Dopo la decisione della Consulta di ammettere cinque quesiti sulla giustizia, ora il governo cerca una data per indire il referendum. L'ipotesi più accreditata è che l'esecutivo decida di accorpare le urne della consultazione popolare con quelle dei ballottaggi delle prossime elezioni amministrative, il cui primo turno è previsto a maggio. La data possibile, dunque, potrebbe essere a inizio giugno, anche per non impattare sull'andamento scolastico. Una scelta che però non soddisferebbe la Lega, in pressing da giorni affinché i referendum si tengano al primo turno, quando saranno chiamati alle urne più di otto milioni di italiani. Per i dirigenti del Carroccio, infatti, con l'accorpamento a maggio ci sarebbero maggiori possibilità di raggiungere il quorum previsto.
I cinque quesiti ammessi dalla Corte costituzionale e che saranno oggetto del referendum sono: la riforma del Csm, l'abolizione della legge Severino, i limiti agli abusi della custodia cautelare, la separazione delle funzioni dei magistrati e la loro equa valutazione.