Prosegue il pressing del centrodestra per il via libera alle riforme dell’Autonomia differenziata regionale e dell’elezione diretta del presidente del Consiglio. Al Senato la maggioranza presenta e approva un ordine del giorno alla mozione sull'Autonomia di Alleanza verdi e sinistra, che chiede tempi rapidi per l’approvazione al ddl sull'Autonomia e per quello sul presidenzialismo. L’odg “impegna il Senato ad approvare il ddl Calderoli in tempi rapidi, tenendo conto delle indicazioni e delle proposte di modifica condivise nel corso dell'esame in commissione, in coerenza con quanto indicato nel programma di governo", inclusa "la modifica costituzionale volta a realizzare la massima forma di democrazia attraverso l'espressione diretta della volontà popolare". Un provvedimento che suscita le proteste delle opposizioni che parlano di "scambio politico", un mercimonio fra FdI e Lega.
Ma il ministro leghista Roberto Calderoli risponde alle accuse: "L'esito del voto sulla mozione presentata da alcuni gruppi di opposizione in tema di autonomia differenziata, e relativi ordini del giorno, è stato chiaro. Lo dico senza alcun intento polemico ma, al contrario, auspicando che da oggi in avanti il confronto possa proseguire sui contenuti e non a colpi di slogan. Ben venga un dibattito serio, senza ideologie ma di sostanza; è ciò che sostengo fin dall'inizio e lo ripeterò sempre. L'autonomia – conclude - è una sfida che può essere uno stimolo per il rilancio dei territori nel segno di responsabilità, trasparenza e buona amministrazione. Confido che da oggi si tracci una linea per andare oltre le polemiche, che non fanno bene a nessuno".
Il Pd: “Un’altra occasione perduta da parte della maggioranza”
A creare nervosismo nell’Aula di Palazzo Madama è stato prima di tutto il fatto che non fosse prevista la presentazione di ordini del giorno durante l'esame (senza discussione generale) delle mozioni, ma è soprattutto il merito della proposta a firma dei quattro capigruppo della maggioranza che ha fatto infuriare le opposizioni, portando così alla sospensione, per due volte, della seduta. "Spiace far notare all'Aula che il confronto comune su temi tutti rilevanti si stia trasformando in un'altra occasione perduta”, attacca Francesco Boccia, capogruppo del Pd al Senato. “A Calderoli dico che non è un caso se 6 mozioni su 9 potrebbero uscire da quest'aula a larga maggioranza, perché si tratta di temi condivisi che interessano gli italiani. Che un ministro smonti una sola mozione pezzo per pezzo provando a rifare quello che aveva già fatto in commissione Affari costituzionali e che in sostanza significa 'alla fine decido io, perché questo è il programma di governo', rischia far saltare i nostri accordi e anche i rapporti tra maggioranza e opposizioni”.
M5S: “Un mercimonio politico tra Meloni e Salvini”
Protesta anche il Movimento 5 Stelle. "Oggi la maggioranza ha certificato nero su bianco il baratto tra il vecchio progetto Spacca-Italia della Lega Nord e le velleitaà presidenzialiste di Fratelli d'Italia", le parole di Alessandra Maiorino, capogruppo dei pentastellati in Senato. “La maggioranza – chiosa – mostra tutta la sua fragilità sentendo la necessità di mettere per iscritto come davanti a un notaio questo scambio, evidentemente perché non si fidano l'uno dell'altro. Ciascuno mira a portare a casa il proprio bottino calpestando le prerogative del Parlamento e infischiandosene del bene del Paese. Questo è il quadro desolante che ci troviamo a fronteggiare, davanti al quale il Movimento 5 stelle chiede il ritiro immediato del vergognoso odg che certifica questo vergognoso mercimonio orchestrato da Salvini e Meloni", aggiunge.
Le altre opposizioni
E Giuseppe De Cristofaro, capogruppo di Avs in Senato e presidente del gruppo Misto a Palazzo Madama, polemizza: "Oggi in Aula è emerso chiaro e tondo che tra la Lega e Fratelli d'Italia c'è un patto, uno scambio tra Autonomia differenziata e premierato. L'odg presentato dai capigruppo di maggioranza mette nero su bianco il patto: FdI ha dubbi sull'Autonomia e la Lega sul premierato e allora via allo scambio. A te la divisione dell'Italia e a me il voto o l'elezione diretta del presidente del consiglio.”. Poi conclude: “Due rilevantissime questioni per il Paese, vengono trattate neanche fossimo al mercato delle vacche. La discussione di oggi almeno ha il pregio di squarciare il velo dell'ipocrisia della maggioranza".
Enrico Borghi, capogruppo di Azione-Iv, ironizza: "Con questo odg alla mozione sull'Autonomia è evidente la difficoltà interna alla maggioranza. Hanno presentato in modo irrituale l'ordine del giorno, che tradisce come all'interno della maggioranza ci sono equilibri precari". E sottolinea: “Vorrei ricordare agli esponenti della destra italiana, facendo una battuta, che il 25 luglio nella storia non è un giorno giusto per presentare un ordine del giorno", conclude Borghi facendo riferimento alla stessa data di ottant'anni fa quando il Gran Consiglio del Fascismo, massimo organo collegiale del regime, si riunì e votò l'ordine del giorno presentato dal ministro Dino Grandi, che prevedeva la sfiducia a Benito Mussolini”.