Onorevole Serracchiani, da presidente della Commissione che ha audito Tridico non si sente presa in giro? Avete chiesto i nomi dei "furbetti", non ve ne ha dato neanche uno...
"Veramente i nomi dei tre deputati che hanno percepito il bonus sono già sui giornali".
Ma i richiedenti a Montecitorio sono stati cinque: dei due che si sono visti respingere la domanda non si sa ancora nulla. Come pure di decine di consiglieri e assessori regionali. E' normale?
"Guardi per me il fatto che un parlamentare o un consigliere regionale abbiano solo potuto richiedere il bonus è eticamente inaccettabile, per non dire indecente. Però c'è stata una comunicazione del Garante della Privacy che ha fissato dei paletti. E Tridico ci ha spiegato d'aver chiesto un approfondimento in relazione alla possibilità di fare ulteriori nomi rispetto ai beneficiari. Perciò alla fine ho chiarito che, una volta ricevute le delucidazioni del caso, Inps deve fornire tutti i dati alla Commissione".
Non le è sembrato un modo per prendere tempo e far abbassare la pressione mediatica?
"Il tema della gestione dei dati sensibili è cruciale, dovrebbe interessare ogni italiano. Abbiamo un'Autorità che se ne occupa ed è necessario che si pronunci in modo che si possano avere delle regole valide per oggi e per il futuro".
Quindi il capo dell'Inps non è stato reticente?
"E' stata una audizione lunga, ricca. Credo che i parlamentari abbiano ricevuto risposta ai temi e ai quesiti che in tanti ci siamo posti in questi giorni. Dopodiché Tridico ha fatto emergere un elemento importante, lo stesso sostenuto da maggioranza e opposizione nel pieno dell'emergenza Covid".
E cioè?
"E cioè che in quel momento lì bisognava aiutare tutti in modo semplice e veloce. Ricordo che chi oggi chiede le dimissioni di Tridico aveva proposto di accreditare mille euro sul conto corrente a prescindere dal reddito e che i controlli si facessero dopo. Adesso però, com'è stato ribadito in audizione, servono controlli su come sono state utilizzate le risorse. E' ora di capire se i fondi stanziati dal governo sono arrivati a chi ne aveva davvero bisogno".
Le opposizioni accusano Tridico di omertà, attribuendogli la responsabilità della fuga di notizie. Anche secondo lei si deve dimettere?
"Io trovo surreale legare le dimissioni al comportamento non etico tenuto da altri. Così come collegarle a una fuga di notizie non innescata da sue rivelazioni".
Tanto rumore per nulla, onorevole Serracchiani?
"Io penso che chiunque guidi un ente così importante per la vita dei cittadini debba saper far fronte alle richieste degli italiani in difficoltà, eliminare lungaggini e inefficienze, dire con chiarezza se le misure di protezione messe a punte dal governo funzionano o ci sono storture da correggere. Così da dare al Parlamento la possibilità di intervenire per cambiare le regole. Tridico questa necessità la segnala. E allora facciamolo subito. Tutti insieme. Perché il peggio, temo, deve ancora venire".
"Veramente i nomi dei tre deputati che hanno percepito il bonus sono già sui giornali".
Ma i richiedenti a Montecitorio sono stati cinque: dei due che si sono visti respingere la domanda non si sa ancora nulla. Come pure di decine di consiglieri e assessori regionali. E' normale?
"Guardi per me il fatto che un parlamentare o un consigliere regionale abbiano solo potuto richiedere il bonus è eticamente inaccettabile, per non dire indecente. Però c'è stata una comunicazione del Garante della Privacy che ha fissato dei paletti. E Tridico ci ha spiegato d'aver chiesto un approfondimento in relazione alla possibilità di fare ulteriori nomi rispetto ai beneficiari. Perciò alla fine ho chiarito che, una volta ricevute le delucidazioni del caso, Inps deve fornire tutti i dati alla Commissione".
Non le è sembrato un modo per prendere tempo e far abbassare la pressione mediatica?
"Il tema della gestione dei dati sensibili è cruciale, dovrebbe interessare ogni italiano. Abbiamo un'Autorità che se ne occupa ed è necessario che si pronunci in modo che si possano avere delle regole valide per oggi e per il futuro".
Quindi il capo dell'Inps non è stato reticente?
"E' stata una audizione lunga, ricca. Credo che i parlamentari abbiano ricevuto risposta ai temi e ai quesiti che in tanti ci siamo posti in questi giorni. Dopodiché Tridico ha fatto emergere un elemento importante, lo stesso sostenuto da maggioranza e opposizione nel pieno dell'emergenza Covid".
E cioè?
"E cioè che in quel momento lì bisognava aiutare tutti in modo semplice e veloce. Ricordo che chi oggi chiede le dimissioni di Tridico aveva proposto di accreditare mille euro sul conto corrente a prescindere dal reddito e che i controlli si facessero dopo. Adesso però, com'è stato ribadito in audizione, servono controlli su come sono state utilizzate le risorse. E' ora di capire se i fondi stanziati dal governo sono arrivati a chi ne aveva davvero bisogno".
Le opposizioni accusano Tridico di omertà, attribuendogli la responsabilità della fuga di notizie. Anche secondo lei si deve dimettere?
"Io trovo surreale legare le dimissioni al comportamento non etico tenuto da altri. Così come collegarle a una fuga di notizie non innescata da sue rivelazioni".
Tanto rumore per nulla, onorevole Serracchiani?
"Io penso che chiunque guidi un ente così importante per la vita dei cittadini debba saper far fronte alle richieste degli italiani in difficoltà, eliminare lungaggini e inefficienze, dire con chiarezza se le misure di protezione messe a punte dal governo funzionano o ci sono storture da correggere. Così da dare al Parlamento la possibilità di intervenire per cambiare le regole. Tridico questa necessità la segnala. E allora facciamolo subito. Tutti insieme. Perché il peggio, temo, deve ancora venire".