L'estate porta con sé il clima giusto per stemperare i toni. Lo ha capito bene Silvio Berlusconi, fondatore di Forza Italia, leader di un partito dai numeri in sofferenza per il quale sta disegnando un ruolo di cuscinetto tra le due forze politiche ormai in competizione sul terreno sovranista: Lega e Fratelli d'Italia. Il Cavaliere ha invitato Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, numero due di FdI, nel quartier generale estivo di Villa Certosa. Un incontro durato circa quattro ore, durante il quale i tre hanno discusso del rilancio della coalizione e delle elezioni amministrative di inizio ottobre. Fonti di Forza Italia parlano di "clima cordiale" e aggiungono: "È superata ogni incomprensione e si è rafforzato il clima di collaborazione tra le diverse forze del centrodestra. La prospettiva - aggiungono - è quella di andare uniti quando, nel 2023, finita la stagione del governo di Mario Draghi, tornerà il confronto tra centrodestra e centrosinistra". Tutte rassicurazioni chieste da Meloni alla vigilia dell’incontro.
L’incontro arriva dopo l'intervento telefonico del Cav alla festa leghista organizzata a Cervia. "La leadership di Salvini s'è rafforzata da quando ha cominciato a rappresentare tutto il centrodestra", aveva detto Berlusconi davanti ai militanti del Carroccio. Un riconoscimento non da poco, seguito dalle scuse rivolte alla leader: "A Meloni abbiamo fatto uno sgarbo e dobbiamo rimediare". Il riferimento è al mancato sostegno di Lega e Fi al consigliere Rai proposto da FdI. Un gesto, questo, che ha creato l'ennesima frattura all'interno di un'alleanza già spaccata dall'appoggio al governo Draghi, le cui conseguenze si ripercuotono sugli stessi temi che Berlusconi ha messo sul tavolo di Villa Certosa. Tra questi, il sostegno di Fratelli d’Italia alla candidatura in Calabria sul forzista Roberto Occhiuto. La lite sul board della tv pubblica aveva spinto Meloni a mettere in discussione l’accordo sul parlamentare azzurro. Un nodo, questo, che sarebbe stato affrontato durante l’incontro di Villa Certosa.
Tra questi ci sono anche le elezioni amministrative. Agosto è l'ultimo mese disponibile per ricucire in vista dell'appuntamento elettorale di inizio ottobre. Roma, Milano, Torino, Napoli e Bologna. Sui candidati sindaci non c'è mai stato grande entusiasmo: accordi faticosi e divergenze sui temi nazionali hanno giocato un ruolo da non sottovalutare. Per questo, ora, Berlusconi punta a ricompattare gli alleati spingendo sul voto nei comuni. "Conquistare le città", è la parola d'ordine. Farlo "con il modello della nostra buona amministrazione e la qualità dei nostri candidati", dice intervenendo in videoconferenza davanti ai coordinatori regionali. "È davvero un imperativo necessario", insiste.
La leader di Fratelli d'Italia è rimasta ai margini dell'alleanza a causa del mancato sostegno al governo guidato da Draghi. Una scelta che non ha fatto altro che inasprire gli stessi toni che ora Berlusconi vorrebbe raffreddare. Meloni alla vigilia dell'incontro aveva fatto filtrare di aver accettato l'invito con il fine di confrontarsi sulle prospettive del centrodestra e per capire se per gli alleati l'esperienza di governo con Pd e M5S è un'opzione transitoria o, al contrario, replicabile anche in futuro.
Dubbi su cui Berlusconi ha cercato di rasserenare l'alleata. Non è un caso che prima del vertice il Cavaliere avesse ricominciato a parlare di "federazione del centrodestra", trovando la sponda di Salvini e il silenzio di Giorgia Meloni, che già in passato aveva espresso più di una perplessità sull'ipotesi-federazione. La leader di FdI ha già fatto sapere che non ha intenzione di finire all'interno di un contenitore unico. Sopratutto adesso che avrebbe la possibilità - stando ai sondaggi - di diventare il primo partito in Italia e ottenere la guida della coalizione.
"Il centrodestra unito o federato non annulla affatto le specificità delle diverse forze politiche che andranno a costituire, anzi le dovrà valorizzare", insiste Berlusconi davanti ai vertici del partito. Ma è proprio all'interno di FI che l'ex premier potrebbe incontrare le prime resistenze. Questo perché gli azzurri, a differenza di Lega e FdI, hanno pienamente aderito alle misure proposte dal governo per superare l'emergenza. Differenze, dicono sia Berlusconi che Salvini, con cui è possibile convivere. Giorgia Meloni, però, potrebbe non essere dello stesso avviso.