C’era una volta

C’era una volta

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C’era una volta un Movimento che brandiva il limite dei due mandati per i propri sconosciuti eletti come un totem da sacrificare al falò dell’antipolitica. Ma oggi quel Movimento assomiglia sempre più a un partito e dunque il limite sarà fatto sparire abilmente con un blitz di Ferragosto che può far impallidire le operazioni dei detestati governi balneari del tempo andato.

Questa almeno è l’intenzione di Davide Casaleggio e Vito Crimi. Certo, a bollinare la decisione dovranno essere gli iscritti della piattaforma Rousseau, chiamati a votare per 24 ore, ma la repentina svolta in sequenza, con l’autocandidatura di Virginia Raggi a Roma, l’endorsement di Beppe Grillo, e l’annuncio del voto, ha insospettito anche i più mansueti tra le truppe grilline. Molti parlamentari del Movimento, che in parte potrebbero essere persino beneficiati dalla decisione, perché avrebbero via libera al terzo mandato, sono allarmati dal blitz. La gestione del Movimento-partito che è il primo gruppo nel Parlamento rimane oscura.

“Anche tralasciando le competenze amministrative di Raggi, e le doti di visione, polso e tempestività, davvero non si capisce chi e cosa glielo faccia fare di ripresentarsi”, scrive Filippo Ceccarelli, entrando nel merito della questione romana. Prima, però, deve votare Rousseau.