Da Iv ad Avs, da Azione a Pd e M5S: il campo largo esiste, almeno in difesa della par condicio. Il blitz della destra sulle norme per l’informazione pubblica in vista delle elezioni europee riesce a compattare il centrosinistra. "Il contenuto del pacchetto di modifiche alla delibera sulla par condicio proposto da Palazzo Chigi per mano dei deputati di FdI è irricevibile”. Così una nota unitaria dei capigruppo d'opposizione in vigilanza Rai alla vigilia dell'esame degli emendamenti ribattezzati “lodo Fazzolari-Filini”, dai nomi del deputato FdI Francesco Filini che ha depositato il testo e del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, punto riferimento di Filini e regista della comunicazione di Giorgia Meloni. Proprio la premier è ritenuta la principale beneficiaria dalla modifica che, contesta l’opposizione, “distorce il senso stesso della par condicio a uso e consumo di Giorgia Meloni e della sua maggioranza e vuole dare una impunità preventiva a chi la viola".
Secondo Stefano Graziano (Pd), Dario Carotenuto (M5s), Maria Elena Boschi (Iv), Mariastella Gelmini (Azione), Angelo Bonelli e Peppe De Cristoforo (Avs), "a maggioranza vuole generare una bolla nel sistema dell'informazione dove poter mascherare come istituzionali le posizioni politiche degli esponenti di governo. È una proposta inaccettabile, un modo subdolo per ribaltare le normali regole democratiche e creare un forte sbilanciamento a favore dei partiti di governo. Invece di perdere tempo a cercare modi per dribblare le regole e irreggimentare l'informazione, il governo si attenga alla legge e non faccia proposte illiberali".
Duro anche l’intervento Giuseppe Conte: “È grave il tentativo della maggioranza di voler modificare la delibera per spianarsi la strada e garantire al governo di poter intervenire sulla tv pubblica camuffando gli spazi come 'comunicazioni istituzionali'", scrive il presidente del M5S sui social network.