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Tentazione Zaia per il dopo Brugnaro a Venezia

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, durante la presentazione del suo libro "Fà presto vai piano", Roma, 01 febbraio 2024. .ANSA/ANGELO CARCONI
Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, durante la presentazione del suo libro "Fà presto vai piano", Roma, 01 febbraio 2024. .ANSA/ANGELO CARCONI (ansa)

Il vincolo del terzo mandato come governatore e le aspirazioni di FdI potrebbero portare il “Doge” a Ca’ Farsetti. Pesa però il suo essere trevigiano

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Per San Marco ha da sempre un amore smisurato, ora i tornanti della vita potrebbero pure portarlo fin sotto il campanile. Luca Zaia sindaco di Venezia. Oggi si può elevare al rango di ipotesi quella che potrebbe sembrare una semplice suggestione, soprattutto alla luce dell’inchiesta giudiziaria che vede coinvolto Luigi Brugnaro e il suo gruppo.

Nel gioco di incastri che condurrà alle prossime elezioni regionali, entra anche il trasloco di Zaia da Palazzo Balbi a Ca’ Farsetti: 13 minuti a piedi, meno della metà in motoscafo. «Io sono concentrato sulla Regione», risponde lui, che non conferma ma nemmeno smentisce. E soprattutto non si indigna per questo scenario che circola ormai da mesi non solo nei corridoi della politica ma anche nel tessuto imprenditoriale veneto e pure tra i vertici sindacali.

Lo scenario è complesso e il punto di partenza è sempre lo stesso: la partita per l’abolizione del vincolo del terzo mandato. Un match che si gioca a Roma e che coinvolge tutte le forze politiche, oltre a un buon numero di Regioni.

Se il vincolo del terzo mandato sparisse, la questione non si porrebbe: un presidente di Regione con il consenso di Zaia va ricandidato senza dubbio alcuno. Ma se, come sembra, il vincolo rimarrà, si apriranno scenari inediti.

E anche in questo caso la partita sarà nazionale, nel senso che saranno le forze della maggioranza di governo a contendersi lo scacchiere delle candidature.

Carta geografica alla mano, con Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia in mano alla Lega e il Piemonte azzurro, è chiaro che Fratelli d’Italia, forti del loro 33%, batteranno cassa per amministrare qualcuna delle regioni-locomotiva.

Il Veneto è già nel mirino e nessuno nasconde questa circostanza. Il segretario regionale FdI Luca De Carlo ha detto più volte di essere pronto alla sfida e come lui anche altri compagni di partito ambiscono a Palazzo Balbi: Urso e Donazzan su tutti.

In questo contesto potrebbe maturare un accordo per certi versi clamoroso: a Fratelli d’Italia il Veneto, alla Lega il sindaco di Venezia. Con Zaia uomo designato a correre per amministrare una città dal respiro mondiale, tanto quanto Parigi o Amsterdam.

Ma non è un mistero il fatto che un altro esponente di Fratelli d’Italia sogni di diventare sindaco di Venezia: si tratta del senatore Raffaele Speranzon, che in questo caso verrebbe “sacrificato” sull’altare degli accordi della maggioranza.

Chi ragiona sull’operazione “Zaia sindaco di Venezia” sostiene che la città potrebbe beneficiarne in termini di standing, in considerazione di tutti i contatti, nazionali e internazionali, che il presidente ha avuto modo di farsi in questo lungo periodo alla guida del Veneto.

Il rovescio della medaglia è la scarsa conoscenza di una realtà complessa come Venezia, per un trevigiano più incline a chiamarle “vie” piuttosto che “calli”. Il dato certo è il consenso personale che Zaia si porta in dote: un tesoretto che lui è pronto a giocarsi in qualsiasi competizione elettorale.

L’esposizione mediatica di questi ultimi mandati, anche grazie al modo in cui ha gestito la pandemia, l’abilità nello schivare le polemiche, e la profonda conoscenza della gente veneta, fanno di lui un osso duro in qualsiasi competizione elettorale.

C’è poi un tema che riguarda le sue aspirazioni personali. Il presidente Zaia ha sempre detto di preferire il contatto diretto con la gente, piuttosto che i palazzi del potere. Dunque non brama per fare il ministro e neppure per andare a Bruxelles. Venezia potrebbe quindi essere davvero lo sbocco ideale, al termine del percorso fatto in Regione.

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