LA TIROIDE è una ghiandola posta nel collo e sulla base del tipo di cellule da cui ha origine, il cancro può essere di due tipi: midollare se deriva dalle cellule parafollicolari, che producono l’ormone calcitonina; non midollare se ha origine dalle cellule follicolari, che sintetizzano gli ormoni tiroxina e triiodotironina. Quest'ultimo tipo si classifica a sua volta in due sottotipi:
Numeri. È il cancro più frequente fra tutti quelli del sistema endocrino (circa il 90%). Ogni anno si registrano 15.000 nuovi casi. Tra le femmine la neoplasia è globalmente al quinto posto in ordine di incidenza (5% di tutti i casi) e al secondo posto sotto i 50 anni. Il 91% degli uomini e il 96% delle donne che si sono ammalati nella seconda metà degli anni 2000 risultano ancora in vita a 5 anni dalla diagnosi. Rispetto ai casi diagnosticati negli anni ‘90 la speranza di vita appare molto migliorata (+10/15 punti percentuali).
Sintomi e diagnosi. Il primo segno della malattia è solitamente un rigonfiamento del collo (detto anche “gozzo”). È inizialmente indolore ma poi si ingrossa fino a schiacciare l’esofago o la trachea. Può portare alla forti difficoltà nella deglutizione e respirazione. In casi molto rari di tumori maligni della tiroide, i primi sintomi possono essere causati dalla diffusione della malattia ad altri organi come ossa o polmoni. I principali esami che permettono la diagnosi della patologia sono: analisi del sangue, ecografia, scintigrafia tiroidea, biopsia mediante ago sottile e biopsia dei linfonodi.
- il carcinoma papillare: è il più diffuso dei carcinomi tiroidei; è frequente nelle persone di 30-50 anni; presenta, generalmente, un basso grado di malignità, che tende comunque ad aumentare nei pazienti più anziani;
- il carcinoma follicolare: è meno diffuso; si diagnostica prevalentemente negli anziani. Rispetto al carcinoma papillare appare più aggressivo, pur mantenendo una crescita lenta e una prognosi relativamente favorevole.
Numeri. È il cancro più frequente fra tutti quelli del sistema endocrino (circa il 90%). Ogni anno si registrano 15.000 nuovi casi. Tra le femmine la neoplasia è globalmente al quinto posto in ordine di incidenza (5% di tutti i casi) e al secondo posto sotto i 50 anni. Il 91% degli uomini e il 96% delle donne che si sono ammalati nella seconda metà degli anni 2000 risultano ancora in vita a 5 anni dalla diagnosi. Rispetto ai casi diagnosticati negli anni ‘90 la speranza di vita appare molto migliorata (+10/15 punti percentuali).
Sintomi e diagnosi. Il primo segno della malattia è solitamente un rigonfiamento del collo (detto anche “gozzo”). È inizialmente indolore ma poi si ingrossa fino a schiacciare l’esofago o la trachea. Può portare alla forti difficoltà nella deglutizione e respirazione. In casi molto rari di tumori maligni della tiroide, i primi sintomi possono essere causati dalla diffusione della malattia ad altri organi come ossa o polmoni. I principali esami che permettono la diagnosi della patologia sono: analisi del sangue, ecografia, scintigrafia tiroidea, biopsia mediante ago sottile e biopsia dei linfonodi.