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Il richiamo di Mattarella: “Basta rinvii sulla Difesa Ue, minacce ibride dallo spazio”

Mattarella e il capo di Stato maggiore dell'Aeronautica, Goretti 

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Per il capo dello Stato “è essenziale una riflessione sul nuovo contesto internazionale che richiederà conseguenti processi decisionali”
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ROMA – L’Europa deve muoversi, darsi una sveglia se non vuole perdere la sfida innescata dalle «profonde trasformazioni geopolitiche, tecnologiche, strategiche» che attraversano la nostra epoca e rischiano di coglierci impreparati. Condannandoci alla subalternità, a recitare da comprimari nel nuovo ordine mondiale che punta anche sulle conquiste spaziali per affermarsi. Richiamo, quest’ultimo, che sembra cucito addosso a Elon Musk, ma non solo: pure ai cinesi o ai russi, diretti concorrenti del miliardario Usa nel tentativo di privatizzare il cosmo che, come il mare — Sergio Mattarella lo aveva già ribadito — deve restare libero, non può essere posseduto né monopolizzato da chicchessia.

Ricevendo al Quirinale una delegazione dell’Aeronautica…

ROMA – L’Europa deve muoversi, darsi una sveglia se non vuole perdere la sfida innescata dalle «profonde trasformazioni geopolitiche, tecnologiche, strategiche» che attraversano la nostra epoca e rischiano di coglierci impreparati. Condannandoci alla subalternità, a recitare da comprimari nel nuovo ordine mondiale che punta anche sulle conquiste spaziali per affermarsi. Richiamo, quest’ultimo, che sembra cucito addosso a Elon Musk, ma non solo: pure ai cinesi o ai russi, diretti concorrenti del miliardario Usa nel tentativo di privatizzare il cosmo che, come il mare — Sergio Mattarella lo aveva già ribadito — deve restare libero, non può essere posseduto né monopolizzato da chicchessia.

Ricevendo al Quirinale una delegazione dell’Aeronautica militare in occasione del 102° anniversario della fondazione, il presidente della Repubblica torna a rivolgersi ai vertici Ue, a incalzare sulla necessità di compiere scelte non più procrastinabili sulle politiche di difesa. «Appare essenziale una riflessione sul nuovo contesto strategico internazionale che naturalmente richiederà conseguenti processi decisionali», dice davanti al capo di Stato maggiore Luca Goretti. «Vale per le decisioni nel contesto dell’Alleanza atlantica e vale per le decisioni nell’Unione europea che non sono più rinviabili». Uno sprone a non perdere altro tempo prezioso, a parlare — almeno sui temi cruciali per la sicurezza del vecchio continente — con una voce sola. Senza tuttavia far riferimento, come qualche smaliziato aveva ipotizzato, al summit dei “volenterosi” di Parigi, alle divisioni fra capi di Stato e di governo sui piani d’azione in Ucraina.

È la platea a indirizzare il discorso: ufficiali addestrati a protezione dei cieli, chiamati ora a fronteggiare pericoli inediti. «Viviamo un’epoca di profonde trasformazioni geopolitiche, tecnologiche, strategiche che confermano la necessità di professionalità e prontezza», ragiona Mattarella. «Le tensioni globali, la competizione — piuttosto caotica — tra potenze per il dominio nel mondo, in attesa di risolvere il conflitto convenzionale in Europa, le nuove minacce ibride, dalla guerra cibernetica all’uso strategico dello spazio, stanno alterando il contesto di regole faticosamente costruito dalla comunità internazionale dopo la seconda guerra mondiale». Ecco perché occorre attrezzarsi.

«Il mondo dello spazio aereo e la sua difesa», precisa l’uomo del Colle, «è in rapida evoluzione. Le modifiche militari, la grande trasformazione in corso, lo sviluppo di velivoli di sesta generazione, l’introduzione dell’intelligenza artificiale nelle operazioni militari, le crescenti minacce che derivano da un uso spregiudicato del dominio spaziale, rappresentano tutte sfide che non possono essere eluse». Da chi governa, innanzitutto, ma anche dagli uomini sul campo. Esortati da Mattarella a tenere a mente qual è «la missione affidata alle forze armate: difendere gli ordinamenti democratici del Paese e il rispetto del diritto internazionale, operando sempre con un approccio di deterrenza, di prevenzione, di difesa collettiva». Mai di aggressione.

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