La deputata Angela Ianaro lascia il gruppo Movimento 5 Stelle alla Camera e passa al Partito democratico. "Una scelta dolorosa ma inevitabile alla luce degli ultimi accadimenti", commenta la parlamentare campana, che nei giorni scorsi è stata sostituita in Commissione Affari sociali perché contraria ad un emendamento grillino che consentiva la vendita dei tamponi nella parafarmacie.
"Vado via dal M5S. Una scelta dolorosa, sofferta, ponderata e a lungo meditata. Sicuramente non frutto di un impulso momentaneo. Vado via per mille ragioni che non possono essere racchiuse nel recinto di un post. Vado via perché sento di non riconoscere e non riconoscermi nel M5S. Vado via perché, nel tempo, il senso di solitudine e di vuoto sono divenuti incolmabili - scrive Ianaro su Facebook - Era iniziato tutto con un sogno, quello di riuscire a far dialogare scienza e politica, aprendo le porte del Parlamento ai tanto vituperati temi della ricerca scientifica, offrendo una speranza ai nostri giovani e bravissimi ricercatori in perenne fuga da un Paese che fa ancora fatica a riconoscerne meriti e permette che scappino altrove. Ce l'ho messa tutta affrontando dal principio questa nuova sfida che la vita mi ha offerto, con passione, impegno e dedizione portando avanti battaglie importanti in un'Italia funestata dalla pandemia".
Preferisce non commentare la scelta di Ianaro, Stefano Patuanelli, il ministro per le Politiche agricole e capodelegazione M5S al governo. Ma si limita a dire: "Diciamo che ci sono delle minime regole di rispetto tra le forze politiche per far funzionare un'alleanza, specialmente in vista del momento storico e delle sfide che ci aspettano", ha detto. Ma in generale in casa M5S, la decisione di Ianaro non è stata particolarmente gradita: è la quarta deputata eletta nel M5S a passare col Pd, in questa legislatura. Prima di lei erano stati Santi Cappellani, Paolo Lattanzio e Michele Nitti ad entrare nella famiglia dem. Al Senato invece l'ex grillino Gianni Marilotti ha aderito al gruppo Pd dopo una militanza nel gruppo Misto, nel gruppo 'Per le autonomie' e nel gruppo 'Europeisti-Maie-Centro democratico', poi sciolto.