Di chi aveva paura Orlando
(ansa)

Di chi aveva paura Orlando

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Beppe Sala, Pd, sindaco di Milano, ricandidato alle comunali di ottobre. Il ddl Zan è in mezzo al guado, anche per i guai dei Cinquestelle. Mercoledì è previsto un tavolo dei capigruppo convocato dal presidente leghista della Commissione Giustizia del Senato, Andrea Ostellari, commissione dove è impantanato il disegno di legge contro l’omotransfobia. Se si va in Aula senza un accordo (la data prevista al momento è il 13 luglio, anche se prima deve essere ufficializzata da un voto, fissato per la prossima settimana, il 6), ecco se ci si conta, come dice Sala, i franchi tiratori potrebbero essere non pochi, visto che nei gruppi, di certo in Italia Viva, ma anche nel Pd i dubbiosi ci sono rispetto al testo approvato alla Camera, in special modo tra i cattolici. E il voto è segreto. Lo psicodramma del Movimento di Grillo e chissà se mai di Conte, non aiuta. Perché già da tempo nessuno sa più chi sia la guida. Immaginare un ordine di scuderia M5s è al momento impossibile. Quindi rimangono le destre. Loro sì compatte contro il ddl-Zan. La Lega oggi vuole presentare emendamenti che rispondano ai rilievi del Vaticano.