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Riforme

Berlusconi riscopre il semipresidenzialismo
Insorgono Pd e Udc: "Vuole che il tavolo salti"

Secondo i senatori Pdl, nella conferenza stampa di domani con Alfano l'ex premier annuncerà un progetto per ridisegnare l'architettura costituzionale. Bersani avverte: "Proposte fatte per non arrivare a nulla". Così potrebbe saltare la riduzione del numero di parlamentari

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ROMA - Riformare la costituzione in senso semipresidenziale: sarebbe questa la "sorpresa" che Silvio Berlusconi ha in serbo per la conferenza stampa in programma per domani al Senato e che dovrebbe sancire il rilancio del Pdl. Un'iniziativa che gli altri partiti impegnati al tavolo delle riforme vedono come un evidente tentativo di far saltare tutto, alzando l'asticella con l'obiettivo finale di bloccare l'intero pacchetto: non solo l'assetto istituzionale, ma anche la riduzione del numero dei parlamentari e la legge elettorale.

E infatti, non appena i "rumors" sull'annuncio di Berlusconi cominciano a filtrare da Palazzo Madama, Pd e Udc lanciano l'allarme: "Attenzione che certe proposte non vengano fatte per non fare nulla", avverte per primo il segretario Pd, Pier Luigi Bersani. Io non ho remore a fare riflessioni anche sulle riforme istituzionali", chiarisce, "ma la legge elettorale deve rimanere una priorità e con il doppio turno". Più dura la presidente dei senatori democratici, Angela Finocchiaro, che invoca un chiarimento politico: "Il Pdl dica a che gioco sta giocando", denuncia la Finocchiaro.

Anche il suo collega Udc, Gianpiero D'Alia, chiede di sapere se "il Pdl si è rimangiato l'accordo tra Udc e Pd sulle riforme costituzionali. Le dichiarazioni di Berlusconi su una nuova, ennesima, riforma epocale costituzionale", denuncia D'Alia, "sembra andare nella direzione di affossare le riforme". Sulla scorta di questi timori, Finocchiaro e D'Alia hanno chiesto oggi "lo stralcio delle norme sulla riduzione del numero dei parlamentari" già approvate in commissione, per "metterle in sicurezza" e approvarle più rapidamente.

Il senatore Pdl Gaetano Quagliariello tenta di rassicurare tutti: "Il Pdl non fa ostruzionismo e non si rimangia niente", assicura, aggiungendo: "Intendiamo concludere i lavori entro mercoledì, se necessario anche con delle sedute notturne". Parole che vengono accolte quanto meno con diffidenza in commissione Affari Costituzionali: "La riforma costituzionale era una bufala", attacca Pancho Pardi, Idv. "Prima non si poteva dire perchè non c'era la prova provata. Ora quella prova provata c'è". E Carlo Vizzini, presidente della commissione, rileva che per una rivoluzione dell'architettura costituzionale non ci sono i tempi materiali: "Non è una stagione per cose complicate, questa".
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