Messaggi di solidarietà – anche dal Pd – alle forze dell’ordine dopo i disordini ai cortei per Ramy, il giovane egiziano morto durante l'inseguimento delle forze di polizia a Milano. Nel mirino del centrodestra finiscono manifestanti e sinistra e il caso diventa politico. “Non si può utilizzare una tragedia per legittimare la violenza”, commenta la premier Giorgia Meloni. Per la Lega “quanto accaduto è la conseguenza di un atteggiamento irresponsabile e ideologico da parte della sinistra”. “Criminali rossi”, li definisce Matteo Salvini.
Il giorno dopo gli scontri nella capitale, la premier esprime solidarietà agli agenti feriti. “Tra bombe carta, fumogeni e aggressioni, ieri sera a Roma abbiamo assistito all'ennesimo, ignobile episodio di disordine e caos a opera dei soliti facinorosi scesi in piazza non per manifestare per una causa, bensì per puro spirito vendicativo. Alle forze dell'ordine va la nostra solidarietà, insieme agli auguri di pronta guarigione agli agenti feriti. Siamo dalla vostra parte", scrive sui social la presidente del Consiglio.
Matteo Salvini parla di “criminali rossi “ che “assaltano le forze dell'ordine a Roma e vandalizzano la sinagoga di Bologna. Sono circa diciotto gli agenti rimasti feriti, ai quali va tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno. Scene indegne e vergognose. Sempre dalla parte di donne e uomini in divisa!", commenta sui social.
Scontri al corteo e assalto alla sinagoga di Bologna
Negli scontri sono rimasti feriti almeno otto agenti feriti. Cassonetti rovesciati, lanci di bottiglie verso la polizia, bombe carta ad alto potenziale, fumogeni, poi la carica contro i manifestanti ordinata dal questore a tutela degli stessi poliziotti. Al presidio di studenti e collettivi nel quartiere romano di San Lorenzo, oltre 300 partecipanti hanno attraversato le strade con in testa lo striscione: “Vendetta per Ramy, la polizia uccide”. Nella notte è stata poi presa d'assalto la sinagoga di Bologna, che ha subito atti vandalici dopo il corteo di ieri, come riferito dal sindaco Matteo Lepore che ha espresso solidarietà alla comunità ebraica.
La Lega contro la sinistra. La Russa e Crosetto: “Nessuna tolleranza”
Si fa sentire anche la Lega che attacca la sinistra. “Nelle ultime ore abbiamo assistito a continui assalti e scontri di piazza da parte di gruppi di giovanissimi di origine straniera, e soliti antagonisti e centri sociali, contro le nostre forze dell'ordine, cui va la nostra piena solidarietà e il nostro ringraziamento per il lavoro che svolgono. Un'escalation di violenze verso le forze dell'ordine che arriva dopo i recenti disordini di Milano, dopo le guerriglie del Corvetto e le violenze della notte di capodanno in piazza Duomo. Con un copione sempre uguale: insulti e offese all'Italia e ai poliziotti, fino al lancio di oggetti, anche esplosivi – commenta il capogruppo al Senato e segretario regionale della Lega in Lombardia, Massimiliano Romeo – Quanto sta accadendo è anche conseguenza di un atteggiamento irresponsabile e ideologico da parte della sinistra. Questi messaggi sbagliati, questa continua delegittimazione dei nostri agenti, alimenta un clima di odio nei confronti delle forze dell'ordine e di conseguente mancanza di rispetto delle regole, delle nostre regole". Interviene il presidente del Senato, Ignazio La Russa, che esprime "ferma e totale condanna per i gravissimi episodi di violenza avvenuti a Roma e a Bologna, dove numerosi delinquenti hanno lanciato bombe carta contro un commissariato, aggredito le forze dell'ordine e assaltato una sinagoga. Nessuna giustificazione, nessuna tolleranza è ammissibile per questi episodi, che purtroppo continuano a ripetersi con preoccupante regolarità. Ai sindaci di Roma e Bologna, alle forze dell'ordine e alla comunità ebraica va la vicinanza mia personale e quella del Senato della Repubblica", il messaggio scritto sui social da La Russa.
Su X anche il commento del ministro della Difesa, Guido Crosetto: “Non ci può essere tolleranza nè tantomeno alcuna giustificazione per chi si macchia di atti di violenza contro lo Stato e le forze dell'ordine. Gli scontri di ieri sera mettono in luce, chiaramente, la brutalità di delinquenti organizzati e facinorosi senza scrupoli, che hanno colpito con premeditazione. Tutto era tranne che una pacifica manifestazione di protesta. Quello cui abbiamo assistito è un attacco ingiustificabile e preoccupante alla sicurezza dei cittadini e alle regole di convivenza che sono la base di una democrazia – scrive Crosetto – Non si può che reagire con durezza: chi semina caos e attacca le forze di polizia deve essere perseguito con la massima severità perché altrimenti si pongono le basi perché queste persone si sentano più forti dello Stato stesso e delle istituzioni democratiche”.
Solidarietà agli agenti anche dal centrosinistra
Solidarietà agli agenti è arrivata anche dal centrosinistra, la senatrice del Pd Sandra Zampa (“Emerge evidente la volontà dei violenti di colpire e distruggere. La politica non ha nulla a che fare con una violenza cieca e gratuita e i responsabili di quegli atti vanno individuati e giudicati per quanto hanno commesso”) a Pierfrancesco Majorino, capogruppo Pd in Regione Lombardia e responsabile immigrazione e casa nella segreteria nazionale (“Siamo di fronte a forme di teppismo che non hanno niente a che fare con la serietà e la compostezza e il sostegno assoluto nei confronti della magistratura che molti - proprio al Corvetto - hanno mostrato in queste settimane e in questi giorni. Spero proprio che i violenti siano presto individuati”).
La famiglia della vittima
La famiglia del 19enne oggi prende ancora una volta le distanze da episodi di violenza legati al nome del figlio e “condanna fermamente ogni forma di violenza e vandalismo che si è verificata nelle manifestazioni delle scorse ore” e chiede che “la sua figura non venga strumentalizzata per fini che non hanno nulla a che fare con la nostra richiesta di verità e giustizia per cui abbiamo riposto massima fiducia nella magistratura e nelle forze dell'ordine", dichiarano all’Agi tramite l'avvocato Barbara Indovina, i familiari del giovane, a cominciare dal padre Yehia Elgaml.
Ieri il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva puntato il dito sulla “pericolosità di soggetti organizzati che strumentalizzano ogni tema, perfino una dolorosa tragedia come quella del giovane Ramy, per seminare violenza”. Aggiungendo: “Dovrebbe essere parte di una cultura condivisa la consapevolezza che non fermarsi a un alt o cercare il confronto violento non è solo una grave violazione della legge, ma un comportamento pericoloso per sé e per gli altri”.