Politica

Fico e il caso colf, la compagna su Fb: "Verità cercate per terra da maiali". Poi il post viene rimosso

Roberto Fico con la compagna Yvonne De Rosa 
Yvonne De Rosa in un post su Facebook cita il Cirano di Guccini: "Tornate a casa, nani, levatevi davanti". Molti vi leggono un riferimento implicito al servizio delle Iene sulla baby sitter in servizio nella casa della signora a Napoli che per il presidente della Camera è solo "un'amica di famiglia"
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ROMA - Yvonne De Rosa, compagna del presidente della Camera Roberto Fico, cita il Cirano di Guccini per scrivere su Facebook: "Le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali; tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti".


Nessun riferimento diretto alle Iene, che in un servizio hanno rivelato che a casa di Yvonne, secondo loro, presta servizio una colf non retribuita regolarmente. Ma in tanti sui social leggono esattamente questo. I "maiali" sarebbero gli inviati e gli autori della trasmissione di Italia Uno. Con la premessa: "Dedico la grandezza a voi attori di questa commedia". Se così fosse, la risposta di Yvonne alle Iene sarebbe una nota stonata e fuori luogo perché, con buona pace dello stesso Guccini, nel post della signora De Rosa non c'è traccia di "verità", ovvero di chiarezza su questa vicenda che ha infilato in una scomoda polemica il suo compagno Roberto Fico. Proprio lui, l'ex impiegato di un call-center diventato politico con il M5s e asceso alla presidenza della Camera ritagliandosi il profilo del paladino dell'onestà, della coerenza e dell'integrità. Dopo qualche ora, il post di Yvonne De Rosa viene rimosso e il profilo ora appare quasi del tutto svuotato dei suoi contenuti.


In effetti, da quando è asceso alla terza carica dello Stato, per Fico i giorni non sono trascorsi serenamente. Prima l'ironia sul suo arrivo alla Camera usando i mezzi pubblici e sul cordone umano di sicurezza che lo avvolge e inevitabilmente segna il suo passaggio quando si muove a piedi. Ma la vera "bomba" sotto la sua poltrona la piazzano le Iene.

E' il 28 aprile, quando sui teleschermi di Italia Uno la "iena" Antonino Monteleone chiede a Fico della collaboratrice domestica in servizio in quella casa a Napoli, dove lui non risiede ma dove vive la sua compagna Yvonne. Il presidente della Camera afferma di avere un'unica colf, ma in servizio nella sua abitazione romana, "assunta con regolare contratto". E qui la "iena" morde una prima volta, mostrando il video di una donna dal volto oscurato. Fico la riconosce, è Imma, "una vicina di casa e una cara amica della mia compagna". Ma Monteleone ha in serbo per Fico un duro colpo. Perché nel video Imma, di fronte alla telecamera nascosta, non si qualifica come "amica" ma come "babysitter" a casa di Yvonne, da cinque anni e con un regolare contratto, perché "loro ci tengono molto a queste cose".

Le versioni evidentemente non combaciano. Monteleone incalza ancora Fico: "Questa persona ci ha detto che ha regolari turni di lavoro dal lunedì al venerdì, le vanno versati i contributi", alludendo quindi all'utilizzo in nero dell'opera di Imma a casa di Yvonne. A quel punto, il presidente della Camera chiosa: "Se c'è qualcuno che ha delle richieste da fare può rivolgerle a me o alla mia compagna".

Un'inchiesta, quella delle Iene, che in molti ha evocato quel familiare "a orologeria". La formula con cui il centrodestra di una volta, quello che orbitava attorno al sole Berlusconi, bollava gli avvisi di garanzia emanati dalla magistratura proprio nei momenti topici della storia del Cavaliere. Perché la storia della colf in nero arriva solo pochi giorni dopo il mandato conferito a Fico per esplorare le possibilità di un accordo di governo tra M5s e Pd.

Se la compagna Yvonne ruggisce su Facebook citando Guccini per poi fare marcia indietro e ripulire il profilo, nella Giornata mondiale della libertà di stampa il presidente della Camera non può esimersi dal dare il suo contributo. Una lunga dichiarazione, che in un passaggio invita "tutte le istituzioni, secondo le rispettive competenze", a sostenere "un'informazione responsabile, un'informazione che non si faccia mai intimidire nella ricerca della verità ma si traduca in una sorta di missione civile, come la intendeva Giancarlo Siani, in difesa dei valori di giustizia e democrazia. Un'informazione di qualità, intesa come impegno al servizio della conoscenza e della crescita della nostra comunità di cittadini. Tutto questo è la base per la formazione di una coscienza civica matura, consapevole e, dunque, veramente libera".
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