E' stata applicata al decreto rave per ridurre all'osso i tempi e ed evitare che il provvedimento decadesse. La 'ghigliottina', a volte erroneamente chiamata 'tagliola', è lo strumento che consente di tagliare, appunto, i tempi di discussione di un testo all'esame del parlamento. E' stato usato per la prima volta dall'allora presidente della Camera Laura Boldrini (29 gennaio 2014) per bloccare l'ostruzionismo del Movimento 5 stelle al decreto legge Imu-Bankitalia.
Cos'è e perché è stata usata
Se al Senato esiste una regolamentazione ad hoc, alla Camera l'applicazione della 'ghigliottina' si deve ad un'interpretazione del presidente dell'Aula di Montecitorio: il leghista Lorenzo Fontana, in questo caso. Quest'ultimo ha deciso di applicare questo strumento a causa dell'ostruzionismo messo in piedi dai parlamentari dell'opposizione al decreto Rave. Obiettivo dei parlamentari di minoranza era quello di protrarre la discussione del testo fino alla sua scadenza, fissata allo scoccare della mezzanotte del 30 dicembre. Oltre 170 parlamentari di Pd, Terzo polo, M5s e Alleanza Verdi-Sinistra si erano iscritti a parlare durante l'ultimo giorno utile per l'approvazione del decreto. Così Fontana, dopo la conferenza dei capigruppo, ha deciso di saltare direttamente alla votazione del dl senza passare prima per la discussione generale. La Costituzione prevede che un decreto legge venga convertito entro 60 giorni, pena la sua decadenza.
La legittimità del provvedimento
Sebbene il taglio non sia espressamente contemplato dal regolamento di Montecitorio, secondo alcune interpretazioni (come quella dell'ex presidente della Camera Luciano Violante), la legittimità della 'ghigliottina' affonda le radici nel principio secondo cui non può essere una minoranza (l'opposizione) a decidere le sorti di un provvedimento all'esame dell'Aula. Diceva Violante: non è "accettabile in nessun sistema politico democratico che sia una minoranza a deliberare e non una maggioranza".