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Lega, Salvini: "Non usciamo dal governo e non vogliamo rimpasti"

Il leader del Carroccio incontra Giorgetti, dopo l'assenza in Consiglio dei ministri e il voto contrario sulle norme Covid e scuola, e smentisce le voci di un disempegno dall'esecutivo
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Matteo Salvini non vuole uscire dal governo. Vuole restare dentro per lavorare. Non è tentato di andare all'opposizione, trascinando Forza Italia e portando il Paese alle elezioni anticipate. Assicurazioni che arrivano dopo un incontro al ministero dello Sviluppo Economico con il ministro Giancarlo Giorgetti, il leghista più "draghiano" che c'è.

Ma anche l'uomo che la settimana scorsa nutriva dubbi sulla sua permanenza al governo e ieri ha innescato il caos non partecipando al Consiglio dei ministri che ha votato le nuove misure anti-Covid per scuola, bambini e vaccini. Provvedimenti che i ministri leghisti non hanno votato, suscitando dubbi e timori nel Pd.

Salvini assicura, dopo avere incassato il via libera del Consiglio federale della Lega, che va tutto bene. Dentro il partito e fuori.  "Noi siamo al governo per lavorare. Il Pd si riunirà per sapere se la Lega è o meno nell'esecutivo? Il Pd si occupi del Pd. Noi vogliamo costruire, lascio a Letta e Conte i ragionamenti partitici. Noi siamo pagati per dare risposte agli italiani", dice il leader della Lega. E aggiunge: "La Lega chiederà una revisione della squadra di governo? Non abbiamo interessi di questo genere".

Ma l'assenza di Giorgetti e il no dei ministri alle nuove norme è sul tavolo. E allora l'ex ministro cerca di evitare che torni il tormentone dello scontro interno alla Lega fra governisti e vogliosi di opposizione ed elezioni. Dice che questa volta lui e Giorgetti la pensano allo stesso modo e che il ministro dello Sviluppo economico lo aveva informato che non sarebbe andato al Consiglio dei ministri.

"Sì certo" che lo sapevo afferma Salvini. E nel merito ci tiene a far sapere che il  no non è un capriccio suo o del ministro:  "Io  non sono il ministro Giorgetti,  - spiega - c'è una posizione condivisa da tutti i ministri, governatori e sindaci, che chiedono riaperture".

 

 

 

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