Politica

Goffredo Bettini, il fantasma che agita il M5S

Giuseppe Conte e Goffredo Bettini
Giuseppe Conte e Goffredo Bettini (afp)

Consigliere segreto e contemporaneamente arcinoto al mondo intero di Giuseppe Conte, anello di congiunzione tra 'vecchia sinistra' post-comunista e post-cattolica e 'nuovi progressisti' post-populisti, l'esponente pd non è ben visto da una parte consistente del Movimento

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C'è uno spettro che si aggira per il M5S e il suo nome è Goffredo Bettini. Fosse stato un dirigente dei 5 Stelle mezzo partito gli avrebbe già tentato di far la pelle, e invece è nel Pd - con alterne fortune - e almeno da questo punto di vista può star tranquillo. Consigliere segreto e contemporaneamente arcinoto al mondo intero di Giuseppe Conte, anello di congiunzione tra 'vecchia sinistra' post-comunista e post-cattolica e 'nuovi progressisti' post-populisti, Bettini stavolta l'ha fatta grossa e in una botta sola s'è inimicato tutto il M5S. Forse addirittura Conte stesso, che pure è noto per avere toni sempre molto misurati e però sì, non c'è rimasto bene. Aver detto al Corriere della Sera che l'ex presidente del Consiglio "è più un leader di governo che un capo di partito" e soprattutto aver fatto intravedere al giornalista le due chiamate di Conte nel giro di poco tempo: imperdonabile.

 

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E così quelli a cui già non stava bene prima che il leader tenesse così tanto ai consigli di un esponente di un altro partito ora hanno avuto la conferma definitiva. "Non capisco perché Bettini sia così ascoltato dai vertici M5S. Spazio a energie nuove, in Parlamento e nei territori. A chi parla solo di strategie e relazioni, va preferito chi parla di temi e soluzioni", ha twittato in chiaro il deputato livornese Francesco Berti. Altro senatore che preferisce non apparire: "Conte farebbe bene a parlare con chi sta nel suo partito, per sentire le solite banalità basta e avanza. E poi lo vogliamo dire? Bettini non lo ascolta più nessuno nemmeno nel Pd...".

 

Gli altri, i super contiani che finora s'erano fidati - Conte che inaugura il nuovo corso del fronte progressista, Conte che va a festeggiare il compleanno di Bettini, Bettini che propone a Conte la candidatura al collegio di Roma e tutte le altre vistose dimostrazioni di intesa tra i due - adesso si sono spazientiti pure loro e sognano di tagliar fuori l'intellettualmente ingombrante sodale del presidente. Forse anche esagerando un po', con ad esempio Stefano Patuanelli e Riccardo Ricciardi che 'avvertono' tutto il Pd sulla tenuta dell'unità di intenti per un colloquio poco gradito di Bettini con un giornale, come se le sue parole rappresentassero Enrico Letta. Reazione sospetta, secondo altri: sarà mica che la utilizzano come scusa per rompere con il Pd? Ma del resto sono giorni complicati, i nemici sono ovunque, gli amici anche, il difficile è capire chi è l'uno e chi l'altro.

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