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La Russa torna sul caso Garofani: “Lasci l’incarico al Consiglio supremo di Difesa”. Poi la frenata

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Il presidente del Senato: “Fosse stato di destra, sarebbe stato crocifisso”. Poi la marcia indietro: “Non tocca a me chiedere dimissioni”. Ieri la premier da Johannesburg: “Non penso che sia il caso di tornare su questa vicenda”
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La seconda carica dello Stato torna sul caso Garofani e sul presunto complotto ordito in una cena romana dal consigliere del Quirinale contro il governo. "Fosse stato uno di destra, oggi lo vedremmo appeso nei lampioni della città, o probabilmente cattolicamente crocifisso. Pensate che questo è il segretario del comitato di difesa, che è quello che si deve occupare della difesa nazionale. Ecco, io credo che almeno quel ruolo forse è meglio che lo lasci a qualcun altro".

Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervenendo in un evento alla Triennale di Milano, parlando delle polemiche sul consigliere del Capo dello Stato, Francesco Saverio Garofani. La vicenda, sollevata dal quotidiano di destra La Verità e rilanciata dal capogruppo di FdI Bignami che c…

La seconda carica dello Stato torna sul caso Garofani e sul presunto complotto ordito in una cena romana dal consigliere del Quirinale contro il governo. "Fosse stato uno di destra, oggi lo vedremmo appeso nei lampioni della città, o probabilmente cattolicamente crocifisso. Pensate che questo è il segretario del comitato di difesa, che è quello che si deve occupare della difesa nazionale. Ecco, io credo che almeno quel ruolo forse è meglio che lo lasci a qualcun altro".

Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervenendo in un evento alla Triennale di Milano, parlando delle polemiche sul consigliere del Capo dello Stato, Francesco Saverio Garofani. La vicenda, sollevata dal quotidiano di destra La Verità e rilanciata dal capogruppo di FdI Bignami che chiedeva che il Colle smentisse, ha sollevato un putiferio politico la scorsa settimana ed è stato necessario un colloquio di chiarimento con Mattarella, chiesto dalla premier, per spegnere le polemiche. Che il caso fosse chiuso lo sanciva solo ieri la premier a margine del G20 in Sudafrica.

Ma ora le dichiarazioni di La Russa rischiano di riaprire il caso. "L'idea che mi sono fatto – dice La Russa - è di un consigliere, che in un ambiente di tifosi più che calcistico, quindi a ruota libera, non so se bevessero anche vino, e come si suol dire ‘in vino veritas’, si sia lasciato andare improvvidamente a tutta una serie di valutazioni sul governo e sulla Meloni. Certo che se a parlare è un consigliere del presidente della Repubblica, non si può addossare ciò che dice al presidente della Repubblica, ma una critica a questo consigliere è assolutamente legittima, specie se gli è stato chiesto di smentire, e lui anziché smentire ha detto che è vero, ma si trattava di chiacchiere tra amici".

"La colpa – aggiunge - è di chi solleva il problema, non di chi forse inconsciamente esprime non il pensiero del presidente della Repubblica, ma i suoi personali desideri, che non sono degni di uno che fa il consigliere del presidente". E conclude: "Voglio esprimere piena solidarietà al presidente della Repubblica Mattarella che, sono certo, non ha nessuna responsabilità e sicuramente non condivide le idee del suo consigliere".

Ieri la presidente del Consiglio e leader di FdI Giorgia Meloni dal G20 di Johannesburg aveva ribadito “l’ottimo rapporto” con il Quirinale e liquidato il caso: “Ho chiarito con il presidente della Repubblica tutta la questione. Ne approfitto per ribadire l'ottimo rapporto che da sempre ho con il presidente Mattarella. Non penso che sia il caso di tornare su questa vicenda". "Non ero a conoscenza della nota che ha fatto Galeazzo Bignami, – ha aggiunto la premier – anche se io continuo a ritenere, come vi ho già detto, che la nota servisse a fugare i dubbi dal Quirinale non a concentrare l'attenzione sul Quirinale".

Le parole di La Russa riaccendono le polemiche. Per Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde, “rappresentano un attacco e una pressione indebita nei confronti del Quirinale e confermano che la destra ha come obiettivo la delegittimazione del presidente della Repubblica”. "Mi pare che sia un'ulteriore, ennesima conferma di come questo La Russa interpreti il ruolo di seconda carica dello Stato veramente al di là del bene e del male. Conosce poco il senso dello Stato e delle istituzioni, sia da quando rivendicava di avere il busto di Mussolini, sia andando a comiziare in tutta Italia per il suo partito”, così il senatore Pd Walter Verini.

La frenata

A stretto giro arriva la precisazione dello stesso La Russa: “Spiace che avere risposto a una domanda sul Consigliere Garofani possa pensare di far riaprire un caso che, anche io, come Giorgia Meloni, considero chiuso e sul quale ho espresso personalmente sin dal primo minuto, piena solidarietà al Presidente Mattarella. Certo, ho detto, forse in maniera troppo sincera, che Garofani potrebbe essere imbarazzato a svolgere il ruolo non di Consigliere ma di Segretario del Comitato Supremo di Difesa. Ma non tocca a me chiedere le sue dimissioni e nemmeno l’ho fatto”, così in una nota il presidente del Senato.

“Pasolini? Da sinistra spocchia su dibattito cultura”

"È come dire che su Giulio Cesare possono parlare solo gli antichi romani. La prosopopea di persone come l'esimio giornalista Abbate, che ha sollevato il problema, questa spocchia secondo cui appartengono alla sinistra non solo i personaggi, ma anche il diritto di parlare di una persona piuttosto che di un'altra la dice lunga su come si è sviluppato per anni il tentativo di occupare non la cultura, ma il dibattito sulla cultura". Così La Russa a proposito delle polemiche sul convegno su Pasolini, organizzato dalla fondazione Alleanza nazionale, in programma domani al Senato, sollevate dallo scrittore e giornalista Fulvio Abbate, citato da Repubblica.

"Però non mi sono arrabbiato, anzi correrei a ringraziarlo questo giornalista, perché mi dà l'occasione di dire che non basta questa antica prerogativa della sinistra di pretendere di poter parlare solo loro di certi temi, ma ce ne è una nuova, quasi che parlare di Pasolini fosse figlio del fatto che siamo al governo, come se non l'avessimo mai fatto. Questo dimostra ignoranza: se vuoi parlare, prima documentati", ha continuato La Russa.

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