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Fedorov, missione in Italia del sindaco di Melitopol rapito dai russi: visita alla Camera e al Senato

Liberato dalle truppe di Putin in uno scambio di prigionieri, il politico ucraino è stato ricevuto da Roberto Fico ed Elisabetta Casellati. Gli incontri con Luigi Di Maio, Enrico Letta, Roberto Gualtieri e Dario Nardella
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Rapito dai soldati russi e tenuto prigioniero per 6 giorni all’inizio della guerra, il sindaco di Melitopol, 150mila abitanti, ancora oggi occupata dalle truppe di Putin, è in Italia. Ivan Fedorov, 33 anni, è stato rilasciato mediante uno scambio di prigionieri e ora è in missione per creare nuovi corridoi umanitari e cercare alleanze per ricostruire le città ucraine distrutte. A Roma, oggi è stato ricevuto dal presidente della Camera, Roberto Fico, e dalla presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati. Nel pomeriggio ha incontrato in Campidoglio il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e il segretario del Pd, Enrico Letta, al Nazareno.

Il primo a stringergli la mano nella Capitale è stato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Che ha accolto Fedorov stamattina alla Farnesina insieme a una delegazione parlamentare ucraina. “Ancora una volta ci troviamo davanti a racconti dai quali emerge un quadro tragico – ha commentato Di Maio - Continuiamo a dare il massimo per fermare le atrocità in Ucraina”.

Alle due di pomeriggio, il sindaco di Melitopol è salito in Campidoglio. “È stato molto toccante il loro racconto della guerra”, ha scritto su Facebook il sindaco di Roma, Gualtieri. “Ivan l’ha vissuta in prima persona, in modo drammatico. Subito dopo lo scoppio della guerra, infatti, è stato rapito dai soldati russi e tenuto prigioniero per sei giorni. La sua città oggi è occupata e vive una drammatica crisi umanitaria: manca tutto, dai farmaci al cibo. Gli ho manifestato tutta la solidarietà della nostra città. Roma sta facendo la sua parte concretamente, accogliendo centinaia di profughi ucraini, perlopiù donne, bambini e persone fragili, e non farà mancare tutto il supporto necessario”. Gualtieri annuncia che promuoverà “una grande iniziativa per le città ucraine distrutte: ci piacerebbe infatti che ogni città europea adottasse un palazzo, una scuola, un monumento devastato dalla guerra di Putin, per ricostruirlo e restituirlo ai cittadini”.

La pensa allo stesso modo il sindaco di Firenze, Dario Nardella. Che ha incontrato Fedorov ieri e che da presidente della rete Eurocities promette “un piano di aiuti per avviare da subito la ricostruzione delle città ucraine distrutte e colpite dalla guerra”. Fedorov, ricorda Nardella, “è stato il primo sindaco colpito dalla furia dei soldati russi. All’inizio della guerra la sua città Melitopol è stata occupata. Lui è stato rapito e portato via con un sacchetto di plastica sulla testa: è rimasto in prigione per sei giorni con il terrore di essere ucciso. Oggi è venuto a Firenze per parlare all’Italia e all’Europa della sofferenza della sua gente e per chiedere aiuto a nome dei sindaci ucraini”.

“Dobbiamo riuscire in tutti i modi a raggiungere la pace. La pace evita qualsiasi altro spargimento di sangue e ulteriori vittime, perché già ce ne sono troppe. Sono fermamente convinto del diritto alla difesa del popolo ucraino”, è stato il commento di del presidente della Camera Roberto Fico, al termine dell'incontro a Montecitorio con il sindaco di Melitopol. A Fedorov è stata donata una medaglia della Camera. Per la presidente del Senato, Casellati, Fedorov è “un coraggioso testimone della resistenza e della volontà di libertà e democrazia degli ucraini. Le sue parole interpellano l'umanità di tutti noi. Il nostro impegno per la pace va avanti”. Il segretario del Pd, Letta, ha invece chiesto “con forza che i suoi colleghi sindaci siano rilasciati e tornino alle loro famiglie”.

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