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Il gelido saluto di Meloni a Gentiloni con la scusa del protocollo. Giorgetti lo incalza su Ita. E chiede a Lindner appoggio per Franco alla Bei

La premier Meloni al G20 in India. Dietro di lei Paolo Gentiloni

 (afp)
Il commissario europeo non commenta gli attacchi ricevuti mentre Palazzo Chigi conferma tutta la distanza
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NEW DELHI — C’è un’immagine che rimbalza dal vertice dei Grandi e che è quasi una beffa: Giorgia Meloni, al tavolo del G20, parla (in inglese) dell’intesa che lancia il corridoio India-Golfo-Europa. Seduto, dietro di lei, ad ascoltare compìto c’è Paolo Gentiloni, il commissario europeo finito nel mirino del governo perché difenderebbe poco gli interessi dell’Italia. Solo un flash, davanti all’enorme platea del summit, che immortala i due litiganti. 

Gentiloni, in realtà, non commenta gli attacchi ricevuti mentre Palazzo Chigi conferma tutta la distanza. Anzi, il gelo. Fa sapere che Meloni si è limitata a un saluto al commissario per gli affari economici e monetari ma nega qualsiasi colloquio. Che in effetti, fino a sera, quando la presidente del Consiglio va alla cena di gala con i leader degli altri Paesi, non risulta avvenuto. La presenza contemporanea al vertice indiano, insomma, non ha favorito finora una schiarita. Meloni rimane ferma nella sua convinzione, espress…

NEW DELHI — C’è un’immagine che rimbalza dal vertice dei Grandi e che è quasi una beffa: Giorgia Meloni, al tavolo del G20, parla (in inglese) dell’intesa che lancia il corridoio India-Golfo-Europa. Seduto, dietro di lei, ad ascoltare compìto c’è Paolo Gentiloni, il commissario europeo finito nel mirino del governo perché difenderebbe poco gli interessi dell’Italia. Solo un flash, davanti all’enorme platea del summit, che immortala i due litiganti. 

Gentiloni, in realtà, non commenta gli attacchi ricevuti mentre Palazzo Chigi conferma tutta la distanza. Anzi, il gelo. Fa sapere che Meloni si è limitata a un saluto al commissario per gli affari economici e monetari ma nega qualsiasi colloquio. Che in effetti, fino a sera, quando la presidente del Consiglio va alla cena di gala con i leader degli altri Paesi, non risulta avvenuto. La presenza contemporanea al vertice indiano, insomma, non ha favorito finora una schiarita. Meloni rimane ferma nella sua convinzione, espressa prima di partire per l’India: «Da quando ogni nazione ha il suo commissario accade che tengano un occhio di riguardo verso la nazione che rappresentano. Penso che sia normale e giusto e sarei contenta se accadesse di più per l’Italia». Nel mirino la scarsa attenzione che Gentiloni riserverebbe alle trattative sul Patto ma anche sulla manovra e sul Pnrr. E ieri, sulla stessa linea, sono arrivati gli attacchi di altri ministri di FdI come Adolfo Urso e Luca Ciriani. Fonti della presidenza del Consiglio, negando un pizzico di malizia, fanno notare che la premier si rapporta, nel corso del G20, con i suoi omologhi: «E Gentiloni non lo è».

Il commissario, di certo, si è fermato a parlare per una ventina di minuti con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Solo qualche battuta, si apprende, sulle critiche di Meloni (e di Matteo Salvini). Giorgetti, a differenza dei suoi colleghi, non si esprime sulle polemiche di questi giorni. Ma a Gentiloni, il ministro leghista, ha posto un altro problema che chiama in causa la commissione. Il mancato via libera all’accordo fra Ita e Lufthansa: la compagnia aerea tedesca comprerà il 41 per cento delle quote della società italiana. Il sì atteso è quello della Concorrenza, che non arriva: la commissaria, la danese Margrethe Vestager, ha lasciato temporaneamente l’incarico per candidarsi alla presidenza della Bei.

Gentiloni non ha una competenza diretta sulla questione ma da via XX settembre si auspica che ci sia un «occhio italiano sulla questione». Seppur con toni più garbati, è una nuova puntura di spillo, una ulteriore spina per l’ex presidente di un governo di centrosinistra, espressione di un esecutivo europeo di colore diverso da quello che oggi c’è in Italia. Il gelo continua, anche nella cappa d’afa di Nuova Delhi.

Sul fronte della Bei, intanto, Giorgetti cerca l’appoggio della Germania. Il ministro dell’Economia italiano ha incontrato il ministro delle Finanze tedesco Christian Lindner e ha chiesto il sostegno per la candidatura alla Bei di Daniele Franco, “un tecnico preparato, libero da influenze politiche”. 

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