Abu Dhabi — Chissà se la pensa come il fedelissimo sottosegretario Alfredo Mantovano, che compiva gli anni ieri l’altro e che rivolgendosi ai ministri in chat rispondeva così: «Grazie carissimi. E grazie di non avermi augurato cento di questi giorni». Come dire: la fatica si fa sentire. Giorgia Meloni spegne invece le 48 candeline tra gli stucchi dell’Emirates Palace di Abu Dhabi, palazzo-albergone di proprietà del governo emiratino, 114 cupole rifinite in oro e madreperla, 100 ettari di giardino, spiaggia esclusiva di 1,3 chilometri e porticciolo privato. È a cena ospite dell’emiro-capo, Mohammed bin Zayed, che due anni fa l’aveva portata a pranzo da Zuma (non quello di Fontanella Borghese) che qui è particolarmente pregiato. Stavolta la premier si attovaglia nell’hotel a 5 stelle accompagnata dal ministro Lollobrigida e dal titolare dell’Ambiente, il forzista Pichetto Fratin. C’è anche la figlia Ginevra, che l’ha seguita nella trasferta nel golfo, come l’inseparabile segretaria Patrizia Scurti.
Anche per Meloni, tra un vertice e l’altro (il più importante, doppio addirittura, con bin Zayed) fioccano gli auguri telematici. Le scrive un messaggino Antonio Tajani. Si fa vivo via Whatsapp pure Matteo Salvini, che nella chat di gruppo del Cdm scrive: «Auguri Giò». La chiama così. Lei risponde sui social, soprattutto agli elettori: «E sono 48, grazie a tutti per la forza che mi date, finché voi ci siete continuerò a dare il massimo».
Meloni, compleanno a Abu Dhabi. Rama le regala un foulard: Musk? Gli altri vanno e vengono, io resto
Ma dal vivo è un’altra cosa. Vuoi mettere un uomo che s’inginocchia. Recita la parte Edi Rama, il primo ministro albanese, che nei padiglioni luccicanti dell’Adnec Centre, davanti a una frotta di giornalisti e cameraman, porge alla premier un pacchettino rosso, dentro c’è uno strano foulard punteggiato da fotoritratti di abitanti albanesi del secolo scorso. L’ha realizzato, racconta a Meloni, un imprenditore italiano trasferitosi in Albania, di cui ha preso la cittadinanza. Rama è talmente entusiasta dell’omaggio che col fazzoletto infiocchetta la testa della permier, come se il velo fosse un hijab. Rama la chiama «her majesty», «sorella mia», intona un «tanti auguri», spera che altri lo seguano nel coretto (non succede), perché «io ho una voce da somaro albanese». La premier, imbarazzata, scarta il dono e lo consegna alla segretaria. Ma ride: «Sempre la solita storia con te». Coi cronisti Rama parla di «intimità di coppia» con la premier italiana. «Musk un rivale per me? Gli altri vanno e vengono, io resto». «Che personaggio!», chiosa lei. Il presidente del Kazakhistan, Kassym-Jomart Tokayev, le recapita intanto un mazzo di fiori e la invita ad Astana.
Prima del pranzo col ministro del commercio locale e una folta delegazione di autorità emiratine, Meloni si stropiccia gli occhi: «Ho dormito tre ore». Pensare che l’anno scorso, per il compleanno si era augurata questo: «Dormire. Perché lo faccio pochetto». Invece va così, «e al governo un anno ti sembrano cinque…», raccontava in radio da Palazzo Chigi. Dove spera sempre di festeggiare i 50, cifra tonda, che compirà a gennaio del ’27, ultimo giro di boa della legislatura. Turbolenze a destra permettendo. Che forse rendono i sonni meno tranquilli.