Politica

Meloni sconfessa Nordio: “Il concorso esterno? Mi concentrerei su altre priorità”. E il Guardasigilli si allinea: “Mai stato in programma di governo”

La premier dal parco archeologico di Pompei: “Non sono mai mancata alle commemorazioni della strage di via D’Amelio e non mancherò”

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POMPEI – “Mi concentrerei su altre priorità”: la premier Giorgia Meloni frena decisamente sulla proposta di revisione dell’ipotesi di concorso esterno in associazione mafiosa: “Comprendo benissimo - dice la presidente del Consiglio - sia le valutazioni del ministro Nordio che sono sempre molto precise, sia le critiche che possono arrivare. Mi concentrerei attualmente su altre priorità”. E il ministro della Giustizia è costretto ad allinearsi: “Sono in piena sintonia con la premier, il concorso esterno non è nel programma di governo”.

È la prima volta che Meloni parla apertamente del caso che sta agitando la maggioranza e ha suscitato critiche nel fronte antimafia. Era stato il sottosegretario Alfredo Mantovano a prendere le distanze dalla posizione espressa dal Guardasigilli Carlo Nordio e fortemente osteggiata dalla magistratura.

Polemiche che stanno animando la vigilia del trentunesimo anniversario della strage di via D’Amelio a Palermo, nella quale morirono il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta. Meloni non si sottrae alle domande su questo tema, nel corso della visita agli Scavi di Pompei. “Non sono mai mancata alle commemorazioni della strage di via D’Amelio e non mancherò neanche stavolta. Molti sanno come ho cominciato a fare politica e io me lo ricordo bene”.

Nordio: “Piena sintonia con Meloni”

Le parole di Meloni da Pompei costringono Nordio al dietrofront. "Con la premier siamo e siamo sempre stati in perfetta sintonia – dice il Guardasigilli - Il problema del concorso esterno è stato da me trattato nei miei scritti di questi ultimi venti anni, è essenzialmente tecnico, e mira semmai a rafforzare la lotta contro la criminalità organizzata. Ma la sua revisione non fa parte del programma di governo, ed infatti non è stata da me nemmeno prospettata nel discorso alle Camere all'inizio del mio mandato”. Quindi, conclude Nordio attaccando la stampa, “le ricostruzioni fantasiose e talvolta maligne su nostri ipotetici dissidi sono vani tentativi di minare la nostra risolutezza nel portare a compimento le riforme sulla giustizia, secondo il mandato ricevuti dagli elettori, e sulle quali non vacilleremo e non esiteremo".

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