Politica

Riforme, M5S al Pd: "Ci vediamo giovedì". Giallo su Casaleggio che prende casa a Roma

I pentastellati rispondono ai democratici dopo la lettera di ieri: "Ok all'incontro in streaming". Molto probabilmente non ci sarà l'ex comico, che annuncia: "Italia al bivio della democrazia. Gianroberto da settembre nella capitale per coordinare i parlamentari"

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ROMA - "Ora è necessario arrivare a una soluzione soddisfacente per tutti sulla legge elettorale, in modo da trovare un giusto equilibrio fra i problemi di governabilità e quelli della rappresentanza, garantendo la selezione di un ceto parlamentare all'altezza del compito di affrontare la crisi con competenza ed onestà".

La risposta del M5S. Dopo la lettera del premier Matteo Renzi di ieri, il Movimento 5 Stelle risponde nuovamente al Pd sulle riforme, chiedendo ai democratici di incontrarsi giovedì alle 14, con tanto di streaming. A stilare la risposta, anche Beppe Grillo - giunto ieri a Roma ieri - assieme a Luigi Di Maio, Danilo Toninelli e i capigruppo: "C'è una nostra disponibilità di massima - si legge ancora nella risposta - ad accogliere le vostre esigenze in tema di governabilità e ci auguriamo che ci sia identico atteggiamento da parte vostra ad accogliere le nostre esigenze in materia di rispetto della rappresentatività del parlamento".

LA LETTERA INTEGRALE DI RENZI E DEL PD AL M5S

"Bene l'apertura sull'immunità". E poi: "A partire da questa reciproca disponibilità sarà poi possibile individuare le soluzioni tecniche più opportune. Ricordiamo, peraltro, che al di là della questione del premio di maggioranza e delle sue modalità, nel rispetto della Costituzione, ci sono anche altri aspetti su cui aspettiamo una risposta concreta: questione delle preferenze e delle soglie di sbarramento, superamento delle coalizioni, mentre notiamo con piacere l'apertura manifestata dalla vostra lettera sul tema della lotta alla corruzione e in materia di immunità. Così come la riforma del Senato obbliga ad una riflessione su tutta l'architettura costituzionale, soprattutto in riferimento alla questione degli organi di controllo e garanzia. Aspettiamo risposte chiare. Saranno gli stessi cittadini a ratificare il risultato finale del nostro confronto al tavolo".

Oltre duecento emendamenti al Senato. Al vertice, tuttavia, Grillo, che oggi si è fatto vedere in Senato (video), non parteciperà. A quanto si apprende, inoltre, i 5 stelle non hanno in mente iniziative "clamorose" sul fronte dell'ostruzionismo al Senato. Tuttavia, fa sapere il gruppo parlamentare al Senato, "siamo pronti a riproporre in aula duecento emendamenti alla riforma costituzionale. Si tratta di modifiche che abbiamo già proposto in commissione e che la maggioranza, Forza Italia e Lega hanno respinto, impedendoci di dare un nostro contributo migliorativo al testo".

LEGGI Il primo incontro (in streaming) Pd-M5S

I grillini: "Il Patto del Nazareno deve esplodere". I Cinquestelle, dunque, hanno deciso di continuare a battere la linea del confronto anche "per far esplodere il patto del Nazareno" tra Renzi e Berlusconi, come scrive oggi Repubblica in edicola. Mentre a partire da settembre avvieranno una serie di iniziative aperte "per far comprendere cosa intendiamo quando parliamo di un mondo a cinquestelle", riferisce una fonte parlamentare. Nessuna iniziativa dai toni forti, dunque, e anche in tal senso va inquadrata la decisione odierna di non prendere parte al sit in contro le riforme, come annunciato domenica scorsa dalla senatrice grillina Barbara Lezzi.
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Giallo su Casaleggio. Ma nella sua giornata a Palazzo Madama, Grillo ha anche fatto sapere ai senatori che il "guru" e cofondatore Gianroberto Casaleggio a settembre prenderà casa a Roma, con l'obiettivo di coordinare l'indirizzo generale del Movimento. Una notizia che in serata l'ufficio stampa del M5S smentisce: "Casaleggio non ha alcuna intenzione di trasferirsi a Roma. Da settembre non ci sarà nessun cambiamento. Grillo e Casaleggio incontreranno i parlamentari con la stessa frequenza che c'è stata fin ad oggi". Sulla questione, è il deputato Pd, Roberto Giachetti, a scrivere su Twitter.
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Attacco alla stampa parlamentare. Poi, l'ex comico è tornato ad attaccare la stampa e i giornalisti parlamentari: "Siamo a un bivio, la democrazia è in pericolo e voi siete co-responsabili perché invece di raccontare quello che succede davvero, correte dietro a un ex comico", ha detto. In mattinata, il leader M5S aveva già tentato di far tenere a distanza i cronisti: alla buvette (il bar dei senatori), dove si era recato per prendere un caffè, ai giornalisti era stato vietato l'accesso.
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