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Sondaggi politici, l’addio a Giambruno rafforza Meloni e FdI. Crescono anche Pd e il M5S. Sale Renzi e scende Calenda

Sondaggi politici, l’addio a Giambruno rafforza Meloni e FdI. Crescono anche Pd e il M5S. Sale Renzi e scende Calenda

Secondo l’ultima rilevazione Swg per La7, lieve flessione per Forza Italia (-0,1%) al 6,3%, stabile Lega al 10,2%

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Nella settimana delle rotture, Meloni-Giambruno da una parte e Azione-Iv dall’altra, a crescere sono le maggiori forze parlamentari. Come segnalato dall’ultimo sondaggio elaborato da Swg per La7, i primi tre partiti (FdI, Pd e M5S) crescono mentre subiscono una lieve flessione Azione, Lega e Forza Italia.

La maggioranza

Per il governo non è stata una settimana semplice. La presentazione della legge di bilancio è stata scalzata dalle prima pagine dalla fine della relazione della presidente del Consiglio con il compagno giornalista Andrea Giambruno finito al centro dei fuorionda trasmessi da Striscia la Notizia, con la conseguente autospensione del conduttore del Diario del giorno da Mediaset. Inevitabili gli attriti nella maggioranza tra Fratelli d’Italia e Forza Italia. Ma Meloni sembra esserne uscita rafforzata (protagonista assente alla festa di FdI per un anno di governo): è infatti il suo partito a crescere più di tutti nel centrodestra, segnando un +0,3% rispetto alla settimana scorsa per raggiungere quota 28,7%. In casa Berlusconi i forzisti incassano una lieve diminuzione dello 0,1% fermandosi al 6,3%. Stabile la Lega al 10,2%.

L’opposizione

Nei banchi opposti del Parlamento, la settimana porta buone notizie e inverte il trend negativo dei 7 giorni precedenti. Incassata la vittoria nel comune di Foggia da parte del candidato comune, Movimento 5 Stelle e Partito democratico avanzano insieme. Il primo tocca 16,4% con un aumento dello 0,3%, il secondo sfiora la cifra tonda segnando 19,8% e un guadagno dello 0,2%.

La rottura tra Italia Viva e Azione gioca a sfavore di Calenda e porta nuovi consensi a casa Renzi. Il partito dell’ex segretario dem aggiunge un +0,2% raggiungendo così il 2,7%. Situazione opposta per il gruppo avversario, che di esponenti renziani ne ha accolti sempre più. Il litigio con il vecchio alleato ha allontanato dalla formazione politica lo 0,1% dei votanti, dicendo addio al numero tondo del 4%, ora al 3,9%.

In quota Alleanza Verdi e Sinistra, la situazione non è differente. Con un 3,5%, Fratoianni e Bonelli salutano una lieve flessione dello 0,1%, ben lontano dal guadagno della settimana scorsa (+0,3%). Tra i partiti minori a vincere è un saliscendi comune. Una settimana si cresce, l’altra si scende. È così che, speculare a 7 giorni fa, Unione Popolare tocca l’1,5% (+0,1), una quota che al contrario +Europa vede allontanarsi dai suoi votanti, scesi al 2,4%. Non va meglio per L’Italia con Paragone, in diminuzione dello 0,2 a quota 2,4%. A non cambiare invece sono gli elettori di Noi Moderati, stabili all’1%.

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