"Il M5S voterà sì" al governo Draghi, "ogni altro voto sarà considerato in dissenso dal gruppo. Non sarà una fiducia in bianco ma vigileremo e combatteremo sulle cose che non andranno bene". Lo ha detto il capo politico del Movimento Vito Crimi aprendo l'assemblea dei deputati. "Abbiamo risposto all'appello del presidente Mattarella - ha poi sottolineato - un appello a tutte le forze politiche, a mettere da parte le divisioni, le legittime aspirazioni, in nome di un'unita' necessaria ad affrontare con maggiore serenità il momento emergenziale".
Sulla stessa linea Roberto Fico. "Qui non stiamo facendo nessuna alleanza con Forza Italia o con la Lega, proprio nessuna - ha chiarito il presidente della Camera - E non abbiamo firmato cambiali in bianco. Non è una questione di alleanze, ma di capire qual è oggi l'interesse pubblico, cos'è che viene prima di noi, di tutti noi, e prima delle esigenze di ogni partito. Lo voglio ricordare perché ho come l'impressione che nel dibattito di questi giorni sia scomparso il Paese, e le sofferenze che tanti stanno vivendo". "Da che parte stiamo? Abbiamo sempre detto che il Movimento serve l'interesse dei cittadini prima di ogni altra cosa. E proprio ora dobbiamo comportarci di conseguenza".
Alcuni deputati, circa una dozzina, hanno abbandonato la riunione in call.
Crucioli (M5S): "Voterò no. Tradite idee Movimento"
"Voterò no al governo Draghi. Mi preoccupa un governo che non farà mai gli interessi dei lavoratori e del ceto medio. In un solo colpo questo governo consegna alla destra maggioranza e opposizione. Grillo ha tradito le idee fondanti del Movimento 5 stelle". Così il senatore del Movimento 5 stelle Mattia Crucioli a "The Breakfast Club" su Radio Capital. "Il governo con Salvini - aggiunge - vedeva il Movimento 5 stelle in una posizione di maggioranza. Potevamo contare davvero".
"Ora invece non si è sentita una parola sui programmi, mancanza totale di trasparenza. Sarà una fiducia data al buio. Non mi potrò mai fidare, perché rappresenta interessi opposti rispetto a quelli che il Movimento ha promesso di proteggere. In base al suo passato sappiamo che farà gli interessi degli industriali e della grande finanza europea". Infine riguardo al quesito su Rousseau Crucioli afferma: "Tendenzioso ma non chiedo neanche che venga rifatto perché non mi fido più di quello strumento. Per me la democrazia diretta è una cosa seria".
Al via il voto su Rousseau per il direttorio
Mentre i "pontieri" pentastellati lavorano sui parlamentari per cercare di arginare l'onda di "sfiducia" che aleggia tra i 5 stelle nei confronti dell'esecutivo Draghi, già si apre una nuova faglia: quella del voto su Rousseau per il direttorio politico, l'organismo a 5 che dovrà subentrare nei ruoli assegnati al capo politico. Si è aperto oggi alle 12 fino alla stessa ora di domani la consultazione sulla piattaforma di Casaleggio per modificare lo statuto del Movimento. Si tratta della seconda convocazione degli iscritti visto che, alla prima, oltre l'80% ha detto sì al direttorio ma non era stata raggiunta la maggioranza assoluta. Questa volta non serve il quorum.
A proposito della denuncia sollevata dal senatore Emanuele Dessì ("Mi hanno tolto l'accesso a Rousseau, per questo risulto in ritardo nei pagamenti", ha dichiarato), l'associazione che gestisce la piattagorma 5 Stelle ha precisato: "Nessun accesso è stato tolto al senatore, il sistema risulta normalmente funzionante".
Il direttorio a 5
Con ogni probabilità passerà l'istituzione di un direttorio di cinque persone al posto del capo politico, ruolo oggi detenuto da Vito Crimi. Gli scontenti che non vogliono lasciare il M5S - da Barbara Lezzi a Nicola Morra - potrebbero quindi puntare a conquistare un ruolo direttivo interno. Tra i pronti a candidarsi ci sarebbero la sindaca di Roma Virginia Raggi, europarlamentari come Dino Giarrusso.
Ipotesi Conte nel direttorio
E c'è chi ipotizza anche la candidatura dell'ex premier Giuseppe Conte in seno al nuovo organismo. Un sogno per quanti leggono nell'apertura fatta ieri dall'ex premier, un primo segnale della nuova fase del suo impegno politico. "Continuerò a dare il mio contributo" ha annunciato infatti l'ex premier che ha detto di "credere molto" nella progetto di uno schieramento per lo Sviluppo sostenibile con M5s, Pd e Leu. Un'apertura salutata con favore anche dal presidente della Camera, Roberto Fico che si dice "certo" di continuare a collaborare con Conte.
Ribelli al Senato chiedono in prestito il simbolo di Italia dei Valori
A Palazzo Madama chi invece ha deciso già per il no a Draghi sta trattando con Italia dei Valori il prestito del simbolo per poter formare un gruppo.
La petizione online per sollevare Crimi
L'ultima carta da giocare sarebbe quella di premere sugli indecisi per non farli votare: un'assenza strategica che servirebbe anche ad evitare eventuali sanzioni contro i ribelli. I quali però non si fanno spaventare: da regolamento, ricordano, non andrebbero contro un premier indicato dal Movimento e quindi si sentono liberi.
Ma anche su questo punto fioccano petizioni su Change.org sia per superare la votazione su Rousseau al governo, sia per evitare espulsioni. Circola anche un appello, che porta la firma di una settantina di iscritti cinquestelle, per un nuovo voto sulla piattaforma sul governo Draghi. Nella petizione si chiede inoltre di votare anche sull'eventuale sollevamento dall'incarico di Vito Crimi "per l'avallo di una consultazione ingannevole".