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L’abbraccio di Prodi a Schlein. “Il M5s non è di sinistra”

L'ex premier Romano Prodi e la segretaria del Pd Elly Schlein

 

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Il fondatore del Pd era a Roma per la presentazione del libro “Il dovere della speranza”. A sorpresa, nel pomeriggio ha partecipato anche a un seminario al Nazereno. In sala anche Massimo D’Alema
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Roma — Due baci sulla guancia, un lungo abbraccio, uno scambio di battute veloci, sorrisi larghi. Quando la segretaria del Pd Elly Schlein saluta Romano Prodi nella sala affrescata della libreria Spazio Sette di Roma, i due si sono già visti appena qualche ora prima. A sorpresa, su invito del responsabile Esteri del partito Giuseppe Provenzano, il padre nobile dei democratici ha passato il pomeriggio a Largo del Nazareno dove si teneva il seminario a porte chiuse “L’Europa nel mondo in fiamme”. Sorpresa nella sorpresa, non era l’unico ex presidente del Consiglio del centrosinistra fra i 130 presenti in sala. A qualche fila di distanza, sedeva Massimo D’Alema, che in veste di presidente della fondazione Italianieuropei ha preso il microfono per un discorso sulla globalizzazione degenerata.

Roma — Due baci sulla guancia, un lungo abbraccio, uno scambio di battute veloci, sorrisi larghi. Quando la segretaria del Pd Elly Schlein saluta Romano Prodi nella sala affrescata della libreria Spazio Sette di Roma, i due si sono già visti appena qualche ora prima. A sorpresa, su invito del responsabile Esteri del partito Giuseppe Provenzano, il padre nobile dei democratici ha passato il pomeriggio a Largo del Nazareno dove si teneva il seminario a porte chiuse “L’Europa nel mondo in fiamme”. Sorpresa nella sorpresa, non era l’unico ex presidente del Consiglio del centrosinistra fra i 130 presenti in sala. A qualche fila di distanza, sedeva Massimo D’Alema, che in veste di presidente della fondazione Italianieuropei ha preso il microfono per un discorso sulla globalizzazione degenerata.

La segretaria dem fa gli onori di casa, saluta entrambi, chiacchiera soprattutto con Prodi. Dal tavolo dei relatori, prima di chiudere, invita il professore a fare un intervento e lui consegna alla platea parole dell’allarme sulla nuova commissione von der Leyen (alla presentazione, qualche ora dopo, picchierà durissimo: «Doveva fare l’assicuratrice nella vita. L’ha fatta per se stessa e ha funzionato»). Il seminario viene chiuso in tempo perché i partecipanti possano confluire al dibattito sul libro intervista “Il dovere della speranza”: Schlein arriva a evento in corso, siede in prima fila, annuisce spesso. Negli ultimi giorni, in più di un’intervista, Prodi non ha risparmiato qualche notazione dialettica all’opposizione («Non è forte», «non basta criticare, bisogna proporre»), ma nel Pd nessuno vuole definirle «critiche»: «Al massimo è uno sprone», dice un alto dirigente. Nel dialogo con l’editorialista di Repubblica Massimo Giannini, la vicedirettrice della Stampa Annalisa Cuzzocrea e l’ex direttore del Corriere Paolo Mieli, il professore ha solo parole di miele per il Pd, fresco vincitore ad Anzio e Nettuno, che è come «se la destra vincesse a Sassuolo». La debolezza dell’alternativa al governo, Prodi la imputa altrove, con una battuta affilata: «Definire il Movimento 5 stelle di sinistra è difficile».

La ricetta per il Pd, invece, l’ex premier la va indicando da tempo: costruire un programma condiviso con le altre forze di centrosinistra, ma anche aperto al civismo. Come fece lui nel 1996, quando girò l’Italia in bus. Che cos’è il pullman di oggi? «È una grande discussione in rete», dice Prodi: «Prendiamo un tema alla settimana, di quelli di cui parliamo a casa». Dall’ultima direzione nazionale dem, la segretaria insiste anche con gli alleati perché facciano questo salto: mettersi al tavolo ora strutturarsi insieme, senza aspettare le prossime elezioni. Riprendersi gli elettori casa per casa, la sfida su cui più insiste il professore: «Se riesci a coinvolgere la gente in un momento in cui non hai più partecipazione, vinci».

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