Forum della Natalità con Meloni e il Papa. Francesco: "Non contrapporre natalità e accoglienza". La premier attacca la maternità surrogata
di Iacopo ScaramuzziSul palco dell'Auditorium della Conciliazione. Insieme, vestiti entrambi di bianco. Un lungo applauso accoglie Papa Francesco e la premier Giorgia Meloni, ospiti della giornata conclusiva degli Stati Generali della Natalità. Uniti nell'allarme sull'"inverno demografico", sottolineature diverse. "La natalità, così come l’accoglienza, non vanno mai contrapposte perché sono due facce della stessa medaglia", afferma Bergoglio. "Vogliamo restituire agli italiani la certezza e l’orgoglio di vivere in una nazione capace di solidarietà, in grado di guardare al futuro", rimarca la presidente del consiglio.
"Adesso gli italiani hanno bisogno di risposte", ha detto Bergoglio a Meloni al momento di congedarsi a conclusione degli interventi. Prima dei discorsi, all'inizio della mattinata, il Papa e la premier hanno avuto un colloquio riservato di 12 minuti durante i quali, a quan…
Sul palco dell'Auditorium della Conciliazione. Insieme, vestiti entrambi di bianco. Un lungo applauso accoglie Papa Francesco e la premier Giorgia Meloni, ospiti della giornata conclusiva degli Stati Generali della Natalità. Uniti nell'allarme sull'"inverno demografico", sottolineature diverse. "La natalità, così come l’accoglienza, non vanno mai contrapposte perché sono due facce della stessa medaglia", afferma Bergoglio. "Vogliamo restituire agli italiani la certezza e l’orgoglio di vivere in una nazione capace di solidarietà, in grado di guardare al futuro", rimarca la presidente del consiglio.
"Adesso gli italiani hanno bisogno di risposte", ha detto Bergoglio a Meloni al momento di congedarsi a conclusione degli interventi. Prima dei discorsi, all'inizio della mattinata, il Papa e la premier hanno avuto un colloquio riservato di 12 minuti durante i quali, a quanto filtra, si è parlato solo della questione della natalità. Meloni ha avuto un colloquio di otto minuti anche con Gigi De Palo, presidente della Fondazione per la Natalità che ogni anno organizza la kermesse. Francesco e Meloni si sono ripromessi di incontrarsi nuovamente per affrontare la questione.
Francesco e la signora col cagnolino
"Ridiamo fiato ai desideri di felicità dei giovani", ha detto il Papa, che aveva partecipato alla stessa manifestazione quando, nel 2021, era premier Mario Draghi. "Ognuno di noi sperimenta qual è l’indice della propria felicità: quando ci sentiamo ripieni di qualcosa che genera speranza e riscalda l’animo, e viene spontaneo farne partecipi gli altri. Al contrario, quando siamo tristi ci difendiamo, ci chiudiamo e percepiamo tutto come una minaccia. Ecco, la natalità, così come l’accoglienza, che non vanno mai contrapposte perché sono due facce della stessa medaglia, ci rivelano quanta felicità c’è nella società. Una comunità felice sviluppa naturalmente i desideri di generare e di integrare, mentre una società infelice si riduce a una somma di individui che cercano di difendere a tutti i costi quello che hanno".
Per sottolineare la difficoltà culturale a fare figli nella attuale società, il Papa ha raccontato due aneddoti: "Due settimane fa il mio segretario attraversava la piazza e veniva una mamma col carrozzino: lui è un prete tenero, si avvicina... era un cagnolino. Quindici giorni fa all'udienza io andavo a salutare, arriva una signora, cinquantenne più o meno, come me!", ha detto suscitando le risate della sala, "saluto la signora e lei apre una borsa e dice, me lo benedice al mio bambino, un cagnolino: non ho avuto pazienza e l’ho sgridata, tanti bambini hanno fame, e lei col cagnolino!".
"Ho saputo - ha detto Francesco - che lo scorso anno l’Italia ha toccato il minimo storico di nascite: appena 393 mila nuovi nati. È un dato che rivela una grande preoccupazione per il domani. Oggi mettere al mondo dei figli viene percepito come un’impresa a carico delle famiglie. E questo, purtroppo, condiziona la mentalità delle giovani generazioni, che crescono nell’incertezza, se non nella disillusione e nella paura. Vivono un clima sociale in cui metter su famiglia si sta trasformando in uno sforzo titanico, anziché essere un valore condiviso che tutti riconoscono e sostengono. Sentirsi soli e costretti a contare esclusivamente sulle proprie forze è pericoloso: vuol dire erodere lentamente il vivere comune e rassegnarsi a esistenze solitarie, in cui ciascuno deve fare da sé. Con la conseguenza che solo i più ricchi possono permettersi, grazie alle loro risorse, maggiore libertà nello scegliere che forma dare alle proprie vite. E questo - ha sottolineato Francesco - è ingiusto, oltre che umiliante".
Bergoglio si è soffermato, in particolare, sugli impedimenti economici alla natalità, dai "condizionamenti quasi insormontabili" per le donne "costrette al bivio tra carriera e maternità", alle molte difficoltà per i giovani, "difficoltà a trovare un lavoro stabile, difficoltà a mantenerlo, case dal costo proibitivo, affitti alle stelle e salari insufficienti sono problemi reali. Sono problemi - ha detto il Papa - che interpellano la politica, perché è sotto gli occhi di tutti che il mercato libero, senza gli indispensabili correttivi, diventa selvaggio e produce situazioni e disuguaglianze sempre più gravi".
L'attacco alla maternità surrogata
Giorgia Meloni, da parte sua, ha rivendicato l'impegno del suo governo a favore di natalità e famiglia. "Vogliamo restituire agli italiani la certezza e l’orgoglio di vivere in una nazione capace di solidarietà in grado di guardare al futuro", ha detto, "nella quale le persone abbiano voglia di fare, di realizzare se stesse e aiutare chi è realmente in difficoltà, una nazione che metta da parte quella paura e quel sentimento di malinconia raccontato da un recente rapporto del Censis. La storia del popolo italiano non è fatta di malinconia, è una storia fatta di grandi imprese, di creatività, di risultati che hanno impressionato il mondo. E’ quella l’Italia che noi vogliamo incoraggiare, tornare a vedere e vivere, nella quale vogliamo tornare a essere protagonsiti: vogliamo restituire agli italiani una nazione nella quale esser padri non sia fuori moda, nella quale le madri siano un valore socialmente riconosciuto, una nazione nella quale fare figli è una scelta bellissima che non ti impedisce di fare niente e ti da tantissimo".
"Per decenni - ha detto Meloni - la cultura dominante ci ha detto il contrario, è arrivato il momento di invertire la tendenza. Vogliamo una nazione in cui non è scandaloso dire che, al di là delle legittime scelte personali, siamo nati tutti da un uomo e da una donna, che la maternità non è in vendita, che gli uteri non si affittano e i figli non si scelgono come fossero prodotti da banco".
Meloni critica l'impostazione "dirigista"
"Fin dal primo giorno il governo ha messo figli e genitori in cima all'agenda politica", ha rivendicato Meloni, "ha fatto della natalità e della famiglia la priorità assoluta della nostra azione, perché vogliamo che l'Italia torni ad avere un futuro, a sperare e credere in un futuro migliore rispetto questo presente incerto", ha proseguito Meloni ricordando la presenza di un ministero per la famiglia e le pari opportunità, incarico ricoperto da Eugenia Roccella che era presente all'auditorium.
La premier ha toccato, nel suo intervento, i temi dell'esclusione delle donne dal lavoro, delle difficoltà per i giovani di comprare casa, dei bassi salari, ricordando una serie di misure assunte dall'esecutivo su assegno unico, congedo parentale, facilitazioni per l'acquisto della prima casa, assegno di inclusione per famiglie con figli e anziani a carico, fringe benefit con priorità a chi ha figli. Ma "la nostra azione - ha rimarcato - parte da un punto fondamentale: che la natalità non dipende solo da questioni materiali: dipende da retribuzione, asili, sanità, armonizzazione fra vita e lavoro soprattutto per le donne, ma dipende anche e tanto - ha proseguito - dalla capacità che la società ha di percepirsi come vitale, di immaginare il proprio futuro, di pensarsi nei decenni a venire, guardando oltre il qui e ora: e questo a noi è mancato". Una politica da portare avanti "non con l'impostazione dirigista, e fallimentare, di chi ci ha detto che con un decreto si possono creare dal nulla posti di lavoro e ricchezza", ma seguendo il principio della "sussidiarietà", ha detto la premier suscitando gli applausi dell'auditorium. "Volete uno Stato etico? No al contrario, vogliamo uno Stato che accompagni e non diriga, vogliamo credere nelle persone, scommettere sugli italiani, sui giovani, sulla loro fame di futuro, sulla loro capacità di comprendere che il destino dipende in gran parte dalla loro volontà. Noi dobbiamo costruire le precondizioni per avere il massimo ma quel massimo - secondo Meloni - dipenderà dalla propria forza di volontà".
"Un piano Marshall per far ripartire la natalità"
Introducendo il Papa e la premier, Gigi De Palo, presidente della Fondazione per la Natalità, ha fatto appello ad una "campagna sociale, culturale, economica, politica, mediatica e sanitaria. Una sorta di pnrr italiano. Un piano Marshall per far ripartire la natalità. Un patto che ci coinvolga tutti. Quale? Arrivare a quota 500 mila nuovi nati entro il 2033".
La due giorni degli Stati Generali della Natalità, ha detto da parte sua il Papa, è un "cantiere della speranza". Speranza che, ha sottolineato, "non è, come spesso si pensa, ottimismo, non è un vago sentimento positivo sull’avvenire. Non è illusione o emozione; è una virtù concreta. E ha a che fare con scelte concrete".