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Genova, capitale del libro inscatolato

La biblioteca Marcenaro 

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Nel capoluogo ligure da mesi giace impacchettata in 570 scatoloni la straordinaria collezione di Giuseppe Marcenaro
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Fra le amare verità di questo tempo c'è che poco o nulla è più trascurato delle biblioteche. Poco o nulla interessa al potere di acquisire una collezione di libri e ancor meno metterla a disposizione del pubblico. Di solito è per mancanza di spazi e di soldi, che pure per tante altre cose si trovano; le rare volte che avviene si incontrano terribili lungaggini e ostacoli burocratici, anche se l'inconfessabile ragione del menefreghismo è che le biblioteche, per loro intima natura, non rendono ai politici alcun ritorno di immagine e di consenso, garantendo al massimo qualche articoletto o breve servizio sul tg regionale, con l'assessore che fa il suo fervorino sull'importanza della cultura, bla bla bla ed eccetera.


Felicemente ignorati finché si dedicano alla loro frenesia accumulatrice, i bibliofili sono dunque visti come dei pericolosi rompiscatole nel momento in cui, per diverse ragioni che investono lo scorrere degli…

Fra le amare verità di questo tempo c'è che poco o nulla è più trascurato delle biblioteche. Poco o nulla interessa al potere di acquisire una collezione di libri e ancor meno metterla a disposizione del pubblico. Di solito è per mancanza di spazi e di soldi, che pure per tante altre cose si trovano; le rare volte che avviene si incontrano terribili lungaggini e ostacoli burocratici, anche se l'inconfessabile ragione del menefreghismo è che le biblioteche, per loro intima natura, non rendono ai politici alcun ritorno di immagine e di consenso, garantendo al massimo qualche articoletto o breve servizio sul tg regionale, con l'assessore che fa il suo fervorino sull'importanza della cultura, bla bla bla ed eccetera.


Felicemente ignorati finché si dedicano alla loro frenesia accumulatrice, i bibliofili sono dunque visti come dei pericolosi rompiscatole nel momento in cui, per diverse ragioni che investono lo scorrere degli anni, si rifiutano di disperdere o di porre in vendita pezzo a pezzo quel loro indubbio patrimonio e si mettono in testa di offrirlo alle istituzioni - e mal gliene incoglie perché a quel punto il destino dei libri che hanno nutrito la loro passione diventa la loro massima pena. Ora, accade che il mese scorso la città di Genova sia stata proclamata "capitale del libro" per l'anno 2023. Il sindaco Marco Bucci ha comprensibilmente esultato e per tre volte si è detto "orgoglioso" pure delineando un programma all'altezza dell'onore: letture di vip in teatro, apertura serale delle biblioteche e nelle feste comandate, attività di formazione, il tutto secondo l'immancabile formula del "fare rete" e "fare sistema".

 

Sennonché, per una di quelle coincidenze che sembrano fatte per illustrare le miserie del potere, ecco che proprio a Genova da mesi giace impacchettata in 570 scatoloni, in cortese ma incerto transito presso la Biblioteca dell'università, la straordinaria collezione che uno vero scrittore qual è Giuseppe Marcenaro, ben conosciuto dai lettori del Venerdì, ha prima ereditato e poi accresciuto, insieme con un uomo di spettacolo come Pietro Boragine, nel corso di una vita di studi. Sono ben 30 mila volumi: manoscritti, incunaboli, cinque e seicentine, rarità italiane ed europee soprattutto del '900, prime edizioni, dediche, autografi (Rimbaud, Stendhal), feticci, riviste e corrispondenze, oltre a un vasto archivio di dagherotipi e fotografie. Dichiarata di "eccezionale interesse culturale" prima che Marcenaro fosse costretto a smobilitarla a causa di un crudele trasloco, alla biblioteca si era detto interessato il sindaco, forse in un momento di euforia; ma poi sono sorti i soliti impicci e ora Genova rischia di essere la capitale del libro imprigionato nel cartone.