La fregata Alpino della Marina militare italiana ha diramato il secondo e ultimo avviso ufficiale a tutte le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla al limite delle 150 miglia nautiche dalle coste di Gaza. È stato poi comunicato che tale limite non verrà oltrepassato. Fin dal primo avviso, diramato alle 16:30 di ieri, la Alpino si era detta disponibile a "recuperare eventuale personale che avesse voluto essere trasferito a bordo".
Flotilla verso Gaza: la diretta di oggi 1° ottobre
Nella notte avvicinate imbarcazioni non identificate
“Imbarcazioni non identificate si sono avvicinate nella notte a diverse barche della Flotilla, alcune con le luci spente. I partecipanti hanno applicato i protocolli di sicurezza in preparazione a un possibile abbordaggio. Le imbarcazioni si sono ora allontanate dalla Flotilla". A spiegarlo la portavoce italiana del Global movement to Gaza, Maria Elena Delia. "Continuiamo a navigare verso Gaza, avvicinandoci al limite delle 120 miglia nautiche - aggiunge - , vicino all'area in cui le precedenti flottiglie sono state intercettate e attaccate".
La flotilla al limite delle 120 miglia nautiche da Gaza
La flotilla si sta avvicinando al limite delle 120 miglia nautiche. Si tratta dell’area in cui le precedenti flottiglie sono state intercettate o attaccate.
Due navi della Flotilla avvicinate da due motovedette della Marina israeliana
Due navi della Flotilla, la Alma e la Sirius, sono state avvicinate da due motovedette della Marina israeliana: “Ci hanno minacciato, hanno danneggiato i nostri sistemi di comunicazione, hanno effettuato manovre molto pericolose aggirando le nostre imbarcazioni”, denuncia Thiago Avila.
Scuderi: “L’esercito israeliano sta arrivando”
"Abbiamo visto l'esercito israeliano che sta arrivando e ci stiamo mettendo in posizione, non so quando potremmo riaprire le comunicazioni". Lo ha affermato in un video postato nella notte sui social la parlamentare europea di Avs Benedetta Scuderi che si trova a bordo di una delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla.
"Siamo circa 130 miglia nautiche da Gaza”
"Siamo circa a 130 miglia nautiche da Gaza, poco meno. Non arriveremo a Gaza ovviamente, siamo convinti che ci fermeranno prima. Poi se succede il miracolo, arriveremo domani pomeriggio più o meno". "Rischio arresto? Non si tratterebbe di un arresto, ma di un rapimento, perché siamo in acque internazionali". A dirlo, in un collegamento con RaiNews24, l'attivista Maso Notarianni che è a bordo della Karma, imbarcazione Arci della Global Sumud Flotilla.
“Siamo a meno di 145 miglia nautiche da Gaza”
"Siamo a meno di 145 miglia nautiche da Gaza", afferma la Global Sumud Flotilla sui suoi social network. "Restiamo vigili, mentre entriamo nell'area in cui le precedenti flottiglie furono intercettate e/o attaccate", scrive la spedizione. "Proseguiamo la navigazione, senza venir scoraggiati dalle minacce e dalle tattiche intimidatorie israeliane", si aggiunge.
"Imbarcazioni non identificate si sono avvicinate a diverse navi della Flotilla”
"Imbarcazioni non identificate si sono avvicinate a diverse navi della Flotilla, alcune con le luci spente. I partecipanti hanno applicato i protocolli di sicurezza in preparazione di un'intercettazione. Le imbarcazioni hanno ora lasciato la Flotilla. Continuiamo a navigare verso Gaza, avvicinandoci alle 120 miglia nautiche, vicino all'area in cui le flottiglie precedenti sono state intercettate e/o attaccate". E' quanto fa sapere sui social la Global Sumud Flotilla diretta verso la Striscia di Gaza.
Scuderi: “Esercito israeliano sta arrivando”
"Abbiamo visto l'esercito israeliano che sta arrivando e ci stiamo mettendo in posizione, non so quando potremmo riaprire le comunicazioni". Lo ha detto la parlamentare europea Benedetta Scuderi in un breve video da una delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla.
Ultimo alert da Alpino a Flotilla, fregata non andrà oltre
La fregata Alpino della Marina militare italiana ha diramato il secondo e ultimo avviso ufficiale a tutte le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla al limite delle 150 miglia nautiche dalle coste di Gaza. La nave ha comunicato che non oltrepasserà tale limite. Fin dal primo avviso, diramato alle 16:30 di ieri, la Alpino si era detta disponibile a "recuperare eventuale personale che avesse voluto essere trasferito a bordo".
Attivisti: in aumento attività di droni
"Siamo in massima allerta. L'attività di droni sulla flottiglia sta aumentando. Diversi segnalazioni indicano che nelle prossime ore potrebbero verificarsi diversi scenari.
Siamo ora entrati nella zona ad alto rischio, l'area in cui le flottiglie precedenti sono state attaccate e/o intercettate. Rimanete vigili". Così sui social la Global Sumud Flotilla.
Stiamo entrando nella zona ad alto rischio
"Siamo in stato di massima allerta poiché la nostra flottiglia ha raggiunto le 10 miglia nautiche dalla zona ad alto rischio". Lo scrive su X la Global Sumud Flotilla.
“Tutti gli occhi sulla Flotilla”, la veglia in diretta a Roma
“Tutti gli occhi sulla Flotilla e Gaza. Veglia in diretta”. Questa la chiamata del Global Movement to Gaza per supportare e difendere la missione umanitaria. Così, oltre alla diretta Instagram, dal presidio permanente di Usb nella Capitale, a piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, è stata organizzata una veglia in diretta, con interventi dalle imbarcazioni che si avvicinano a Gaza. "La Flotilla sta compiendo l'ultimo tratto del suo viaggio verso Gaza, meno di 200 miglia la separano dalle coste palestinesi e il rischio di un'intercettazione illegale e illegittima di Israele questa notte si fa sempre più concreto - sottolineano sui social - Vegliamo con loro e per loro tenendo tutti insieme gli occhi puntati su questa lunga notte”. Interverranno la delegazione internazionale della Global Sumud Flotilla, i portavoce della delegazione italiana di Global Movement to Gaza, sindacati, associazioni palestinesi, referenti dai presidi permanenti delle Piazze di Roma, Milano e non solo, artisti, giornalisti, attivisti e tanti altri. “Dalle 22 in avanti, per tutta la notte, per proteggere i nostri straordinari equipaggi", aggiunge il movimento.
Flotilla: “Massima allerta, siamo a 10 miglia nautiche dalla zona a alto rischio”
Flotilla annuncia di essere vicinissima alla zona ad alto rischio. “Siamo in stato di massima allerta mentre la nostra flotta raggiunge le 10 miglia nautiche dalla zona”, dicono.
Meloni a Flotilla, se volete l'escalation niente lezioni
"Leggo con stupore le parole della Flotilla che mi accusa di considerare 'un pericolo' civili disarmati e navi cariche di aiuti. La verità è semplice: quegli aiuti possono essere consegnati senza rischi attraverso i canali sicuri già predisposti". Lo afferma sui social la premier Giorgia Meloni, spiegando che "insistere nel voler forzare un blocco navale significa rendersi - consapevolmente o meno - strumenti di chi vuole far saltare ogni possibilità di un cessate il fuoco. Perciò risparmiateci le lezioni di morale sulla pace se il vostro obiettivo è l'escalation. E non strumentalizzate la popolazione civile di Gaza se non vi interessa davvero il loro destino".
Flotilla: attivisti a Meloni, minaccia è assedio Gaza non noi
"La presidente del Consiglio ha definito la Global Sumud Flotilla un pericolo per il ‘piano di pace’ americano. Avete letto bene: civili disarmati, attivisti nonviolenti e navi cariche di farina e medicinali sarebbero una minaccia alla stabilità. Il paradosso è evidente: si chiama pace un progetto che condanna Gaza a restare prigione a cielo aperto, e si bollano come "nemici" coloro che tentano di spezzare un assedio illegale". Lo scrive in una nota la Global Sumud Flotilla, sottolineando che "stanotte non è a rischio solo l'equipaggio della Flotilla, ma il diritto internazionale stesso, calpestato da un Governo che preferisce accodarsi ai diktat di una strategia neocoloniale. Diversi Paesi hanno scelto di rispettare la legge; l'Italia, invece, certifica la propria noncuranza. Colpisce che la presidente Meloni non abbia mai pronunciato la parola "legalità" e non abbia citato l'artefice del genocidio: lo Stato di Israele. Non una calamità naturale, non una "guerra", ma la responsabilità precisa di un potere che assedia, affama e bombarda una popolazione civile. A fine agosto l'OMS aveva lanciato l'allarme: entro la fine di settembre oltre 640 mila persone a Gaza sarebbero entrate in carestia l'equivalente dell'intera città di Palermo. La vera minaccia - conclude la nota - è l'assedio, non la Flotilla".
Il ministro degli Esteri israeliano: “Si ascolti Meloni, ancora in tempo perché Flotilla si fermi”
"Si ascolti il primo ministro italiano Giorgia Meloni. Gli Stati Uniti, Israele e i leader del Medio Oriente e di tutto il mondo stanno cercando di porre fine alla guerra.
L'attenzione dovrebbe essere rivolta alla de-escalation, non all'orchestrazione di provocazioni, come quella della flottiglia Hamas-Sumud". Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sàar, aggiungendo che "non è troppo tardi: ribadiamo l'appello del governo israeliano, del governo italiano e del Vaticano affinché trasferiscano pacificamente tutti gli aiuti attraverso il porto di Cipro, il porto turistico di Ashkelon o qualsiasi altro porto della regione verso Gaza".
Papa: “Speriamo non ci sia violenza e siano rispettate le persone”
"E' molto difficile. Si nota il desiderio di rispondere a una vera emergenza umanitaria. Ma ci sono tanti elementi. Da tutte le parti stanno dicendo 'speriamo non ci sia violenza e che siano rispettate le persone'. Quello è molto importante". Così Papa Leone XIV uscendo da Villa Barberini a Castel Gandolfo, parlando con i giornalisti, riguardo a Flotilla.
Meloni: “Flotilla si fermi, se forza mette a rischio Piano Trump”
"Con il piano di pace per il Medio Oriente proposto dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si è finalmente aperta una speranza di accordo per porre fine alla guerra e alla sofferenza della popolazione civile palestinese e stabilizzare la regione. Questa speranza poggia su un equilibrio fragile, che in molti sarebbero felici di poter far saltare. Temo che un pretesto possa essere dato proprio dal tentativo della Flotilla di forzare il blocco navale israeliano. Anche per questo ritengo che la Flotilla dovrebbe fermarsi ora e accettare una delle diverse proposte avanzate per la consegna, in sicurezza, degli aiuti". Lo dice la premier Giorgia Meloni.
"Ogni altra scelta rischia di trasformarsi in un pretesto per impedire la pace, alimentare il conflitto e colpire così soprattutto quella popolazione di Gaza alla quale si dice di voler portare sollievo. È il tempo della serietà e della responsabilità".
Flotilla: “L’l'Italia ci vuole sabotare”
Il ministro della Difesa italiano "ci ha informato" che la fregata militare Alpino offre agli attivisti l'opportunità di abbandonare le imbarcazioni e rientrare prima di raggiungere la cosiddetta zona critica. "Siamo chiari: questa non è protezione. È sabotaggio. È un tentativo di demoralizzare e dividere una missione pacifica e umanitaria. Questa è codardia travestita da diplomazia", fa sapere la Global Sumud Flotilla.
Fonti: “Timori Idf per incidenti durante presa della Flotilla”
Mentre la Marina israeliana si prepara a prendere il controllo della Flotilla diretta a Gaza, nell'esercito e nei vertici della Difesa israeliani si temono scontri e un possibile incidente durante l'operazione di presa che potrebbe provocare un'escalation. Lo riferiscono fonti militari.
Marina Israele pronta ad entrare in azione contro Flotilla
La Marina israeliana si sta preparando per prendere il controllo in alto mare delle oltre 50 imbarcazioni della Flotilla che sono entrate nel raggio di intercettazione dell'esercito. All'azione prende parte anche l'unità speciale Shayetet 13, per la presa delle navi. Lo riferiscono fonti militari alla tv pubblica Kan. La Marina prevede di trasferire gli attivisti su una grande nave militare e di rimorchiare le imbarcazioni verso il porto di Ashdod, con la possibilità che alcune vengano affondate in mare. Israele non intende permettere alla Flotilla di entrare nelle acque della Striscia di Gaza.
Salvini: “Tornino indietro”
All’appello di Crosetto si unisce anche il vicepremier leghista Matteo Salvini. La Flotilla? "Tornino indietro, non si mettano a rischio, tornino indietro", afferma il vicepremier Matteo Salvini, in una dichiarazione ai giornalisti a margine della convention elettorale del centrodestra a Lamezia Terme in vista delle Regionali di domenica e lunedi' in Calabria.
Nordio: “Leggi internazionali chiare, rischio conseguenze serie”
"Le leggi internazionali sono chiare, non puoi violare acque nazionali quindi, come ha detto Crosetto e come ha invitato saggiamente il presidente della Repubblica, speriamo che vi sia, quanto meno da parte Italiana, una seria riflessione su quelle che possono essere le conseguenze", dice il ministro della Giustizia Carlo Nordio riferendosi alla missione umanitaria Flotilla. "Per quanto riguarda gli aiuti umanitari tutti vogliono che vi siano corridoi umanitari ma già qui abbiamo visto che ci sono state offerte di intermediazione di altri Stati e organizzazioni oltre alla stessa chiesa - continua il Guardasigilli - Ma se la Flotilla vuole andare avanti comunque, non tanto e non solo per portare questi aiuti - che come detto ieri stanno dentro un camion dunque è una cosa essenzialmente simbolica - allora potrebbero esserci conseguenze serie. Come ha detto il ministro della Difesa, speriamo abbiano un momento di saggezza".
Tajani: “Parlato con ministro Esteri Israele, chiesto il no alla violenza contro Flotilla”
"Prima di salire sul palco ho parlato con il ministro degli Esteri israeliano per chiedere di non usare violenza qualora dovessero fermare gli italiani a bordo della Flotilla, perché non sono lì con intenti di guerra ma bisogna assolutamente evitare che ci siano problemi". Lo ha detto il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, parlando del caso Flotilla a Lamezia Terme.
Corteo pro-Pal Sapienza, occupata scienze politiche
“Blocchiamo tutto, noi la guerra non la vogliamo”. Dopo aver calato una grande bandiera palestinese, gli studenti di Sapienza contro la guerra, insieme ai movimenti Cambiare Rotta e a diversi collettivi universitari, sono entrati dentro Scienze politiche bloccando le lezioni, e battendo sulle aule, hanno annunciato di aver occupato la facoltà dell'ateneo romano. L'azione è arrivata al termine di un corteo studentesco che ha attraversato la città universitaria, passando in varie facoltà e dipartimenti. La mobilitazione, lanciata in solidarietà con la Palestina e a sostegno della Global Flotilla.
Arci: “Il governo garantisca Flotilla fino acque palestinesi”
L'Arci chiede al governo italiano "di adempiere al proprio dovere di protezione e di garantire la sicurezza delle persone a bordo della Global Sumud Flotilla fino al raggiungimento delle acque territoriali palestinesi". Secondo Arci, è "necessario che sia esplicitato con chiarezza a Israele che eventuali azioni contro la Flotilla non possono tradursi in nessun caso nell'uso della forza militare: la vita e l'integrità fisica degli equipaggi civili devono essere tutelate senza eccezioni. Per questo chiediamo che la Nave Alpino non si limiti a scortare la Flotilla fino al limite illegittimo delle 150 miglia nautiche ma che la accompagni lungo tutta la navigazione in acque internazionali, fino a un eventuale punto di intercettazione, garantendo protezione e la possibilità di proteggere gli equipaggi in caso di azioni sconsiderate da parte di Israele, come già avvenuto con l'uso della forza militare e di droni contro missioni civili". "La barca Karma - conclude Arci - rivendica con fermezza il diritto di svolgere la propria azione civile e pacifica, nel solco del diritto internazionale, con modalità non violente, mantenendo come priorità la sicurezza dell'equipaggio e perseguendo l'obiettivo di consegnare aiuti e aprire un corridoio umanitario permanente, rompendo l'illegalità del blocco imposto da Israele".
Conte: “Suggerisco a Flotilla di non mettere a rischio l'incolumità”
“Quello che suggerisco anch'io è non mettere a rischio l'incolumità nel caso in cui si trovassero, come immaginiamo tutti, davanti a un blocco navale”. Risponde così, a margine di un evento, il leader del M5s Giuseppe Conte, a chi gli chieda cosa succederà alla Global Sumud Flotilla che si avvicina a Gaza. “Il diritto internazionale è dalla loro parte, perché il blocco israeliano è assolutamente illegittimo, voler impedire l'accesso ad acque palestinesi, non israeliane, è illegittimo, lo abbiamo detto più volte”, sottolinea il leader dei Cinque Stelle, raccomandando però di non esporsi a rischi.
La nave israeliana Zim è arrivata a Livorno, portuali in sciopero
Ha fatto il suo ingresso in porto a Livorno intorno alle 13.15 la nave contenitori della compagnia israeliana Zim, la Zim Virginia, che con l'assistenza dei rimorchiatori portuali ha raggiunto l'accosto in Darsena Toscana. Immediata è stata la reazione dei lavoratori, che come annunciato sono entrati in sciopero proclamato tanto da Usb, come dalla Cgil. “"I lavoratori portuali non scaricheranno né caricheranno- spiega l'Usb in una nota- proprio in questi minuti, dal gruppo autonomo portuali, è arrivata la segnalazione di alcuni contenitori da 10 piedi, contenenti materiale sospetto, militare, da imbarcare proprio sulla Zim.
Questa nave deve lasciare subito il nostro porto". La richiesta, sottolinea la nota, "arriva dai lavoratori e dal presidio di protesta che da giorni anima il porto di Livorno. Non un chiodo verso israele".
Iniziato il corteo all’Università La Sapienza di Roma
"Ci muoviamo in corteo toccando tutte le Facoltà complici del genocidio a partire da Lettere. Pretendiamo l'interruzione immediata di ogni tipo di collaborazione tra la Sapienza e lo stato terrorista di Israele.
Come equipaggio di terra siamo pronti di nuovo a bloccare università, scuole e città. Quando bloccheranno la Flotilla sarà sciopero generale!". Così i ragazzi di Cambiare Rotta, Osa e Udu che sono entrati nella facoltà di Lettere a La Sapienza ed ora stanno facendo il giro di tutte le facoltà
Flotilla: “Il governo non ci protegge. Se Israele attacca, tutti in piazza”
“Stiamo vedendo Israele che si appropria di acque internazionali e il nostro governo che allarga le braccia e ci dice che sostanzialmente non può fare nulla. Questa notte probabilmente Israele ci attaccherà perché tutti i segnali ci portano a dedurre che accadrà e il governo non è in grado di garantire la protezione dei suoi cittadini in acque internazionali perché teme una ritorsione da parte di Israele. A questo punto dato che le donne e gli uomini di questo Paese sono quelli e quelle che finora ci hanno sostenuto senza dubbio, senza sosta, noi chiediamo a loro di reagire”. Affida ai social il suo appello Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla. “Nel momento stesso in cui qualcosa dovesse succedere a quelle barche, nel momento stesso in cui perderemo il contatto con loro, nel momento stesso in cui dovessimo avere anche soltanto la certezza che una o uno di loro sia stato arrestato, ferito, o non potremo più metterci in contatto con loro, vi preghiamo, a nome di tutti coloro che sono su quelle barche, scendiamo nelle strade, scendiamo nelle piazze, creiamo dei presidi, andiamo a chiedere che venga applicato il diritto internazionale e che vanga applicato nello stesso modo nei confronti di tutti, compreso lo stato di Israele. Quindi, nel caso, tutti in piazza, tutti in piazza, nessuno escluso".
Flotilla: “Il governo non ci protegge. Se Israele attacca, tutti in piazza”
Nave Alpino pronta ad accogliere chi non se la sente di continuare
La Fregata Alpino della Marina Militare sarà disponibile ad accogliere ogni persona che manifesti la volontà di trasferirsi a bordo, nel rispetto delle procedure di sicurezza e delle normative internazionali. Lo rende noto lo Stato Maggiore della Difesa. L'ultimo avviso, e dunque l'ultima occasione di salire sulla fregata, sarà nella notte del 1° ottobre, attorno all’1, al raggiungimento delle 150 miglia nautiche dalle coste di Gaza
Dalla Marina primo alert alla Flotilla a 180 miglia da Gaza
Alle ore 16:30 circa, in Italia, Nave Alpino della Marina Militare, 'raggiunta una distanza di circa 180 miglia nautiche dalle coste di Gaza', diramerà un avviso ufficiale a tutte le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla. Lo rende noto lo Stato Maggiore della Difesa. Sarà comunicato che, in assenza di variazioni di rotta e velocità, 'alle ore 02:00 AM circa in Italia di domani 1° ottobre, la Flotilla raggiungerà verosimilmente il limite delle 150 miglia nautiche dalle coste di Gaza'. Nave Alpino, come comunicato più volte nei giorni scorsi, 'non oltrepasserà tale limite', per non pregiudicare in alcun modo le garanzie di sicurezza delle persone imbarcate.
Salvini: “Spero che nessuno cerchi lo scontro”
"Flotilla? Spero che nessuno cerchi lo scontro”, commenta il vicepremier Matteo Salvini postando un suo video su Facebook. “Un conto è manifestare le proprie idee, altro pensare di entrare illegalmente in una zona di guerra: ovviamente non è né saggio, né prudente. Mi sembra che il messaggio che gli organizzatori volevano mandare sia stato mandato, un altro paio di maniche se uno cerca l'incidente diplomatico, lo scontro, la guerra: mi auguro che non sia così, facciamo di tutto per tutelare ogni vita umana".
Meloni e Schlein sullo stesso aereo per la Calabria: faccia a faccia tra regionali e Flotilla
Tutti in campagna elettorale in Calabria. Tutti a bordo dello stesso aereo per Lamezia Terme: Meloni, Schlein, Bonelli, Fratoianni e Tajani. Tra i leader di maggioranza e opposizione strette di mano e qualche scambio sui temi attuali, tra cui le elezioni nelle Marche, la situazione a Gaza e la missione umanitarie Flotilla.
Ultimo appello di Crosetto alla Flotilla: “Accetti l’alternativa”
Il compito dichiarato della Global Sumud Flotilla "era di far giungere aiuti e richiamare l'attenzione sulle difficoltà con cui arrivavano a chi ne ha bisogno. L'obiettivo che si proponevano verrebbe, dunque, raggiunto dall'accettazione" del piano Usa per la Palestina "che, in qualche modo, può aprire la strada alla pace e agli aiuti umanitari. Proprio per questo mi sento in dovere di fare loro un ultimo appello”, sono le parole del ministro della Difesa, Guido Crosetto, “affinché prendano atto di ciò che sta accadendo e affinché utilizzino una delle soluzioni alternative prospettate da più parti, in primis il Patriarcato della Chiesa cattolica, negli ultimi giorni, per far arrivare gli aiuti".
M5S: “Governo difenda diritto e Italia da azione criminale”
“E' gravissimo che il governo si mostri di fatto acquiescente ad un'azione criminale assolutamente illegale, che sia commessa in acque internazionali o in acque palestinesi sottoposte a un blocco navale contro il traffico di armi verso Hamas che non può assolutamente applicarsi all'ingresso di aiuti umanitari – dichiarano i parlamentari del Movimento 5 Stelle delle Commissioni Esteri e Difesa – Questa missione è nella piena legalità: è Israele che fermandola commetterebbe un crimine. Questa passività è umiliante per chiunque, tanto più per chi blatera di sovranismo. Meloni, Tajani e Crosetto non possono anteporre i buoni rapporti con il governo criminale di Israele alla difesa del diritto internazionale e della dignità nazionale".
Lafram (Ucoii): “Certi che presto verremo intercettati, è atto di pirateria”
“Molto probabilmente questa notte o quella di domani, saremo intercettati dall'esercito israeliano. Sarebbe un atto di pirateria, un sequestro di persona che viola ogni legge del diritto internazionale”. Dalla Karma, la barca di Arci, lancia l’allarme il presidente dell'Ucoii Yassine Lafram. “Siamo convinti di continuare quella che è la nostra missione per rompere l'assedio imposto a tutta la Striscia di Gaza e portare aiuti umanitari. Nonostante le minacce che continuano ad arrivare, la Globus Sumud Flotilla vuole completare la propria missione, una missione pacifica, non violenta, di resistenza passiva”, aggiunge per poi chiedere a tutti di “mobilitarsi per la Flotilla che vuole ovviamente continuare a tenere l'attenzione sul genocidio che si sta consumando a Gaza".
Scotto: “Legami con Hamas? Falso, solo tentativo di screditarci”
“È semplicemente falso che qui ci siano attivisti collegati ad Hamas. Siamo di fronte a una mera operazione propagandistica che punta a screditare una missione umanitaria che ha suscitato nel mondo attenzione e sostegno. Le persone che sono qui a bordo sono pacifiche e non violente e hanno come unico scopo quello di aprire un corridoio umanitario permanente che rompa l'assedio a Gaza". Dal ponte della Karma, si indigna e ribatte alle accuse di legami, seppur indiretti, fra la Flotilla e Hamas il parlamentare del Pd Arturo Scotto. “"Chi si è messo in mare lo ha fatto a proprie spese e correndo anche dei rischi – sottolinea – La domanda è: per quale motivo una grande potenza militare ha paura di 40 barchette a vela che portano acqua cibo e medicinali? Cosa fa di male chi prova a portare aiuti per alleviare la sofferenza di una popolazione stremata da guerra e carestia?".
Studenti in corteo ad Alessandria
“Siamo stufi di passare i nostri anni di scuola in aule in cui ci è negato di parlare di quello che sta accadendo in Palestina". Dopo le manifestazioni dei giorni scorsi in città e le molte iniziative che stanno bloccando l'Italia, Alessandria oggi si è di nuovo mobilitata. "Chi nomina Gaza è punito e silenziato: anche il mondo dell'istruzione è complice del massacro palestinese - sottolineano dal Coordinamento studentesco, che parla di 500 partecipanti al corteo -. Vogliamo distaccarci da questa complicità e omertà. Vogliamo distaccarci dal sostegno che questo Governo continua a dare a quello Netanyahu. Siamo dalla parte di chi ieri, oggi e domani ha manifestato e manifesterà, di chi in questo momento è in mare per portare aiuti umanitari a Gaza. Siamo dalla parte di chi muore sotto i bombardamenti o stremato dalla fame e, soprattutto, di chi ancora può essere aiutato. Siamo dalla parte giusta della storia. La piazza studentesca di oggi ha parlato chiaro"
Gli attivisti: “A meno di 100 miglia, stasera in zona a alto rischio”
"Siamo a meno di 100 miglia dalla possibile zona di intercettazione. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ci ha appena comunicato che a fine giornata la nave della marina militare ci lascerà", fanno sapere gli attivisti da bordo. “Non ci fermeremo- dice l’attivista Tony La Piccirella – La proposta di pace è solo una messinscena, una proposta di resa totale. Una svendita del territorio palestinese a Israele e Usa"
Flotilla: “Italia sta legittimando violazioni palesi del diritto internazionale”
“Pur riconoscendo la complessità del quadro internazionale, riteniamo che l’atteggiamento del governo italiano si stia traducendo in nient’altro che nella complicità con le linee politiche che stanno causando sofferenze a Gaza, poiché l’assenza di azioni concrete contribuisce a mantenere lo status quo. Un governo che sceglie di non intervenire, e di non esercitare pressione diplomatica, finisce con il legittimare situazioni che violano il diritto internazionale anziché contrastarle”, è il duro commento di Maria Elena Delia, la portavoce della delegazione italiana.
Tre quarti degli italiani appoggiano la Global Sumud Flotilla
La stragrande maggioranza degli italiani, il 72%, è favorevole all'iniziativa della Global Sumud Flotilla, con l'obiettivo di rifornire di viveri e beni essenziali la popolazione palestinese a Gaza e rompere il blocco navale che da sedici anni viene imposto alla Striscia. Lo rivela un sondaggio di Izi, secondo cui c’è un largo sostegno per gli attivisti anche fra gli elettori dei partiti di governo, con il 54,2 % di favorevoli. Per quanto riguarda il giudizio sullo stato attuale della missione, il 60% degli italiani ritiene che si dovrebbero accettare compromessi per il buon esito dell'iniziativa, avendo già ottenuto visibilità, una percentuale che aumenta moltissimo tra gli elettori di governo, arrivando al 75,4%, mentre per la maggioranza degli elettori di opposizione, il 54,8%, la missione deve proseguire arrivando alla striscia di gaza, nonostante i pericoli.
Pd: “Stop in acque internazionali illegale, andremo avanti nonostante l’alert della Marina”
"Siamo a 200 miglia da Gaza, un risultato importante. L'obiettivo è arrivare a Gaza per aprire un corridoio umanitario permanente per portare gli aiuti. Sappiamo che la Marina militare italiana che ci accompagna in questo viaggio a un certo punto, in acque internazionali, ci darà un alert chiedendo di non proseguite oltre; noi non ci fermeremo, perché pensiamo che bloccarci in acque internazionali sia un atto illegale”, ribadiscono i deputati dem Annalisa Corrado e Artuto Scotto dal ponte della Karma, la barca di Arci che si è unita alla Global Sumud Flotilla. “Ma qualora l'alt dovesse arrivare dalla Marina militare israeliana, o da qualsiasi altro mezzo militare, saremo costretti a fermarci, per evitare di mettere a rischio la sicurezza nostra e degli equipaggi, esattamente quello che faranno tutte le barche della Flotilla", specificano. La missione è civile, pacifica e non violenta, spiegano, non ha mai avuto il proposito di andare allo scontro con la Marina israeliana.
Aumentano le occupazioni nei licei, a Roma anche il Socrate
La sede centrale del liceo Socrate di Roma è stata oggi occupata da studenti e studentesse. "Il nostro è un atto consapevole, scaturito dall'analisi della fase sociale e politica che stiamo vivendo. Non è un gesto in contrarietà alla presidenza o ai docenti della nostra scuola, che speriamo possano invece comprendere e condividere la profonda necessità storica e politica sulla quale si fonda questa occupazione”, spiegano in un lungo comunicato. “Nonostante le molteplici risoluzioni internazionali che le condannano, le autorità israeliane continuano, impunite, a massacrare la popolazione palestinese e privarla dei diritti fondamentali da oltre 70 anni”, dicono gli studenti che puntano il dito contro “la complicità del nostro e di altri governi che si stanno sporcando le mani di sangue, continuando a sostenere accordi politici, commerciali e militari con Israele" e denunciano “l'esplicita volontà politica del governo Meloni e degli altri governi occidentali di anteporre i propri interessi economici, nella regione del medio oriente, all'autodeterminazione e alla sopravvivenza stessa del popolo palestinese”.
La Russa: “Tifo per la pace subito a Gaza, spero anche Flotilla”
“Sono preoccupato, ciascuno poi sceglie la propria strada. Sono preoccupato per la situazione politica”, dice il presidente del Senato, Ignazio La Russa. “Mi chiedo: arriverà prima la Flotilla in zone pericolose o arriverà prima la pace promessa ieri dal presidente de Usa e Netanyahu. Io tifo perché la pace, seppur tardiva, arrivi subito. Mi piacerebbe sapere come tifano quelli che sono sulla Flotilla: spero che tifino come me”. Per lo storico esponente di FdI, l’arrivo della potrebbe rendere “in parte meno importante la loro missione, come vogliamo chiamarla, politica. Lo hanno detto loro che non è solo umanitaria. Spero che come me tifino perché arrivi la pace e non ci sia bisogno della loro azione”
Usb: “Se attaccano la Flotilla sciopero immediato, blocchiamo il Paese”
Se la Flotilla sarà attaccata dall'esercito israeliano, l'Unione sindacale di base è pronta a "lanciare uno sciopero generale in deroga alle disposizioni sul preavviso minimo, sulla base dell'art. 2, comma 7, della legge 146 del 1990 che stabilisce tale possibilità solo per scioperi 'per la difesa dell'ordine costituzionale o per protesta contro gravi eventi lesivi dell'incolumità e della sicurezza dei lavoratorì". Lo annuncia l'organizzazione sindacale in una nota che spiega: “Il ministro Salvini ha già annunciato lo scontro su questo punto a suon di sanzioni e precettazioni”. Ma questo non modifica le intenzioni del sindacato: “Dobbiamo bloccare nuovamente il Paese se torceranno anche un solo capello agli attivisti della Global Sumud Flotilla e dobbiamo arrivare attrezzati e non lasciarci intimidire dal governo Meloni".
Giuristi: non è Flotilla a violare norme internazionali, blocco navale illegittimo
"L'azione della Global Sumud Flottilla è perfettamente conforme al diritto internazionale e non sta violando alcuna norma. E ciò né con riferimento all'attuale navigazione in acque internazionali, né nel prosieguo della propria rotta fino alle coste di Gaza". Lo sottolineano le Associazioni Asgi, Giuristi democratici e Comma 2-Lavoro è Dignità, anche per rispondere alle affermazioni di diversi esponenti del governi italiano, fra cui il ministro Tajani, secondo cui la violazione del blocco navale significherebbe entrare in acque israeliane. Per i giuristi, sono da considerare "palese violazione del diritto internazionale l'attacco armato alle imbarcazioni della Sumud Flotilla, il blocco navale israeliano al largo di Gaza con l'isolamento della Striscia e la conseguente carestia che ha colpito la popolazione civile, il considerare come israeliane le acque antistanti la costa di Gaza".
I confini del quadrato di mare su cui Israele ha imposto il blocco navale – sottolineano – non segnano “i confini di Israele né acque territoriali israeliane, bensì palestinesi, e ciò indipendentemente dalla scelta politica di riconoscere o meno lo Stato di Palestina. Il diritto internazionale impone, infatti, che non si possano riconoscere effetti giuridici ad annessioni territoriali illecite, di conseguenza è illecito qualsiasi riconoscimento di sovranità territoriale israeliana sul mare antistante Gaza”.
Tajani: “Israele ha detto che non ci sarà violenza”
"Io spero che prevalga il buon senso da parte di tutti, ho parlato a lungo anche ieri mattina con il ministro degli Esteri israeliano Saar, chiedendo che qualora ci fosse un intervento degli israeliani per fermare la Flotilla non si usi mai la violenza, tenendo conto che sono persone pacifiche, compresi deputati, io almeno posso garantire per gli italiani. Mi è stato risposto che non ci saranno atteggiamenti violenti", ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani durante la trasmissione “L’Aria che tira”, ricordando di aver più volte sconsigliato agli attivisti di violare il blocco navale. "Non sappiamo che cosa può succedere e soprattutto non sappiamo chi c'è a bordo degli altri battelli, quindi non sappiamo chi c'è esattamente. Dobbiamo garantire la sicurezza dei nostri". La Marina, ha ribadito, ha compiti solo umanitari e non militari, quindi è escluso che possa accompagnare la Flotilla nel forzare il blocco perché non c'è nessuna possibilità di un conflitto a fuoco e anche perché poi noi dobbiamo garantire la sicurezza dei nostri marinai. La loro vita vale quanto quella dei componenti della Flotilla".
Cgil annuncia sciopero generale in caso di attacchi o blocchi alla Flotilla
“L'Assemblea Generale della Cgil dà mandato alla Segreteria, in coordinamento con la Flotilla e il movimento per Gaza, di proclamare lo sciopero generale tempestivo per tutte le categorie in caso di attacchi, blocchi o sequestri delle imbarcazioni e materiali della missione umanitaria della Global Sumud Flotilla e alla conseguente non apertura di corridoi umanitari a Gaza e in difesa dei valori costituzionali che sostengono tale missione”. È quanto si legge nel documento conclusivo approvato dall'Assemblea generale della Cgil. Inoltre, "impegna tutte le strutture ad organizzare la partecipazione per sabato 4 ottobre alla manifestazione nazionale convocata dalle associazioni palestinesi a Roma sulla base delle nostre posizioni che hanno dato vita alle manifestazioni dello scorso 6 settembre e agli scioperi del 19 settembre".
Flotilla, sospettiamo sabotaggi alle barche
“Non abbiamo nessuna prova ma i sospetti di sabotaggi ci sono". Lo dice la portavoce italiana del Global Movement to Gaza, Maria Elena Delia. "Sospettiamo sabotaggi alle barche, che peraltro ci sono stati anche nella storia delle precedenti flottiglie - spiega - Ad esempio il caso della Familia Madeira, una delle imbarcazioni più grandi, che ha avuto quel problema al motore che l'ha bloccata e non ha mai più ripreso il largo è stato sicuramente un evento sospetto". Quaratotto ore dopo, altre due barche hanno avuto seri problemi nel corso della navigazione. La Johnny M ha improvvisamente iniziato a imbarcare acqua fin quasi a inabissarsi ed è stata soccorsa da Emergency.
Turchia: “Se necessario daremo assistenza alla Flotilla”
La Turchia afferma che sta monitorando "la sicurezza" della Flotilla diretta a Gaza e che "se necessario" le forze armate turche sono pronte a fornire attività di soccorso e assistenza umanitaria, in coordinamento con partner internazionali. "La Turchia sta monitorando attentamente la sicurezza delle attività di aiuto umanitario svolte dalle navi civili attualmente in navigazione, in conformità con il diritto internazionale e i valori umanitari", si legge in un comunicato del ministero della Difesa. "In questo contesto, le nostre navi contribuiranno alle missioni di aiuto umanitario in coordinamento con le istituzioni competenti".
Idf : “Documenti vincolano Flotilla ad Hamas”. Gli attivisti: “Pretesto per giustificare l’attacco”
L'Idf sostiene di aver trovato a Gaza due documenti ufficiali da cui emergerebbe che Hamas sarebbe coinvolta "direttamente nel finanziamento della flottiglia". A sostegno di tale tesi, il riferimento ai presunti legami fra Hamas e il Pcpa, definito la “rappresentanza di Hamas all’estero” e catalogato, al pari di altre ong palestinese e non all’estero, come “formazione terrorista”. Secondo Idf il rapporto sarebbe provato da una lettera del 2021, firmata dall’ex capo politico di Hamas Hanyie, che chiede “unità” al presidente del Pcpa. Il secondo documento invece è una lista degli attivisti del Pcpa, fra i quali secondo Idf ci sarebbero “operativi di alto livello di Hamas”. Fra questi Zaher Birawi, attivista britannico “noto per aver guidato le flottiglie dimostrative nella Striscia di Gaza negli ultimi 15 anni” e Saif Abu Kashk, portavoce della delegazione spagnola definito “agente dell'organizzazione in Spagna” e amministratore delegato della Cyber Neptune, società armatrice di alcune barche. “Tutte bugie”, dicono dalla Global Sumud Flotilla, che già da giorni avvertono: “Sono iniziati i tentativi di Israele di screditarci, vincolandoci a organizzazioni terroristiche, per giustificare un eventuale attacco. Questa è una missione umanitaria”. Al riguardo interviene anche la portavoce della delegazione italiana, Maria Elena Delia, che chiede un’inchiesta indipendente che valuti autenticità e fondatezza dei documenti che Idf sostiene di aver trovato: “"I fogli mostrati da Israele non provano né il finanziamento né il controllo di Hamas sulla Global Sumud Flotilla. Ripetono, piuttosto, un preoccupante schema già visto nel 2010 con la Mavi Marmara. Siamo una missione civile e umanitaria, sotto gli occhi dell'Europa e del mondo. Chiediamo che gli atti vengano consegnati integralmente a organismi indipendenti: finché non accade, è propaganda, non prova", sottolinea.
Flotilla: “Si faccia rispettare il diritto internazionale, sanzioni e stop agli accordi”
Mentre le 46 barche si avvicinano alla zona di rischio, dalla sezione italiana Global Sumud Flotilla a terra e a mare, arriva un ultimo appello: “Chiediamo al governo italiano misure concrete e tempestive: sanzioni contro Israele, che sta commettendo un genocidio secondo le Nazioni Unite e le corti internazionali; la sospensione di accordi commerciali che possano contribuire a sostenere le operazioni militari; e l’interruzione immediata dell’invio di armi e di materiali a duplice uso verso chi è coinvolto in azioni che mettono a rischio civili e infrastrutture umanitarie. Tali misure devono essere coordinate con partner europei e organismi internazionali, e accompagnate da iniziative diplomatiche per promuovere indagini indipendenti, responsabilità e accesso umanitario senza ostacoli”.