Politica

M5S, Conte: "Entro fine giugno voto tra gli iscritti sul doppio mandato. Uscire dal governo? Tanti cittadini ce lo chiedono"

Il leader del Movimento: "Apriremo una consultazione anche sulle restituzioni". E sulle Comunali dice: "Risultato insoddisfacente, mi assumo tutte le responsabilità"
1 minuti di lettura

Parla dei risultati, dell'astensionismo, ma anche delle regole interne al partito. Dopo la brutta performance del Movimento 5 Stelle al primo turno delle elezioni comunali, Giuseppe Conte convoca la stampa nella sede dei 5S a Roma e annuncia: "Entro fine giugno ci sarà il voto degli iscritti sul secondo mandato". Un tema che fa discutere all'interno del Movimento, ma su cui ora i 5S dovranno esprimersi definitivamente. "E sarà indetta anche una votazione sulle restituzioni" degli stipendi degli eletti, ha fatto sapere Conte. Del resto nel rendiconto del 2021 mancavano all'appello diversi milioni di euro che non erano stati restituiti da una novantina di parlamentari.

Ma dopo la batosta delle Comunali il leader dei grillini ammette:  "È un risultato assolutamente insoddisfacente, non ci può appagare. Mi assumo la piena responsabilità, pero' cerchiamo anche di chiarire che noi paghiamo un prezzo alto per il nostro modo di lavorare". E quindi tenta di correre ai ripari e presenta una nuova riorganizzazione del partito a livello territoriale: "Ci saranno - dice - dei referenti, individuati, come coordinatori regionali e dalla prossima settimana anche i coordinatori provinciali" . In questa maniera, spera, "confidiamo con questi nuovi strumenti di recuperare quei cittadini disinnamorati della politica". Partecipazione, quindi, perchè, osserva Conte, "ci preoccupa il crescente astensionismo, che ha raggiunto dei livelli record. È una malattia della democrazia".

E ancora: "Uscire dal governo? - prosegue l'ex premier - Ho incontrato tante persone che mi hanno fatto questa richiesta. L'ho toccata con mano questa richiesta. Il nostro elettorato sta soffrendo. Non ci sentiamo di voltare le spalle ai cittadini: l'ho detto quando siamo entrati al governo e ora che ci siamo avvitati in una spirale recessiva. Siamo responsabili ma che nessuno ci dica state zitti, che ci sia una sospensione della dialettica politica".

 

I commenti dei lettori