ROMA - Serrando le fila dietro il titolo-slogan "Il valore del lavoro", i sindacati tornano in piazza a Roma per chiedere una svolta nella politica economica del Paese, un cambiamento dell'agenda su lavoro, crescita, welfare e fisco. "Siamo qui per chiedere al Governo il cambiamento - dichiara la leader della Cgil Susanna Camusso -. La politica di rigore ha prodotto iniquità e non ha dato risposte al lavoro e allo sviluppo. Chiediamo un cambiamento dell'agenda nella politica senza il quale non ci potranno essere prospettive per il Paese".
Partito da Piazza Esedra intorno alle 10, il corteo è arrivato in Piazza del Popolo, dove concludono il raduno gli interventi dei tre segretari generali. Sul palco, anche Placido Rizzotto, nipote del sindacalista ucciso dalla mafia a Corleone nel 1948, Vittorio Battaglia, lavoratore terremotato dell'Emilia, una delegazione di studenti di alcune scuole di Mesagne per annunciare nei prossimi giorni un concerto in ricordo di Melissa Bassi, la studentessa uccisa dall'attentato alla scuola 'Morvillo-Falcone' di Brindisi.
Secondo gli organizzatori, sono presenti più di 200mila persone, ma è "solo l'inizio" garantiscono i leader. "Abbiamo convocato questa manifestazione perché nella Repubblica fondata sul lavoro, lo stanno distruggendo il lavoro - spiega nel suo intervento Angeletti -. Negli ultimi mesi abbiamo raggiunto un tasso di disoccupazione a due cifre, da più di quindici anni non succedeva. E aumentano anche i lavoratori in cassa integrazione. Un governo tecnico non deve fare annunci e promesse, deve fare scelte e spiegarle dopo averle fatte. A forza di fare annunci sulla crescita siamo piombati nella recessione".
Ricordando la riforma delle pensioni, Bonanni accusa il governo di non aver voluto la concertazione con le parti sociali "perché aveva l'idea di fregare la gente. Senza concertazione i poteri forti e le lobby hanno la meglio. Faremo resistenza a questo modo di procedere".
Susanna Camusso, invece, al governo lancia un avvertimento: dia risposte al Paese e non si nasconda dietro il paravento delle scelte comunitarie: "Non basta dire che 'l'Europa non fa'. La sensazione è che l'Europa stia diventando l'alibi per non dare risposte al lavoro. Si può fare un'altra politica e non abbiamo bisogno del permesso dell'Europa per farlo". Servono provvedimenti concreti, ribadisce Camusso, e "sarebbe meglio ricominciare da capo sulla riforma del lavoro".
Infuria anche la polemica sulle cifre sugli esodati. "Siamo in piazza anche per loro", dichiara il numero uno della Uil, Luigi Angeletti, "il ministro Fornero risolva il problema degli esodati e faccia meno interviste. Non si candiderà e quindi non servono". "Ci aspettiamo che il ministro Fornero corregga il suo errore", incalza Bonanni. Anche in questo caso, Susanna Camusso si rivolge direttamente al governo: "Martedì dovrà riferire alla Camera - dichiara nel suo intervento -, si presenti dicendo che si fa una norma generale che riconosce a tutti i lavoratori che non hanno potuto andare in pensione che ci andranno con i vecchi criteri. Non vogliamo altri decreti e decretini, ma una norma di principio che dia risposte a tutti".
Ma il pressing dei sindacati sul governo riguarda anche una riforma fiscale che riduca la pressione sui lavoratori dipendenti e sui redditi da pensione e una "svolta epocale" sul tema dell'evasione fiscale. Cgil, Cisl e Uil evidenziano la possibilità di istituire una tassa patrimoniale sulle grandi ricchezze ma anche la necessità di razionalizzare i costi della pubblica amministrazione. Susanna Camusso parla dell'Imu: "Non va bene che si tassi la casa. Non va bene che chi ha grandi patrimoni immobiliari paghi meno dei pensionati".
Da Susanna Camusso critiche al decreto sviluppo, varato ieri dall'esecutivo. "Non c'è la svolta che sarebbe necessaria al Paese" dichiara la leader Cgil, "Il rischio è che dopo tanti annunci i vantaggi siano pochi". Stessa posizione per Raffaele Bonanni, che in un editoriale apparso oggi sulla prima pagina del quotidiano della Cisl, 'Conquiste del lavoro', scrive: "E' un primo segnale ma è ancora troppo poco. Per far uscire il Paese dalla recessione, occorre far crescere i salari e le pensioni attraverso una riduzione delle tasse e dei troppi balzelli che gravano sul lavoro".
La leader Cgil si dice anche preoccupata dagli "annunci sulla spending review". "E' vero - spiega - che c'è tanta spesa pubblica che si può tagliare, ma vorremmo che non ci sia nel governo una tentazione che per fare cassa subito e in fretta si tagliano le retribuzioni ai lavoratori pubblici. Non è spending review tagliare ai cittadini". Per Angeletti, "questo Paese non si può più permettere una macchina politica che consuma tutti i soldi che noi stiamo pagando nelle tasse locali. Basterebbe ridurne i costi di funzionamento. Per quali ragioni dobbiamo avere 135 mila persone che devono decidere come spendere i soldi pubblici? La metà basterebbe".
Dal palco, i tre leader fanno sapere che la manifestazione di Roma non sarà l'unica nella partita del mondo del lavoro con il governo. Il sindacato "continuerà a mobilitarsi in tutta Italia per il lavoro e per la crescita", annuncia il leader della Cisl Raffaele Bonanni. "E' solo l'inizio - gli fa eco dal palco il segretario della Uil Luigi Angeletti -. Nelle prossime settimane proclameremo altre iniziative". Susanna Camusso è ancora più esplicita: "Il governo sappia che se non cambia agenda, se non dà risposte e non riprende il confronto, torneremo nelle piazze. E ci torneremo presto".
Partito da Piazza Esedra intorno alle 10, il corteo è arrivato in Piazza del Popolo, dove concludono il raduno gli interventi dei tre segretari generali. Sul palco, anche Placido Rizzotto, nipote del sindacalista ucciso dalla mafia a Corleone nel 1948, Vittorio Battaglia, lavoratore terremotato dell'Emilia, una delegazione di studenti di alcune scuole di Mesagne per annunciare nei prossimi giorni un concerto in ricordo di Melissa Bassi, la studentessa uccisa dall'attentato alla scuola 'Morvillo-Falcone' di Brindisi.
Secondo gli organizzatori, sono presenti più di 200mila persone, ma è "solo l'inizio" garantiscono i leader. "Abbiamo convocato questa manifestazione perché nella Repubblica fondata sul lavoro, lo stanno distruggendo il lavoro - spiega nel suo intervento Angeletti -. Negli ultimi mesi abbiamo raggiunto un tasso di disoccupazione a due cifre, da più di quindici anni non succedeva. E aumentano anche i lavoratori in cassa integrazione. Un governo tecnico non deve fare annunci e promesse, deve fare scelte e spiegarle dopo averle fatte. A forza di fare annunci sulla crescita siamo piombati nella recessione".
Ricordando la riforma delle pensioni, Bonanni accusa il governo di non aver voluto la concertazione con le parti sociali "perché aveva l'idea di fregare la gente. Senza concertazione i poteri forti e le lobby hanno la meglio. Faremo resistenza a questo modo di procedere".
Susanna Camusso, invece, al governo lancia un avvertimento: dia risposte al Paese e non si nasconda dietro il paravento delle scelte comunitarie: "Non basta dire che 'l'Europa non fa'. La sensazione è che l'Europa stia diventando l'alibi per non dare risposte al lavoro. Si può fare un'altra politica e non abbiamo bisogno del permesso dell'Europa per farlo". Servono provvedimenti concreti, ribadisce Camusso, e "sarebbe meglio ricominciare da capo sulla riforma del lavoro".
Infuria anche la polemica sulle cifre sugli esodati. "Siamo in piazza anche per loro", dichiara il numero uno della Uil, Luigi Angeletti, "il ministro Fornero risolva il problema degli esodati e faccia meno interviste. Non si candiderà e quindi non servono". "Ci aspettiamo che il ministro Fornero corregga il suo errore", incalza Bonanni. Anche in questo caso, Susanna Camusso si rivolge direttamente al governo: "Martedì dovrà riferire alla Camera - dichiara nel suo intervento -, si presenti dicendo che si fa una norma generale che riconosce a tutti i lavoratori che non hanno potuto andare in pensione che ci andranno con i vecchi criteri. Non vogliamo altri decreti e decretini, ma una norma di principio che dia risposte a tutti".
Ma il pressing dei sindacati sul governo riguarda anche una riforma fiscale che riduca la pressione sui lavoratori dipendenti e sui redditi da pensione e una "svolta epocale" sul tema dell'evasione fiscale. Cgil, Cisl e Uil evidenziano la possibilità di istituire una tassa patrimoniale sulle grandi ricchezze ma anche la necessità di razionalizzare i costi della pubblica amministrazione. Susanna Camusso parla dell'Imu: "Non va bene che si tassi la casa. Non va bene che chi ha grandi patrimoni immobiliari paghi meno dei pensionati".
Da Susanna Camusso critiche al decreto sviluppo, varato ieri dall'esecutivo. "Non c'è la svolta che sarebbe necessaria al Paese" dichiara la leader Cgil, "Il rischio è che dopo tanti annunci i vantaggi siano pochi". Stessa posizione per Raffaele Bonanni, che in un editoriale apparso oggi sulla prima pagina del quotidiano della Cisl, 'Conquiste del lavoro', scrive: "E' un primo segnale ma è ancora troppo poco. Per far uscire il Paese dalla recessione, occorre far crescere i salari e le pensioni attraverso una riduzione delle tasse e dei troppi balzelli che gravano sul lavoro".
La leader Cgil si dice anche preoccupata dagli "annunci sulla spending review". "E' vero - spiega - che c'è tanta spesa pubblica che si può tagliare, ma vorremmo che non ci sia nel governo una tentazione che per fare cassa subito e in fretta si tagliano le retribuzioni ai lavoratori pubblici. Non è spending review tagliare ai cittadini". Per Angeletti, "questo Paese non si può più permettere una macchina politica che consuma tutti i soldi che noi stiamo pagando nelle tasse locali. Basterebbe ridurne i costi di funzionamento. Per quali ragioni dobbiamo avere 135 mila persone che devono decidere come spendere i soldi pubblici? La metà basterebbe".
Dal palco, i tre leader fanno sapere che la manifestazione di Roma non sarà l'unica nella partita del mondo del lavoro con il governo. Il sindacato "continuerà a mobilitarsi in tutta Italia per il lavoro e per la crescita", annuncia il leader della Cisl Raffaele Bonanni. "E' solo l'inizio - gli fa eco dal palco il segretario della Uil Luigi Angeletti -. Nelle prossime settimane proclameremo altre iniziative". Susanna Camusso è ancora più esplicita: "Il governo sappia che se non cambia agenda, se non dà risposte e non riprende il confronto, torneremo nelle piazze. E ci torneremo presto".