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Il salario minimo slitta a settembre. Schlein: pronta a incontrare Meloni

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Oggi la legge approda nell’Aula di Montecitorio, Fratelli d’Italia propone la sospensiva: si vota la prossima settimana. La segretaria dem: disponibile ma nulla in agenda. Urso: “Non abbiamo pregiudizi a un confronto in Parlamento”
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ROMA – Elly Schlein fa sapere che per ora non ci sono incontri fissati con la premier Giorgia Meloni sul salario minimo. Carlo Calenda, il leader di Azione, è sicuro che ci saranno nella prossima settimana e la segretaria del Pd dice di essere, e di restare, disponibile a discutere anche subito. Ma per le opposizioni è già una vittoria avere bloccato la soppressione della legge che vuole garantire 9 euro l’ora di salario minimo legale: l’emendamento soppressivo della destra è stato infatti congelato.

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E oggi il salario minimo approda nell’aula di Montecitorio. La maggioranza ne chiederà lo slittamento dopo il 25 settembre, intanto preparerà un testo alternativo. Walter Rizzetto, il presidente della commissione Lavoro, di Fratelli d’Italia, proporrà la “sospensiva”. Non sarà però votata stamani, ma martedì o mercoledì prossimo, perché questo prevede il regolamento della Camera. Quindi la prima resa dei conti è spostata alla prossima setti…

ROMA – Elly Schlein fa sapere che per ora non ci sono incontri fissati con la premier Giorgia Meloni sul salario minimo. Carlo Calenda, il leader di Azione, è sicuro che ci saranno nella prossima settimana e la segretaria del Pd dice di essere, e di restare, disponibile a discutere anche subito. Ma per le opposizioni è già una vittoria avere bloccato la soppressione della legge che vuole garantire 9 euro l’ora di salario minimo legale: l’emendamento soppressivo della destra è stato infatti congelato.

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E oggi il salario minimo approda nell’aula di Montecitorio. La maggioranza ne chiederà lo slittamento dopo il 25 settembre, intanto preparerà un testo alternativo. Walter Rizzetto, il presidente della commissione Lavoro, di Fratelli d’Italia, proporrà la “sospensiva”. Non sarà però votata stamani, ma martedì o mercoledì prossimo, perché questo prevede il regolamento della Camera. Quindi la prima resa dei conti è spostata alla prossima settimana, mentre oggi sarà il giorno i cui si scaldano i motori. Giuseppe Conte, il leader dei 5Stelle, è scettico sulla buonafede della destra e al Tg1 dice: “Finora quello della maggioranza è stato un finto dialogo, perché dicono che è un slogan e poi aprono ad un confronto. Ma noi lo stiamo facendo da quattro mesi in commissione Lavoro e non c’è stata alcuna proposta della maggioranza. Vogliamo dare risposte a 4 milioni di lavoratori che si spaccano la schiena per 3 o 4 euro l’ora. Questa proposta valorizza la contrattazione collettiva e scaccia via i contratti pirata”.

Pd, M5Stelle, +Europa, Verdi-Sinistra non voteranno il rinvio a settembre del salario minimo. “La sospensiva è una forzatura, la sconfitta della destra sta nel fatto che ha dovuto inseguirci”, commenta il dem Arturo Scotto, per il quale Meloni è stata costretta a prendere atto dell’impopolarità di una posizione di chiusura sul salario minimo, mentre è urgente dare risposte ai lavoratori poveri. Da Azione di Calenda insistono sul dialogo, ma mettono a loro volta paletti. Matteo Richetti osserva: “Ora che si apre il dialogo, chiediamo di sapere al più presto le intenzioni del governo. La proposta di Tajani è la posizione della maggioranza o quella di Forza Italia? Il governo intende fare una proposta che non fissa però alcun importo minimo? Se da un lato il dialogo tra maggioranza e opposizione apre alla possibilità di un risultato concreto, dall’altro serve chiarire tutte le posizioni”.

E arriverà stamani anche il parere della commissione Bilancio sul testo delle opposizioni: Rizzetto immagina sia negativo, dal momento “che manca la copertura”. Per la dem Maria Cecilia Guerra, che ha materialmente contribuito a scrivere la legge, non c’è affatto questo problema. I grillini puntano il dito sulla difficoltà della maggioranza. “Il fatto che l’emendamento soppressivo di FdI non sia stato votato è una vittoria non solo per noi, ma soprattutto per i cittadini, che vedono la possibilità che questa legge possa essere approvata. Dobbiamo decidere una volta per tutte cos’è lavoro e cosa è sfruttamento”, denuncia la capogruppo 5S in commissione Lavoro, Valentina Barzotti a Radio Popolare. Boccia lo slittamento a settembre che serve “anche per prendere tempo e formulare una proposta”, ma la destra è divisa e “la nostra battaglia non si ferma”. Il Pd ne farà una mobilitazione nel Paese, a partire dalle Feste dell’Unità.

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