Meloni, la gag sul fascismo non cancella i richiami al passato di FdI
di Paolo BerizziVolendo giudicarla solo dal punto di vista della performance scenica — terreno sul quale Giorgia Meloni ha dato prova di sapersi muovere egregiamente — la gag sul saluto romano sarebbe quasi divertente. Alza un braccio, anzi no, meglio l’altro.
Peccato che lo sketch preveda, da parte dell’autrice, l’evidente indisponibilità a considerare come minimo due aspetti. Il primo. Ironizzare sul fascismo è sempre una scelta azzardata. A maggior ragione se guidi un partito che di quella tradizione è discendente a partire dal simbolo (fiamma e silhouette della bara di Mussolini). E che appena 4 anni fa celebrava con una cena a tema la marcia su Roma, che del fascismo fu il primordio. Anche ammesso che sia un guizzo felice fare umorismo su un regime di cui Meloni, a differenza di Gianfranco Fini, nel 2004 disse “non fu il male assoluto", la premier pare dimenticarsi di un dettaglio: ed è il secondo aspetto. Come lei sa bene il partito di cui è leader è pieno di fascisti che il saluto romano lo fa…
Volendo giudicarla solo dal punto di vista della performance scenica — terreno sul quale Giorgia Meloni ha dato prova di sapersi muovere egregiamente — la gag sul saluto romano sarebbe quasi divertente. Alza un braccio, anzi no, meglio l’altro.
Peccato che lo sketch preveda, da parte dell’autrice, l’evidente indisponibilità a considerare come minimo due aspetti. Il primo. Ironizzare sul fascismo è sempre una scelta azzardata. A maggior ragione se guidi un partito che di quella tradizione è discendente a partire dal simbolo (fiamma e silhouette della bara di Mussolini). E che appena 4 anni fa celebrava con una cena a tema la marcia su Roma, che del fascismo fu il primordio. Anche ammesso che sia un guizzo felice fare umorismo su un regime di cui Meloni, a differenza di Gianfranco Fini, nel 2004 disse “non fu il male assoluto", la premier pare dimenticarsi di un dettaglio: ed è il secondo aspetto. Come lei sa bene il partito di cui è leader è pieno di fascisti che il saluto romano lo fanno non per ridere. Nessuno di loro è mai stato cacciato da Meloni. Il cofondatore di FdI e presidente del Senato Ignazio La Russa, nel 2017, distese il braccio addirittura in parlamento. E dunque: se la premier pensa che scherzare sul fascismo basti a risolvere quel problemino che ha in casa, è in altissimo mare. La sua gag sembra uno zigulì usato come farmaco per curare la malattia.