"Stiamo assistendo a una vera e propria rivoluzione degli scenari terapeutici - spiega Sergio Bracarda, presidente del Congresso e Direttore dell'Oncologia Medica di Arezzo e del Dipartimento Oncologico dell'Azienda USL Toscana SUDEST -. Si stanno evidenziando risultati importanti nell'ambito delle neoplasie urologiche ad opera di farmaci immunoterapici. In particolare nel tumore del rene l'immunoncologia sta cambiando lo standard di cura: grazie a nuove molecole, come nivolumab, oggi è possibile rendere cronica la malattia". Sono diversi i fattori di rischio associati all'insorgenza di questa neoplasia: il fumo, l'ipertensione arteriosa e l'esposizione occupazionale a cancerogeni chimici. Un ruolo particolare può essere però attribuito al sovrappeso, a cui va ricondotto il 25% delle diagnosi. Un dato preoccupante se consideriamo che il 45% degli italiani over18 è in eccesso di peso. E' stato stimato un incremento del rischio pari al 24% negli uomini e al 34% nelle donne per ogni aumento di 5 punti dell'indice di massa corporea.
Per questo, afferma Bracarda, "è importante promuovere campagne di sensibilizzazione per informare i cittadini". "È essenziale che anche in Italia le terapie realmente innovative siano rese disponibili in tempi brevi per i pazienti - conclude Giancarlo Sassoli, Presidente Comitato autonomo per la lotta contro i tumori -. I vantaggi in termini di sopravvivenza e qualità di vita possono avere un impatto decisivo anche per il reinserimento sociale e lavorativo".