Nove candidate alla carica di prima cittadina nei Comuni capoluogo. E' il dato più importante, per Letta della campagna elettorale del Pd per le prossime amministrative. Un numero, quello delle candidate, che si avvicina quasi alla metà delle quota rosa dei nomi in lizza per i 26 Comuni capoluogo. "Voglio trasformare questo partito tradizionalmente maschilista in un partito femminista - ha spiegato Enrico Letta al Nazareno - che abbia a cuori i temi dell'uguaglianza di genere e dia spazio alle donne". Sottolineando le difficoltà di Salvini, Meloni e Berlusconi a trovare candidati unitari per la corsa alle amministrative, Letta ha precisato: "In molti Comuni Italia Viva ha deciso di andare con la destra, e questo non aiuta il campo largo". Ma, ha aggiunto, "sono fiducioso, perchè al di là dei discorsi che si fanno, sul territorio il campo largo esiste e sta funzionando. Sul terreno, quel campo largo che vorremmo presentare e che presenteremo già sta crescendo".
E parlando delle difficoltà, a Roma, con il Movimento 5 Stelle, Letta ha spiegato: "Con i 5S siamo in disaccordo sulla costruzione del termovalorizzatore a Roma. Ma è un piccolo pezzo, eccezionale e locale".
L'invio di armi all'Ucraina
Letta ha poi criticato la posizione di Salvini sull'invio di armi all'Ucraina: "Basta con i distinguo, bisogna sostenere il governo". Quindi il segretario dem ha aggiunto: "Invito tutti, anche qui in Italia, a cercare più le ragioni per stare insieme e supportare il governo, per far sì che la voce del governo per cercare la pace sia più forte. Andare a dividere, a distinguere in ogni momento, ogni cosa, rende il governo più debole, e la voce del governo in Europa più debole. C'è bisogno di unità e coesione, io lavoro in questa direzione". Il segretario dem si è poi detto "fiducioso" sul fatto che i"l lavoro che sta facendo il presidente Draghi di tenere insieme questa maggioranza e tenere insieme i diversi Paesi europei sulla grande questione della ricerca della pace, sia quello giusto".
Il dl Aiuti
Parlando del decreto Aiuti varato dall'esecutivo, Letta ha osservato che è stata "la giusta risposta alla crisi sociale". Anche perché, ha precisato, "i soldi sono stati trovati tassando i giganti dell'energia. Credo sia il più grande intervento di redistribuzione fiscale che va nella direzione da noi auspicata. Sono convinto che le cittadine e i cittadini potranno beneficiare di queste risorse".