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Ricci: “Asilo ai migranti che fuggono per fame, noi sindaci di centrosinistra pronti a lanciare la petizione”

Matteo Ricci

 
Il primo cittadino dem di Pesaro raccoglie l’idea lanciata dal presidente emerito della Consulta Giuliano Amato nella sua intervista a Repubblica “Ha ragione, chi arriva nelle città rischia di diventare un fantasma: per noi. una vera emergenza. Questo è il nostro grido di dolore”
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“Nelle città i migranti rischiano di diventare fantasmi, senza documenti e senza diritti. Noi sindaci del centrosinistra lanceremo una petizione affinché il diritto d’asilo sia esteso anche a chi scappa per fame e povertà come propone Giuliano Amato”. Matteo Ricci, sindaco dem di Pesaro e presidente di Ali (l’associazione delle autonomie locali), ricorda i nonni emigrati in Belgio. La lampada che usava il nonno minatore la tiene in ufficio, per non dimenticare. E la petizione sui migranti sarà lanciata al Festival delle città, che si terrà a Roma da domani a giovedì, e che quest’anno riprende il motto di don Milani “Sortirne insieme”.

Sindaco Ricci, il governo Meloni tenta una stretta sui migranti, con norme che il tribunale di Catania ha bocciato. Ma l’accoglienza viene scaricata sulle città?

“Non si possono fare campi di concentramento in Italia: questo dice la sentenza. Tenere le persone 18 mesi chiuse in una struttura è umanamente inaccettabile. È una politica sbagliata. La paura …

“Nelle città i migranti rischiano di diventare fantasmi, senza documenti e senza diritti. Noi sindaci del centrosinistra lanceremo una petizione affinché il diritto d’asilo sia esteso anche a chi scappa per fame e povertà come propone Giuliano Amato”. Matteo Ricci, sindaco dem di Pesaro e presidente di Ali (l’associazione delle autonomie locali), ricorda i nonni emigrati in Belgio. La lampada che usava il nonno minatore la tiene in ufficio, per non dimenticare. E la petizione sui migranti sarà lanciata al Festival delle città, che si terrà a Roma da domani a giovedì, e che quest’anno riprende il motto di don Milani “Sortirne insieme”.

Sindaco Ricci, il governo Meloni tenta una stretta sui migranti, con norme che il tribunale di Catania ha bocciato. Ma l’accoglienza viene scaricata sulle città?

“Non si possono fare campi di concentramento in Italia: questo dice la sentenza. Tenere le persone 18 mesi chiuse in una struttura è umanamente inaccettabile. È una politica sbagliata. La paura dei sindaci è di avere fantasmi nelle città, persone senza diritti né documenti, senza possibilità di integrarsi e cercare lavoro. Questo è il grido di dolore e l’emergenza per noi primi cittadini, perché è la condizione peggiore per i migranti e per chi deve governare le città: indebolisce la convivenza tra le persone”.

Il presidente emerito della Consulta, Giuliano Amato in una intervista a Repubblica ha proposto: non si accolgano solo i perseguitati dai regimi ma anche chi scappa da povertà e fame.

“Sono d’accordo. E lanceremo una petizione per estendere il diritto d’asilo a chi fugge da carestie, da povertà, da emergenze climatiche proprio al Festival delle città. Siamo di fronte a fenomeni strutturali a cui occorre dare una risposta strutturale, ad esempio con flussi regolari e legali. Solo in questo modo riduci le partenze di clandestini nei viaggi della speranza e non ci sono fantasmi ma persone con diritti, che possono costruirsi una vita e integrarsi nella società europea”.

I sindaci sono soli ad affrontare l’emergenza umanitaria?

“Noi sindaci ci battiamo per l’accoglienza diffusa. Abbiamo trovato il criterio di 3 migranti ogni mille abitanti. Un criterio che riteniamo efficace, che evita tensioni con le comuntà locali, poiché se il numero di migranti è troppo elevato per una comunità può crescere il disagio, su cui la destra fa leva per la propaganda politica”.

La situazione resta difficile da affrontare. E lei è contro i Cpr?

“Sì. Ripeto: è disumano tenere le persone rinchiuse per 18 mesi. Flussi legali e accoglienza diffusa: questo chiedono i sindaci, non solo quelli di centrosinistra, che sono la maggioranza. Perché i primi cittadini si confrontano con i problemi concreti. Basta con la propaganda della destra: la disperazione è più forte di qualsiasi propaganda. Basta con la guerra alle Ong che salvano vite nel Mediterraneo da mattina a sera. Sarò a Lampedusa per ricordare il naufragio del 3 ottobre del 2013”.

Il leader grillino Giuseppe Conte si smarca dalla linea del Pd e della sinistra, in nome del pragmatismo.

“Guardi, i sindaci sono più pragmatici di Conte, che cerca solo di differenziarsi dal Pd e di fare a sua volta propaganda. I sindaci lavorano per città sicure e vogliono tenere insieme accoglienza e sicurezza”.

Con i minori non accompagnati come fate?

“Sono a carico dello Stato in teoria, ma il numero è tale che spetta poi ai Comuni prendersene cura, e senza risorse adeguate. Lo facciamo, non abbandoniamo nessuno”.

Qual è la criticità maggiore per le città in questo autunno caldo?

“L’urgenza per noi è affrontare il problema casa. Chiediamo che sia ripristinato il fondo per gli affitti. Migliaia di famiglie vengono a chiedere aiuto ai servizi sociali. La situazione è drammatica. Affitti, aiuti ai redditi più bassi, sanità pubblica sono le tre priorità”.

Ha concluso i due mandati di sindaco di Pesaro, non può più candidarsi. Come si attrezza la città a sfidare la destra?

“Con un’alleanza ampia. Siamo stati il primo Comune ad allargare ai 5S in giunta. Ma il limite dei due mandati per i sindaci va tolto: scriveremo al presidente Mattarella”.

Lei si candiderà alle Europee?

“Se la segretaria Schlein vuole, sono pronto a correre»”.

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