Quel grande romanzo d'appendice che intreccia la storia recente del nostro Paese con la vita di Silvio Berlusconi si arricchisce di un altro drammatico capitolo, con l'ormai ottantaquattrenne ex presidente del Consiglio anche lui colpito dal Covid e costretto al ricovero ospedaliero per un principio di polmonite. L'uomo che più di ogni altro ha diviso l'Italia a cavallo del millennio ora riceve messaggi di solidarietà e affetto bipartisan. Anche l'ex moglie Veronica Lario, ci racconta Dario Cresto-Dina, dopo 12 anni di silenzio e un doloroso divorzio, ha voluto fargli arrivare il suo messaggio di apprensione: "Sono addolorata", ha detto, mentre si tiene informata sulle condizioni di salute di Silvio attraverso i figli.
Nella trama del feuilleton berlusconiano però i personaggi non sono mai banali. Ora il protagonista assoluto, raccontato da Francesco Merlo, è un medico: il professor Alberto Zangrillo, primario dell'Ospedale San Raffaele e medico personale dell'ex Cavaliere, l'uomo che ha in mano la sua salute. E sembra quasi una beffa del destino che sia proprio Zangrillo a doversi occupare di un paziente ammalato di Covid, lui che da mesi sostiene che l'allarme per gli effetti del virus sia gonfiato, che il Sars Cov 2 sia "clinicamente morto". In una conferenza stampa surreale, Zangrillo ha detto tutto e il contrario di tutto, ha fatto parziale marcia indietro rispetto alle sue convinzioni perentorie e ha cercato di dimostrare come un asintomatico possa essere ricoverato in ospedale con la polmonite. E il tono sembrava quello con cui, in un celebre film, il nobile decaduto Alberto Sordi apostrofava i popolani: "Mi dispiace, ma io so' io e voi non siete un...". Il marchese Zangrillo, insomma.
Nella trama del feuilleton berlusconiano però i personaggi non sono mai banali. Ora il protagonista assoluto, raccontato da Francesco Merlo, è un medico: il professor Alberto Zangrillo, primario dell'Ospedale San Raffaele e medico personale dell'ex Cavaliere, l'uomo che ha in mano la sua salute. E sembra quasi una beffa del destino che sia proprio Zangrillo a doversi occupare di un paziente ammalato di Covid, lui che da mesi sostiene che l'allarme per gli effetti del virus sia gonfiato, che il Sars Cov 2 sia "clinicamente morto". In una conferenza stampa surreale, Zangrillo ha detto tutto e il contrario di tutto, ha fatto parziale marcia indietro rispetto alle sue convinzioni perentorie e ha cercato di dimostrare come un asintomatico possa essere ricoverato in ospedale con la polmonite. E il tono sembrava quello con cui, in un celebre film, il nobile decaduto Alberto Sordi apostrofava i popolani: "Mi dispiace, ma io so' io e voi non siete un...". Il marchese Zangrillo, insomma.