Politica

Michele Bellini: "Io ex studente di Letta e non iscritto al Pd a capo dello staff del segretario"

Michele Bellini
Michele Bellini 
Il giovane lavorerà con un team, tutti ragazzi che arrivano dalla scuola di Parigi
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ROMA. Michele Bellini, 29 anni, cremonese, ha studiato con Enrico Letta a Sciences Po a Parigi. Prima master in International public management, poi nel 2017 è passato a fare l'assistente di quel professore-ex premier, che se n'era andato dall'Italia lasciando anche il seggio alla Camera, e che nelle lezioni in classe - racconta - gli è piaciuto molto. Ora Michele è il frontman del team di ragazzi che Letta si è portato con sé dalla scuola di Parigi. "Un gruppetto che sarà il mio cervello", ha detto il neo segretario del Pd, ammettendo: "I miei allievi, ragazzi tra i 21 e i 24 anni, mi hanno cambiato la vita e fatto guardare a quella generazione con occhi diversi". 

Michele Bellini, lei ha la passione per le Ferrari. Ma la macchina del partito deve funzionare come una Ferrari?

Diciamo che viste le ultime performance della Ferrari, non farei questo paragone. Ma certo tutti insieme al Nazareno dovremo avere lo spirito della Formula 1".

Michele Bellini, alla passione per la Ferrari, per il Milan, i Pink Floyd e la politica, ora si aggiunge anche quella per il Pd? E' iscritto al partito? 

"No, io non ho nessuna tessera di partito, mai avuta. Sono appassionato di politica, più da osservatore. Ma lavorando con Letta impari e capisci, perché lui è un politico". 

Ora sarà con altri tre compagni di Sciences Po, il "cervello" del segretario. Cosa vi aspettate? Cosa farete? 

"Saremo il suo staff. Siamo qui per supportarlo dal punto di vista dei contenuti, per impostare i processi di partecipazione. Quindi seguiremo i dossier che dovrà affrontare, ma anche, ripeto, sul fronte della partecipazione" 

Nel discorso di insediamento all'Assemblea nazionale, Letta ha detto che sarebbe ripartito dai circoli dem. In quel senso partecipazione? 

"Non si tratta solo di stimolare il discorso nei circoli, ma anche di fare decollare le agorà democratiche, applicando la democrazia partecipativa così da coinvolgere la società civile. Un Pd che non sia leaderistico né semplicemente "orizzontale", ma veramente partecipato. Le due parole-chiave credo siano partecipazione e prossimità, che sono strettamente connesse tra loro". 

Lei e gli altri ragazzi del team avrete un ufficio al Nazareno? 

"Sì". 

E tra di voi cose vi siete detti, come immaginate la sfida? 

"Non ne abbiamo veramente parlato. Io mi sento concentrato e determinato ad aiutare il segretario in quello che indicherà. E' importante un Pd forte e unito, diciamo che c'è molto entusiasmo". 

Lei ha lasciato Cremona e l'Italia per Parigi, pensava di tornare in Italia? 

"Ho frequentato l'università cattolica di Piacenza, poi mi sono trasferito a Boston, quindi Milano e poi a Parigi. Ma il legame con Cremona è molto forte e credo che occorra tenere salde le proprie radici per orientarsi in un mondo globale. E' la cittadinanza europea il progetto a cui ho sempre lavorato". 

Non teme che un innesto nuovo, quale voi siete, entri in rotta di collisione con i funzionari e le liturgie del Pd? 

"Due cose. La prima è che Enrico ha insistito molto sul Pd dei giovani, dove cioè i giovani siano a casa loro, in cui parlino i giovani. Per la mia esperienza di suo studente e assistente a Parigi so quanto lui creda in questa filosofia, che non è tanto per dire. La seconda. Con i dipendenti del Nazareno c'è un rapporto bello, di collaborazione. Io, noi impareremo da loro come funziona la macchina del partito. Le cose si fanno insieme". 

Il Pd è un partito in forte crisi. L'ex segretario Zingaretti ha detto di vergognarsi della lotta tra correnti. Quale è il suo sentimento della politica?    

"Credo che la politica sia una vocazione a anche la scelta di Enrico Letta lo dimostra. Penso sia una espressione della nostra libertà di persone. Con la politica si fanno scelte che determinano la direzione che una società prende. Sbagliato dire che la politica non conta più. La politica conta e ci consente di dire che possiamo scegliere ed essere padroni del nostro destino".  

 

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