ADDIS ABEBA – La prima reazione, a caldissimo, suona così: «Bene, ma devo vedere i dettagli». Alle nove spaccate di sera, le otto italiane, Giorgia Meloni sbuca da un suv del governo etiope e quasi non vorrebbe parlare di dazi. Fa per infilare l’ingresso del maestoso hotel Sheraton di Addis Abeba. Poi, pressata dai cronisti piazzati dietro un cordone, parla otto secondi, di sfuggita: «È positivo …