Dalla strategia di Gelli agli attacchi di Berlusconi: l’ossessione ricorrente per la psiche dei magistrati
di Lorenzo SangermanoSilvio Berlusconi con Roberto Castelli, ministro della Giustizia nel secondo governo del Cavaliere
È il 2008. Il governo Berlusconi lavora per arginare una delle peggiori crisi finanziarie di sempre. Nell’agenda però per i magistrati c’è sempre posto e la richiesta di test psico-attitudinali per indossare la toga torna alla ribalta. Una questione archiviata a cui serve un nuovo appiglio e a trovarlo ci pensa Silvio Berlusconi. “Lo ha proposto perfino Cossiga”, dichiara il premier. “È vero”, risponde l’ex capo dello Stato, che coglie di sorpresa il Cavaliere aggiungendo: “Ma se apriamo una breccia, crolla la diga”.
Già nel 2003 lo storico democristiano, all’epoca nominato senatore a vita, accende il dibattito in Aula. La richiesta? “Periodici controlli psicoattitudinali, psicologi e…
È il 2008. Il governo Berlusconi lavora per arginare una delle peggiori crisi finanziarie di sempre. Nell’agenda però per i magistrati c’è sempre posto e la richiesta di test psico-attitudinali per indossare la toga torna alla ribalta. Una questione archiviata a cui serve un nuovo appiglio e a trovarlo ci pensa Silvio Berlusconi. “Lo ha proposto perfino Cossiga”, dichiara il premier. “È vero”, risponde l’ex capo dello Stato, che coglie di sorpresa il Cavaliere aggiungendo: “Ma se apriamo una breccia, crolla la diga”.
Già nel 2003 lo storico democristiano, all’epoca nominato senatore a vita, accende il dibattito in Aula. La richiesta? “Periodici controlli psicoattitudinali, psicologi e psichiatrici sui magistrati”. L’idea però non è nuova. Tra le fila di Alleanza Nazionale, alleata di governo di Forza Italia, la proposta è più che condivisa, fino a rimbalzare all’interno della riforma della giustizia promossa dall’allora guardasigilli Roberto Castelli, esponente di spicco della Lega Nord.
La maggioranza di luci verdi nella votazione rende i test realtà e a festeggiare non è solo tutta la coalizione della Casa delle Libertà, ma anche il vero pensatore della strategia, Licio Gelli. È nel suo Piano, scritto nel 1976 e ritrovato nel 1982, che il Gran Maestro della P2 mette già a punto la tattica e scrive: “Ordinamento giudiziario: le modifiche più urgenti investono: la responsabilità civile (per colpa) dei magistrati; la normativa per l'accesso in carriera (esami psico-attitudinali preliminari)”. Per Berlusconi era un’ossesione: “Questi giudici sono doppiamente matti - disse nel 2003 - Per prima cosa, perché lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana''.
Via un governo, dentro l’altro. Berlusconi & co. lasciano il passo all’esecutivo di Romano Prodi, al cui interno il nuovo ministro della Giustizia Clemente Mastella scrive la data di scadenza dei test introdotti da Castelli. Sono necessari due anni per arrivare a una riforma che, per il nuovo inquilino di via Arenula, assume anche i toni di una tregua: “L'ascia di guerra della politica verso i magistrati è stata deposta”.
Lo scranno dei giudici riesce a lavorare indisturbato per un decennio. A riscuotere il terreno, è di nuovo l’ombra azzurra dei forzisti e a questo turno la firma è di Giulia Bongiorno. L'avvocata, all’epoca ministra della Pubblica Amministrazione, ne chiede la reintroduzione. Il tempismo sembra aiutare. Al Csm lo scandalo Palamara anima le giornate e la fiducia per i giudici è in calo. Suo leader di partito, anche da Matteo Salvini arriva l’ok alla misura: “Non può diventare giudice solo chi è più bravo degli altri a imparare a memoria i codici e la giurisprudenza”, commenta il vice-premier.
Il nuovo ministro della Giustizia, il grillino Alfonso Bonafede, ha però idee diverse, più “sfumate e meno spigolose”. Dopo un’iniziale ingresso nella riforma, i test psico-attitudinali scompaiono di nuovo. E con una vita durata quanto una legislatura, ritornano ai loro luoghi d’origine: diari massonici e vecchi millenni.