’accumulo di patrimoni importanti».

La fiscalità di favore

Non va poi trascurato un aspetto che può risultare decisivo in un piano a lungo termine come quello pensionistico: il legislatore ha previsto una fiscalità di favore per la previdenza complementare. I versamenti effettuati, inclusi quelli per i familiari a carico, possono abbattere il reddito imponibile fino a 5.164,57 euro annui. I rendimenti maturati dagli investimenti di fondi e polizze vengono tassati al 20%, aliquota agevolata rispetto a quella ordinaria, che ammonta al 26%. Infine ci sono vantaggi in merito alla tassazione delle prestazioni: le somme erogate al pensionamento sono soggette a un prelievo fiscale che va da un massimo del 15% a un minimo del 9%, andando a premiare i contribuenti di lungo corso.

Le proposte migliorative

«In questi anni sono state avanzate numerose proposte migliorative per favorire l’adesione alla previdenza complementare», racconta Basilico. «A nostro avviso vanno privilegiate quelle che puntano a rendere più aperto e trasparente il sistema previdenziale integrativo lavorando, quindi, per ottenere condizioni e regolamentazione omogenee per le diverse forme di previdenza (fondi negoziali, fondi pensione aperti, Pip e così via). Al contempo, è auspicabile introdurre elementi di maggiore flessibilità nelle soluzioni pensionistiche, al fine di accrescerne l’attrattività per l’aderente. Questi elementi, associati ad un’adeguata formazione previdenziale, potrebbero incentivare lo sviluppo della previdenza complementare. Un contributo decisivo potrebbe arrivare da iniziative quali la riapertura del semestre di silenzio-assenso, che già in passato ha portato ad eccellenti risultati».

Arca Previdenza è il primo fondo pensione aperto in Italia con oltre 5,4 miliardi di patrimonio in gestione e oltre 200 mila iscritti tra adesioni individuali e accordi collettivi. «Abbiamo messo a punto un’offerta che consente di scegliere tra quattro comparti di investimento, differenti per asset allocation e profilo rischio/rendimento», aggiunge Basilico. «Ad accomunarli è l’approccio attento alla gestione del rischio. Un approccio che, per l’aderente, può essere massimizzato tramite l’adozione del programma Life Cycle, che consente di adeguare in modo automatico i propri investimenti nel fondo pensione in funzione della distanza dall’età pensionabile», conclude.