Politica

Meloni, dal G20 nuovo attacco a Gentiloni: “Su Ita curioso stallo, serve una sua risposta". La replica dell'Ue: "Ancora nessuna notifica sull'accordo con Lufthansa"

La premier in conferenza stampa da New Delhi: “L’uscita dalla Via della Seta non compromette i rapporti con la Cina”. Conte: “Dice che andrà a Pechino quando avrà più elementi? Ma è un anno che sta a Chigi”

L'ascolto è riservato agli abbonati premium

3 minuti di lettura

NUOVA DELHI - L’uscita dalla Via della Seta “non compromette i rapporti con la Cina”. Ma lo scenario resta difficile. E l’Italia cerca di capire come “continuare a garantire un partenariato che può essere vantaggioso per entrambi”. Volto disteso, camicetta bianca con una trama floreale, Giorgia Meloni si presenta alla conferenza stampa finale del G20 per sottolineare il ruolo del nostro Paese nel summit dei Grandi, che nel parere della premier è stato importante “soprattutto per la presenza dell’Africa al centro dell’agenda” e dà un giudizio positivo sulla dichiarazione finale che nella parte sulla guerra ha suscitato l’irritazione dell’Ucraina. “Bisogna tener conto del contesto: in altre occasioni non si è giunti neppure a conclusioni condivise”.
Ma, soprattutto, la premier non si esime dal rispondere ai temi di più stretta attualità. L’uscita dal memorandum sulla via della Seta. Ma anche l’attacco all’Europa che chiama in causa, ancora un volta, il commissario italiano Paolo Gentiloni. Stavolta sull’accordo Ita-Lufthansa.

Il commiato soft

Meloni conferma di aver parlato, nel bilaterale con il premier cinese Li Qiang, della decisione di disdire l’accordo sulla Via della Seta. La Belt and road initiative, dice la premier, non è “l'unico elemento” nelle relazioni tra Roma e Pechino. "Tanto l'Italia quanto la Cina sono consapevoli dell'importanza di mantenere e rafforzare le relazioni. Nella maggior parte dei casi in politica internazionale il pragmatismo ha la meglio, confido che anche stavolta andrà così", dice Meloni. Che aggiunge: “Molti paesi non hanno mai aderito al progetto Nuova via della Seta e hanno "comunque sempre avuto ottimi rapporti" con la Cina. In ogni caso,

Meloni non si recherà per ora in visita a Pechino. Tutto congelato: “Credo che abbia più senso andare quando avremo maggiori elementi su come andare avanti". Né, ovviamente, la prima ministra potrà partecipare al forum che, a ottobre, si terrò in Cina per il decimo anniversario della Belt and road Initiative: “Il governo italiano è stato invitato, ma non ne abbiamo parlato con il primo ministro cinese". In realtà, la strategia del nostro Paese è già definita. E passa da un’occasione di sviluppo, e di crescita economica, che vede l’egida di Washington e bypassa la Cina: "Con India, Usa, Ue, Francia, Germania, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti – ricorda Meloni - abbiamo lanciato iun grande progetto di corridoio economico fra India, Medio oriente e Unione europea. Una rete di collegamenti marittimi e ferroviari che consentirà di liberare un enorme potenziale per il nostro commercio e le nostre imprese, e anche questo progetto fa parte di un significativo protagonismo italiano”. L’ex premier Giuseppe Conte la pungola: “Meloni dice che andrà a Pechino quando avrà più elementi? Ma è un anno che sta a Chigi… Quando feci quell'accordo – dice Conte - ebbi un colloquio con Trump in cui lui si doleva per questo accordo. Ma io gli risposi che difendevo gli interessi dell'Italia. Il 20% degli interessi economici è lì in Cina".

Lo scontro con Gentiloni

"È curioso che la Commissione Ue blocchi la soluzione al problema Ita", afferma Meloni. La premier afferma che Bruxelles "ci ha chiesto per anni di trovare una soluzione, quando la troviamo la blocca. Su questo vorremmo una risposta e la questione è stata sottoposta al commissario Gentiloni dal ministro Giorgetti". Una nuova puntura di spillo per Gentiloni, già al centro di critiche da parte di Chigi per non dare “un occhio italiano” a questioni come il patto di stabilità, il Pnrr e la manovra. Il dossier Ita-Lufthansa è stato affrontato a Delhi nell'incontro fra Giorgetti e il ministro delle Finanze tedesco Christian Lindner ma il Mef fa sapere che il dossier "ancora non ha ricevuto il via libera della concorrenza europea, atto necessario per concretizzare l'accordo già firmato da alcuni mesi". Ma la vicenda assurge a scontro internazionale. Perché la Commissione europea, tramite un portavoce dell’esecutivo, informa di "non ha ancora ricevuto alcuna notifica dell’operazione" sull'accordo tra Ita e Lufthansa, ricordando che "spetta alle parti" farlo. Fonti del Mef precisano che “la notifica dell'accordo per la cessione di una quota di minoranza di Ita a Lufthansa alla commissione europea per la concorrenza viene accettata, da prassi, solo al termine di un'istruttoria che la stessa commissione sta portando avanti molto minuziosamente nell'ambito di una fase di pre notifica già avviata. La risposta dell'esecutivo comunitario affidata a un portavoce è positiva perché rappresenta il presupposto di un iter che sarà molto veloce. Come Mef ci siamo già attivati per ottenere un incontro in tempi brevi con il commissario supplente Reynders”. Dalla Commissione quindi ricordano che il tema non è di competenza di Gentiloni ma di un altro commissario.

Pressing per Franco alla Bei

Meloni, negli incontri con gli altri leader europei, conferma di aver promosso la candidatura dell’ex ministro draghiano, Daniele Franco, al vertice della Banca europea per gli investimenti: “Sul tema delle nomine della Bei, noi abbiamo candidato una figura tecnica, riconosciuta da tutti, non abbiamo fatto una scelta politica. Leggo nel dibattito scelte che potrebbero essere politiche, e secondo me potrebbe essere un errore, penso che se noi dovessimo sottomettere le massime istituzioni finanziarie ed europee a scelte di partito, mineremmo la terzietà di queste istituzioni. Bisogna essere molto prudenti, in ogni caso non mi pare che la decisione arriverà immediatamente". Una frase che cela una critica alla Spagna e a un asse imperniato sui socialisti, lo stesso che governa in Europa, che sostiene la designazione di Nadia Calviño, ministra nell’esecutivo di Pedro Sanchez.
Dalla Cina ai rapporti critici con l’Europa: Meloni l’equilibrista chiude il suo G20 con tanti fronti aperti. E con queste incognite si imbarca per Roma: tappa intermedia il Qatar, dove la premier incontrerà stasera lo sceicco al-Thani.
 

I commenti dei lettori