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Meloni a Trudeau: "Sui diritti Lgbt agiamo come gli altri governi". Il dem Zan: "La premier mente". Il fact checking

Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi 
Le critiche all'esecutivo italiano dal primo ministro canadese al G7 di Hiroshima. Il deputato Pd sulla risposta della premier: "La circolare di Piantedosi sulla trascrizione all'anagrafe dei figli di tutte le famiglie arcobaleno è una precisa scelta politica". Ecco perché
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Critiche nel primo bilaterale di oggi. È iniziata così la giornata di Giorgia Meloni al G7 di Hiroshima. Il primo ministro canadese Justin Trudeau, durante il faccia a faccia, si è detto "preoccupato per le posizioni dell'Italia sui diritti Lgbt", come riportano i media canadesi presenti all'incontro. La premier ha replicato provando a chiudere il discorso: "Il governo sta seguendo le decisioni dei tribunali e non si sta discostando dalle precedenti amministrazioni". In altre parole: agiamo come gli altri governi. Ma così non è. "È una precisa scelta politica di questo esecutivo, in piena rottura con quanto avveniva con i governi Conte II e Draghi", dice il deputato del Pd, Alessandro Zan. Ecco perché.

Trascrizioni per i figli delle coppie gay

Il primo punto per cui l'esecutivo Meloni non sta procedendo come il precedente, ad esempo, è sulla registrazione dei figli delle famiglie arcob…

Critiche nel primo bilaterale di oggi. È iniziata così la giornata di Giorgia Meloni al G7 di Hiroshima. Il primo ministro canadese Justin Trudeau, durante il faccia a faccia, si è detto "preoccupato per le posizioni dell'Italia sui diritti Lgbt", come riportano i media canadesi presenti all'incontro. La premier ha replicato provando a chiudere il discorso: "Il governo sta seguendo le decisioni dei tribunali e non si sta discostando dalle precedenti amministrazioni". In altre parole: agiamo come gli altri governi. Ma così non è. "È una precisa scelta politica di questo esecutivo, in piena rottura con quanto avveniva con i governi Conte II e Draghi", dice il deputato del Pd, Alessandro Zan. Ecco perché.

Trascrizioni per i figli delle coppie gay

Il primo punto per cui l'esecutivo Meloni non sta procedendo come il precedente, ad esempo, è sulla registrazione dei figli delle famiglie arcobaleno all'anagrafe. Il governo di destra ha bloccato la trascrizione. La nuova offensiva contro i diritti c'è stata lo scorso marzo. Al Senato la commissione Politiche europee ha approvato la risoluzione di maggioranza (11 voti favorevoli e 7 contrari delle opposizioni), presentata da FdI, sulla proposta di regolamento Ue sul riconoscimento dei figli anche da genitori dello stesso sesso, in vista di un certificato europeo di filiazione. La quarta commissione, presieduta dall'esponente del partito di Meloni, Giulio Terzi di Sant'Agata, ha invece precluso le risoluzioni presentate da Pd, M5S e Terzo Polo. La risoluzione approvata è contraria alla indicazione Ue.

Milano all'avanguardia in Italia sulle trascrizioni di bimbi e bimbe nati da coppie omogenitoriali, così come altri Comuni italiani, è stata costretta ad attenersi a quanto stabilito. Il sindaco Beppe Sala ha dovuto così fare un passo indietro rispetto a quanto deciso negli anni scorsi in assenza di una legislazione sul tema. Una scelta obbligata per adempiere ad una circolare della prefettura, cioè di fatto del ministero dell'Interno.

E qui si arriva al punto cruciale. Il diktat del governo parte dal Viminale, ossia dal ministro Matteo Piantedosi. Che rispondendo al Question Time in Aula alla Camera nei mesi scorsi spiegava: "In Italia la formazione di atti di nascita recanti l'indicazione di genitori dello stesso sesso e il riconoscimento della filiazione da parte di altro genitore avente lo stesso sesso della madre partoriente non sono consentiti dalla normativa vigente e tale preclusione è ampiamente suffragata da consolidata giurisprudenza. Allo stesso modo è esclusa "la trascrizione di atti di nascita formati all'estero riconducibili alla fattispecie della maternità surrogata, attestanti il riconoscimento di filiazione nei confronti del cosiddetto genitore d'intenzione, in assenza di un legame biologico tra lo stesso e il minore".

Un'imposizione che però non è mai arrivata nel precedente governo Draghi, dalla ministra Luciana Lamorgese. La misura invece decisa dal governo Meloni riguarda decine di migliaia di famiglie in Italia: a non poter essere più trascritti sono i figli di due padri che hanno fatto ricorso all'estero (dove è consentito) alla gestazione per altri (detta anche maternità surrogata) e di due madri che si sono affidate alla procreazione medicalmente assistita (ovvero la fecondazione eterologa che per le copie omosessuali si può fare solo all'estero) e che hanno partorito in Italia. Lo stop non riguarda invece i figli di due madri partoriti all'estero.

Zan: "Meloni mente"

"Trudeau ha espresso preoccupazione a Meloni per la situazione dei diritti lgbtqia+ in Italia. Meloni farebbe bene a ricordare che al G7 non c'è Orban, non c'è Duda, ci sono i leader del mondo occidentale dove i diritti sono patrimonio comune. Quella fuori posto è solo lei  - commenta il deputato del Pd, Alessandro Zan - Ma oltre alla figuraccia internazionale, la presidente del Consiglio ha mentito spudoratamente al premier Canadese e alla stampa: la circolare di Piantedosi con cui si vieta ai prefetti la trascrizione all'anagrafe dei figli di tutte le famiglie arcobaleno (anche quelle composte da due madri, non solo da due padri) è una precisa scelta politica di questo esecutivo, in piena rottura con quanto avveniva con i governi Conte II e Draghi, quando al vertice del Viminale c'era Luciana Lamorgese - continua Zan - Non solo, la vergognosa chiusura della ministra Roccella ai sindaci che chiedevano di incontrarla per dare risposte a quelle famiglie che d'un tratto vengono cancellate dalle impugnazioni delle procure per effetto della circolare dimostra tutta la malafede e l'intento persecutorio dell'esecutivo, che utilizza dei bambini per colpire i genitori dello stesso sesso". Per il deputato dem, quindi, "il governo Meloni non sta agendo in linea con i precedenti governi, e la premier non ha nemmeno avuto il coraggio, in quella sede internazionale dove i diritti sono considerati patrimonio di tutti, di assumersi la responsabilità politica e istituzionale delle sue azioni. Una vergogna e un'umiliazione per l'Italia, che lei purtroppo rappresenta".

Maternità surrogata

Ma torniamo alla maternità surrogata. In questi mesi il tema ha animato il dibattito politico con dischiarazioni di esponenti della maggioranza che hanno fatto discutere, come quella della ministra Eugenia Roccella ("Ha connotazioni razziste" e "apre a un mercato di bambini" e per questo, dunque, "bisogna renderla un reato universale") a quelle del vice presidente della Camera Fabio Rampelli di FdI, secondo cui le coppie che chiedono la trascrizione all'anagrafe di bimbi nati da maternità surrogata "spacciano quei bambini per propri figli".

Parole che con ogni probabilità il primo ministro canadese Trudeau avrà trovato incredibili, visto che in Canada la maternità surrogata è una pratica legale dal 2007. Non solo. Non è prevista retribuzione per le donne che danno il proprio ok. È quindi possibile accedervi solo in forma altruistica, senza che dietro vi sia un compenso economico.

Le decisioni dei tribunali

La richiesta del ministero dell'Interno al Comune di Milano di non registrare all'anagrafe figli di coppie omogenitoriali poggia su una sentenza della Cassazione, del 30 dicembre scorso. Non si tratta di una sentenza "contro" le coppie omogenitoriali, ma in generale contro il ricorso alla maternità surrogata perché stabilisce che soltanto il padre biologico (che ha donato il seme in una maternità surrogata), può essere registrato all'anagrafe come genitore.

I supremi giudici, citando una sentenza della Consulta, offrono la strada dell'adozione in attesa che la "politica". La Corte chiama in causa "il legislatore perché la decisione sulla direzione di marcia, in un terreno denso di implicazioni etiche, antropologiche, sociali, prima ancora che giuridiche, non può essere devoluta alla giurisprudenza. Per le riforme, occorre la discussione in sede politica, affidando al confronto democratico, e per esso all’intera comunità, scelte di così rilevante significato". In sostanza: i giudici della Cassazione affermano che in base alle leggi in vigore dunque non si possa trascrivere il figlio di due padri, ma quegli stessi giudici aggiungono che c'è un vuoto normativo sul tema che andrebbe colmato e il governo di Meloni quel vuoto non sembra avere alcuna intenzione di colmarlo.